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Opinioni

Osservare il cielo

Il cielo notturno ci ha sempre affascinato, e l’osservazione delle stelle ha portato alla differenziazione tra stelle ‘fisse’ e pianeti, ed alla definizione di calendari vari...
OPINIONI - Il cielo notturno ci ha sempre affascinato, e l’osservazione delle stelle ha portato alla differenziazione tra stelle ‘fisse’ e pianeti, ed alla definizione di calendari vari.
Un tempo, quando non c’era l’illuminazione notturna che c’è oggi, era possibile vedere molte più stelle ad occhio nudo, e si poteva osservare una ’fascia’ lattiginosa che attraversa il cielo: la Via Lattea. Oggi questo è possibile solo in luoghi particolari, poco abitati e quindi poco illuminati.
L’astronomia moderna parte con Niccolò Copernico e la sua teoria eliocentrica. Keplero, con le sue tre leggi ed il modello ellittico, gettò le basi per la meccanica celeste.
Nei primi anni del 1600, Galileo perfezionò uno strumento, il cannocchiale (costruito per la prima volta dal tedesco Hans Lippershey, e con questo iniziò una serie di osservazioni che lo portarono a scoprire i principali satelliti di Giove ed intuire, senza però riconoscerli, gli anelli di Saturno.
Nel 1686 Newton formulò la legge di gravitazione universale, che dava consistenza teorica alle orbite dei pianeti. La tecnologia dei telescopi intanto progrediva, permettendo a Cassini di scoprire divisioni negli anelli di Saturno ed alcuni dei sui satelliti. Nel 1774 il francese Messier pubblicò il celebre catalogo di 103 oggetti celesti, nebulose, galassie ed ammassi, che porta il suo nome. Nel 1781 William Herschel scoprì Urano, ed in seguito osservò anche I suoi anelli.
Il primo gennaio 1801, Giuseppe Piazzi da Palermo scoprì un oggetto celeste che a prima vista sembrava una cometa, dandogli il nome di Cerere. In seguito Herschel ne definì l’orbita, e lo definì ‘asteroide’. Il primo di una lunga serie.
Nel 1846 si arrivò alla scoperta di Urano, trovato grazie a calcoli di meccanica celeste sulle discrepanze tra osservazioni e previsioni delle orbite di altri pianeti.
La scoperta di Plutone, da pochi anni declassato al rango di pianeta nano, risale al 1930, ed è stata possibile grazie alla fotografia astronomica.
La fotografia astronomica, oltre a darci importanti dati scientifici, ci offre visioni meravigliose di quello che esiste nello spazio. Un momento storico al riguardo è stato il lancio, nel 1990, del telescopio spaziale Hubble. Le prime foto trasmesse furono una delusione: a causa di un errore nella fabbricazione dello specchio, la definizione era pessima. Venne identificato il problema, ed una missione Shuttle fu destinata ad installare la soluzione. Da quel giorno Hubble non ha smesso di fornire immagini spettacolari e di grande valore scientifico, e continuerà a farlo probabilmente fino al 2020. Sul sito di Hubble potete vedere le meraviglie del cielo con una definizione sbalorditiva.
Le nuove tecnologie hanno permesso di costruite telescopi a terra non affetti dalle distorsioni portate dall’atmosfera. Il Very Large Telescope dell’ESO a La Silla in Cile, ed il Binocular telescope (http://www.lbto.org/) in Arizona sono due degli strumenti che hanno permesso nuove scoperte, tra cui oltre 2000 pianeti in orbita attorno ad altre stelle.
Il prossimo passo sarà il lancio di un nuovo telescopio spaziale, il James Webb, destinato all’osservazione nell’infrarosso (non possibile da terra), il cui lancio è previsto per il 2018.
Che meraviglie ci riserverà il futuro?
Alla prossima!
8/05/2016
Claudio Casonato - redazione@ilnovese.info

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