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La pecora nera

Non è un paese per bambini!

Parafrasandolo, il titolo del film dei fratelli Coen del 2007 penso che si potrebbe adattare benissimo all’assurda vicenda che in questi giorni è stata riportata all’onore dei media dalla trasmissione “Le Iene”. Ovviamente la trama sarebbe nettamente diversa, dato che nel film si susseguono una serie di omicidi, mentre nella realtà…

LA PECORA NERA - Parafrasandolo, il titolo del film dei fratelli Coen del 2007 penso che si potrebbe adattare benissimo all’assurda vicenda che in questi giorni è stata riportata all’onore dei media dalla trasmissione “Le Iene”.
Ovviamente la trama sarebbe nettamente diversa, dato che nel film si susseguono una serie di omicidi, mentre nella realtà…
Mi riferisco al servizio delle Iene sul caso “mensa scolastica” che imperversa a Vigevano da diversi mesi, nell’ambito del quale sembra che si susseguano una serie di assurdità da parte di adulti (?) a discapito dei più piccoli, completamente innocenti rispetto a quello che devono sopportare.La questione nasce nell’autunno del 2012, quando il Sindaco di Vigevano, Andrea Sala, decide di scagliarsi contro i furbi della mensa, arrivando allo scontro diretto dichiarando addirittura: ”Spezziamo le gambe a chi non vuol pagare” (apparso su La Provincia Pavese il 4 ottobre 2012)
In linea di principio potrei anche essere d’accordo col Sindaco, ovvero pagare moneta per vedere cammello, specialmente quando scopri che tra i morosi ci sono ben 87 famiglie della fascia ISEE più alta, ma è tutto il contorno che non mi piace.
A cominciare da dichiarazioni del tipo:

  • Gli stranieri, comunque, sono sempre un problema: quando c’era la fascia gratuita, erano quasi tutti stranieri e dare a loro significa togliere ai nostri”,
  • Da quando è stato sospeso l’accesso a mensa ai bambini, i genitori corrono a pagare le rette”,
  • Se i bambini vengono esclusi dalla mensa, quindi, la colpa non è del Comune, ma dei genitori che non pagano le rette”.

Colpirne uno per educarne cento, diceva il portavoce del Partito Comunista Cinese, Mao Zedong; ma questi son leghisti: vuoi vedere che in realtà sono verdi perché son comunisti acerbi?
Dato che il Sindaco Sala si trincera dietro ai costi e ai buchi (ed in quest’ultimo caso non fa riferimento alle strade disastrose e disastrate di Vigevano!), un controllo su quanto costa un pasto l’ha fatto?
Al supermercato ci andiamo tutti e basta fare due più due per farsi molte domande.
Un pasto composto da 100gr di spaghetti al sugo, una fettina di filetto di vitello, un panino, una mela ed una bottiglietta d’acqua, al singolo viene a costare in media 3,20 euro e si può presumere che all’ingrosso il costo sia nettamente più basso. Ipotizziamo un costo, all’ingrosso, di 2,50 euro; aggiungendo il costo del personale, il costo di preparazione delle pietanze e il profitto della società che eroga il servizio, davvero ha senso un prezzo finale di 5,50 euro?
Oppure, parafrasando, c’è qualcuno che ci sta mangiando?
Visti tutti i discorsi che si fanno sui prodotti a km zero, sulla leghista valorizzazione del territorio e via dicendo, è mai stata coinvolta la Coldiretti per vedere se , acquistando in loco piuttosto che dai grossisti, si risparmia?
Ha senso tenere fuori dei bambini considerando tutto il cibo che viene buttato quotidianamente perché le porzioni dettate dai nutrizionisti sono troppo abbondanti, rispetto all’appetito del singolo bimbo?
In ogni caso il Comune di Vigevano non sembra intenzionato a ripristinare le fasce di reddito basse per la mensa scolastica, perché il pugno di ferro pare aver funzionato, visto che restano solo 67 famiglie escluse dalla mensa, per un totale di 170 alunni; saranno tutti “negher” o furbetti…
Strano perché le persone intervistate dalle Iene e a “Servizio Pubblico” sembravano nostrane e ben poco allegre per esser furbetti.
Tralasciamo anche la questione esenzioni, ma perché non permettere ai non paganti di portarsi qualche cosa di più sostanzioso rispetto ad un freddo panino, magari fornendo loro un microonde dove riscaldare il cibo?
Perché ghettizzare i bambini, relegandoli in un’aula a parte, altrimenti “contaminano il cibo della mensa”?
La salute sia fisica che psicologica di questi bambini rischia di essere seriamente compromessa, dato che si sono già scatenate perfide ridde da parte dei bimbi paganti nei confronti di quelli poveri.
Ovviamente Vigevano non è l’unico caso in cui i morosi vengono esclusi dai pasti, come ad esempio il Comune di Cavenago, retto da una giunta di centro-sinistra, ma dove ai più bisognosi è stato comunque garantito un piatto caldo.
Da cittadino che paga regolarmente le tasse, visto che Vigevano è stato uno dei Comuni della provincia dove l’IMU è stata più cara, mi piacerebbe che quei soldi fossero destinati anche ad aiutare i più poveri, escludendo ovviamente i furbetti, ma si fa prima a colpire un bambino, piuttosto che intensificare i controlli sul lavoro nero e quelli reddituali, col rischio di perdere anche voti elettorali.
Nel 2010 un imprenditore di Adro, in provincia di Brescia, ha saldato il debito di quasi 10mila euro contratto da 42 famiglie del paese, in larga maggioranza immigrate, con la mensa della scuola, motivo per il quale alcuni bambini erano stati esclusi dal servizio, ma visto il periodo di magra è difficile immaginare un bis a Vigevano, ecco quindi che il rettore del Seminario vescovile, don Mauro Bertoglio, lancia una sfida sociale per tutti i vigevanesi: l’adozione dei bambini esclusi.
Faranno più breccia le adozioni a distanza dei bimbi d’Africa o di quelli nostrani?


28/03/2013
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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