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La Pecora Nera

Mortificazione di un pendolare FS

Proponiamo una testimonianza di uno dei nostri opinionisti che, questa volta, riflette partendo da una esperienza personale: quella di pendolare dei treni
Non sto per scrivere niente di nuovo per chi, come me, si ostina a viaggiare su quei carri bestiame che l’ad Moretti ha il coraggio di chiamare treni.
So anche che scriverlo non cambierà le cose, ma permettetemi di fare un piccolo sfogo.
Perchè anche le pecore nere, nel loro piccolo s’incazzano…
Chi usa quotidianamente la linea Alessandria-Mortara-Milano conosce molto bene i disagi di viaggiare con un solo binario per quasi tutta la tratta.
Non bastassero i ritardi dovuti al fatto che devi aspettare che questo o quel treno arrivino in stazione prima di proseguire in senso contrario, al pomeriggio oramai è un miraggio trovare una carrozza con l’aria condizionata funzionante.
Tanto che fra pendolari ci chiediamo come mai non rimettano in funzione le vecchie carrozze con i finestrini apribili, in modo che se anche l’aria non funziona, almeno l’interno non diventa un forno.

Paradossalmente al mattino l’aria condizionata è a paletta su tutti i convogli.
Tutto questo condito dagli aumenti di inizio anno sul prezzo dell’abbonamento mensile, che hanno fatto lievitare il costo del 10%
Ad agosto altra stangata:aumenti fino al 25%, per coprire i tagli dei trasferimenti statali.
“Questa manovra – spiega l’assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo – è la cura necessaria per tenere in equilibrio il sistema del trasporto pubblico in Lombardia e rappresenta l’unica possibilità per il mantenimento dei servizi ferroviari, diversamente da quanto sta avvenendo in altre Regioni, come Liguria, Emilia Romagna e Toscana, dove l’alternativa è stata quella di tagliare i servizi“.
Sinceramente non so se Cattaneo abbia mai preso un treno regionale in vita sua, ma penso di no, altrimenti si renderebbe conto che la qualità del servizio ferroviario lombardo (ora non più gestito da Trenitalia, ma dalla nuova società Trenord) fa sostanzialmente pena.
Per carità, non facciamo di tutti i treni un carro bestiame, ma la linea che uso io quotidianamente fa solo pena.

Giusto ieri pomeriggio arrivo in stazione a Porta Genova alle 18.20 e veniva annunciata la soppressione del treno previsto in partenza alle 18.40, causa guasto al locomotore
Treno successivo: 19.10
La domanda nasce spontanea: ma visto che il treno prima partiva alle 18.10, non era più logico ritardarlo fino alle 18.30, per causare meno disagio ai passeggeri?
Altra domanda: visto che si paga per un servizio in 20 minuti non si poteva organizzare un bus sostitutivo?
La risposta è molto semplice, perchè dato che è in vigore un sistema di controllo sulla qualità del servizio e sui ritardi, alla società conviene sopprimere direttamente il treno, in modo che non rientra nel suddetto conteggio.

In questo modo il mese successivo non paga il bonus ai pendolari per i ritardi sulla linea.
Alla fine le spese rischiano di farle i malcapitati dipendenti FS, che ovviamente stavano rinchiusi nel gabbiotto, circondati da inferociti pendolari..
Ma la colpa è nostra, che nonostante tutto ci ostiniamo a prendere il treno come mezzo di trasporto.
Oggi, con questi continui rincari sull’abbonamento, basta essere almeno in 3 a fare la stessa tratta e gli stessi orari per avere più convenienza ad andare in auto che non in treno.
E tanti saluti all’ecologia, al traffico in aumento, al PM10 e via dicendo.
Come sempre mi chiedo: ha senso parlare di TAV e Terzo Valico se già oggi le Regioni non riescono a garantire un servizio decente?
Soprattutto: perchè bisogna continuare a pagare un consigliere regionale 10mila euro, se mancano i soldi per i servizi essenziali?
La mortificazione dei pendolari FS continua…
 
22/07/2011
Ermanno Cecconetto - redazione@alessandrianews.it

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