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Opinioni

Montagne russe

"Accetti quella che ti sembra solo una gentilezza, ma per chi te la fa “favore richiede favore” e si aspetta di esser ricambiato. Senza tua richiesta i favori ricevuti crescono di importanza e quando chi si aspetta di esser ricambiato non è soddisfatto del risultato, ma tu non vuoi andare oltre, ecco che il favore si trasforma rapidamente in minaccia di ricatto..."
OPINIONI - Ci sono fenomeni fisici che sono intrinsecamente instabili. Uno dei più evidenti, anche non facile da descrivere e misurare è dato dalla bandiera che sbatte nel vento: anche con vento forte e teso la flessibilità del tessuto e la sua massa specifica interagiscono con la dinamica dell’aria e la bandiera continua ad oscillare più o meno ampiamente. Ma ci sono casi in cui il fenomeno è molto meno evidente, perché più lento, ma altrettanto chiaro e più facile da misurare. 

Ricordo ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, quando nella biblioteca del Politecnico ero capitato su uno studio che trattava dell’instabilità del manto stradale. Se un tratto d’asfalto è perfettamente piano i veicoli che ci passano sopra a velocità costante lo caricano in modo uniforme (pari alla pressione delle gomme) su tutto il tratto e, se la sua capacità di carico è anch’essa uniforme, il manto stradale resta in piano. Ma basta una piccola ondulazione, un banale difetto nella rullatura, che, quando le auto ci arrivano su, si alzano leggermente e subito dopo si riabbassano caricando di più l’asfalto a valle dell’ostacolo. La distanza a cui ciò succede dipende dalla velocità del veicolo e dalla dinamica delle sospensioni. Ma per una questione di confort per i passeggeri la frequenza di oscillazione delle sospensioni è molto simile per tutti i veicoli e, in condizioni normali di traffico, anche la velocità a cui si muovono non varia di molto, quindi il punto in cui si manifesta il carico massimo sul manto è distribuito su una zona relativamente ristretta. In questa zona, a furia di battere, l’asfalto si abbassa e man mano che si abbassa aumenta il carico delle ruote che ci finiscono dentro, non solo, ma l’auto continua a “ballare” anche dopo che è uscita dal primo avvallamento e ne provoca un secondo più piccolo, e poi un terzo. In sostanza lo stato del piano stradale è instabile e peggiora sempre più velocemente. Quindi ci sono cose che, se fatte bene, durano parecchio, ma se fatte male, anche se con difetti minimi che inizialmente sembrano “tollerabili”, non restano in questo stato a lungo, ma peggiorano rapidamente. 

Col senno di poi posso dire che la lezione ce l’avevo già avuta sotto gli occhi quando da ragazzo percorrevo in bici le strade sterrate alla periferia di Novi o quelle che scendevano allo Scrivia (quanta polvere bianca copriva l’erba sui bordi e le foglie delle acacie e dei pioppi!). Col bel tempo le ondulazioni della strada restavano tali e quali, ma dopo una pioggia le ruote della bici e quelle delle poche macchine di passaggio schizzavano acqua, sabbia e pietrisco fuori dalle pozzanghere: l’acqua lentamente rientrava quasi tutta, ma sabbia e pietre restavano sul bordo, così la buca si approfondiva e i bordi si alzavano creando delle vere e proprie montagne russe che aumentavano la fatica del ciclista. Ma ci sono fenomeni di analoga instabilità anche in campi molto diversi quali, ad esempio, i rapporti socioeconomici. 

Inizio con un episodio capitato ad un mio amico che tempo fa era responsabile degli acquisti dei materiali ausiliari di una grande società. Era la stagione del rinnovo dei contratti annuali per varie forniture e un giorno si vide recapitare a casa una busta con due biglietti per un concerto in Francia con tanto di prenotazione alberghiera. Per motivi di principio e contingenti il mio amico non andò al concerto, ma non disse nulla al fornitore che glielo aveva offerto. Qualche giorno dopo la manifestazione, non annunciato, entrò in ufficio il fornitore che ad alta voce, in modo che tutti sentissero, salutò il mio amico dicendo “Allora sig….. le è piaciuto il concerto a …?”. Questo signore era convinto di essersi comprato la “benevolenza” del mio amico e facendolo sapere a tutti voleva che i suoi dipendenti si adeguassero a questa situazione, a cominciare dal non fargli fare anticamera o prendere appuntamenti. Sarebbe difficile considerare un episodio di questo genere un tentativo di corruzione, perché in effetti non lo è, eppure può esser visto come la prima piccola ondulazione dell’asfalto che potrebbe col tempo amplificarsi fino alla distruzione della strada. 

Accetti quella che ti sembra solo una gentilezza, ma per chi te la fa “favore richiede favore” e si aspetta di esser ricambiato. Senza tua richiesta i favori ricevuti crescono di importanza e quando chi si aspetta di esser ricambiato non è soddisfatto del risultato, ma tu non vuoi andare oltre, ecco che il favore si trasforma rapidamente in minaccia di ricatto: tutto è stato registrato e può essere fatto conoscere ai tuoi superiori… Anche se non avevi “cattive intenzioni” e non chiedevi tu di essere corrotto, ma hai semplicemente seguito le “buone intenzioni” altrui ecco che ti trovi compromesso. Magari hai accettato un invito a cena e lì ti hanno presentato qualcuno che non conoscevi a cui hai stretto la mano mentre ti fotografavano… e poi costui è risultato affiliato a qualche cosca. Insomma è facile fare la prima piccola ondulazione, ma fermare il processo instabile che porta alle montagne russe, una volta avviato, diventa quasi impossibile. 

In Italia, spesso, siamo ben oltre questi livelli iniziali di corruzione. Chi è in posizione di potere, anche solo di ostacolo al processo decisorio, le mazzette le desidera, le chiede, le esige. Ormai questo stile è talmente diffuso in certi ambienti, che chi non ne approfitta si sente inferiore, al di sotto delle capacità che il funzionario medio deve avere… e, magari, subisce le pressioni della moglie con non vuole essere da meno delle mogli dei colleghi. 

Insomma sembra proprio che quelli che possono rubano, e quelli che non rubano non lo fanno solo perché non possono. Molto pochi sono quelli che si comportano secondo coscienza, rispettano i propri valori e resistono alle tentazioni. Tutte le settimane la magistratura porta alla luce e all’attenzione dei media qualche caso di corruzione. Ma ogni caso resta sui giornali per qualche giorno e poi viene spodestato dal caso successivo. Ci siamo ormai abituati alle montagne russe e lo sbattimento del cervello che ne consegue ci sta, come popolo, lentamente rimbecillendo.
12/07/2017
Marcello Favareto - redazione@alessandrianews.it

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