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Alessandria

Mobilità sostenibile: iniziamo dai bambini

In Europa i bambini che si muovono autonomamente sulle strade sono un indicatore di qualità urbana e sociale. Ad Alessandria davanti alle scuole ogni mattina decine di automobili in sosta, anche in seconda fila, alcune addirittura con il motore acceso, nonostante i cartelli di divieto di fermata e la presenza dei vigili
ALESSANDRIA - La paura dei pericoli e l’auto-dipendenza della gran parte della popolazione italiana fa sì che i bambini siano accompagnati sempre e dovunque in auto. Nel percorso di crescita si passa quindi dallo spostarsi in auto trasportati dai genitori all’improvvisa velocità autonoma del motorino nell’età dell’adolescenza e subito dopo all’automobile, saltando completamente la fase di esplorazione degli spazi urbani e di socializzazione che le due ruote a pedali renderebbero possibile. Tale lacuna impedisce una scoperta graduale dei tempi e dei modi della città e rallenta lo sviluppo di attenzioni, che sono garanzia di sicurezza negli spostamenti, nel riconoscimento preventivo del pericolo, nell’acquisizione del rispetto per gli altri.

In Europa si è consolidata l’idea che i bambini e i ragazzi che si muovono autonomamente sulle strade siano un indicatore di qualità urbana e sociale. Realizzare questa idea è un processo complesso che richiede una collaborazione tra amministrazione pubblica, scuola e famiglia e che determina una riorganizzazione degli spazi urbani e dei piani generali del traffico; ma che è anche il risultato di piccole azioni possibili, praticabili fin da subito.

Ad Alessandria, per esempio, il primo passo dovrebbe essere quello di rispettare le regole, a partire proprio dagli spazi attorno alle scuole; ogni mattina si assiste allo sconcio di decine e decine di automobili in sosta, anche in seconda fila, alcune addirittura con il motore acceso, nonostante i cartelli di divieto di fermata e nonostante la presenza degli agenti della Polizia Municipale. Chiedere a loro di intervenire è inutile. Anzi, si percepisce una non celata insofferenza alle segnalazioni. Se si cerca di sensibilizzare direttamente i genitori motorizzati, si rischiano gli insulti.

Eppure, in molte città, attorno alle scuole, sono state create delle zone “car free”, definitive o limitate agli orari di entrata ed uscita; in altre si è scelto di vietare (e far rispettare il divieto) la fermata alle automobili. Soluzioni semplici, anche di facile realizzazione ed applicazione, ma che darebbero un segnale importante nei luoghi istituzionalmente deputati all’educazione civica.

Che valore può avere, soprattutto per un bambino, constatare che gli automobilisti ad Alessandria hanno una sorta di lasciapassare per fare quello che vogliono? E che i Vigili dentro la scuola vengono a spiegare le regole, ma che fuori le stesse regole non le fanno rispettare?
26/10/2014
Claudio Pasero - gliamicidellebici Fiab - redazione@alessandrianews.it

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