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Opinioni

La politica in mutande

Lo scandalo regionale di Rimborsopoli merita una riflessione sull'Italia e gli italiani, sui nostri politici e sul futuro. Il rischio è quello di nuovi, e molto inquietanti, "buchi neri" della politica
OPINIONE - Chris Huhne, ex ministro britannico dell’Energia, si è dimesso dal suo ruolo di governo e da deputato: nel 2003 prese una multa per eccesso di velocità e disse che guidava la moglie, così da non vedersi decurtare punti dalla patente. Oggi rischia una multa salata e, in teoria, il carcere per aver ostacolato la giustizia. “Lascio perché non voglio che tutto questo incida sulle mie attività politiche, sulla serenità delle mie decisioni e su quelle del mio partito”, ha commentato prima di chiudere la porta dietro di sé. 

Qui da noi le cose vanno un po’ diversamente. Sul piano regionale allo scandalo delle firme false legato alla lista “Pensionati per Cota”, ormai confermato dalla Cassazione, si è aggiunto quello di Rimborsopoli e, per qualche consigliere almeno, anche quello di Parentopoli.

L’Europa si fa beffe di noi e sul piano della dignità dei nostri politici spesso ha buone ragioni per farlo. Sulle singole responsabilità del caso rimborsopoli farà luce la magistratura, anche se è difficile pensare che delle tante spese contestate (per i reati di peculato, truffa, rimborso illecito ai partiti), non ve ne siano in effetti di illegittime. Dalle carte per ora esce un po’ di tutto, e la fantasia non manca: generi alimentari, vestiario (mutande verdi comprese), assorbenti, centri massaggi, lampade abbrozzanti, perfino, pare, una lavatrice.

Quello che però forse più colpisce è l’assoluta faccia tosta con la quale chi governa la cosa pubblica si senta autorizzato a fare ciò che fa senza il bisogno di renderne conto ai cittadini, senza sentire la necessità morale di fermarsi e di rispondere punto per punto a ciò che gli viene contestato, per un desiderio di trasparenza e pulizia interiore che è tanto sbandierato a parole quanto poi sistematicamente disatteso nei fatti. Perché non chiarire immediatamente come sia possibile fare spese di quel genere e considerarle legittime? Ma, ancor più in profondità, se anche fossero state autorizzate, perché farle?

A mio avviso infatti la vera domanda, che possiamo già porci senza aspettare la magistratura, è come si possano giustificare certi lussi e richieste di rimborso a cuor leggero sapendo in quali condizioni si trovino le nostre province e comuni, spesso in attesa di finanziamenti regionali indispensabili anche per settori di primo intervento.

La stampa sa essere fastidiosa (e questo non sarebbe un male) ma spesso anche faziosa (e questo lo è molto di più), ma perché non rispondere alle domande poste? Perché non avere il buongusto di fermarsi a rendere conto ai cittadini di come vengono spesi i soldi pubblici, di tutti noi, esattamente come fanno all’estero? Se la politica vuole ancora ripartire (per l’ennesima volta) servono risposte quotidiane diverse. E l'attenzione di elettori che scelgano in maniera sistematica, con un sistema elettorale differente, di lasciare a casa chi gestisce il pubblico come fosse privato. Quanto sprezzo nelle parole di chi invece dovrebbe trovarsi al servizio della collettività. E colpisce ancor di più, se possibile, che a mettere in atto simili comportamenti siano sedicenti moralizzatori, che per primi hanno cavalcato slogan sul bisogno di trasparenza, sugli sprechi di “Roma ladrona” e sulla necessità “di liberare poltrone a suon di calci in culo”.

Il rischio, in un clima di questo tipo, è che ad affacciarsi sulla scena politica siano veri e propri buchi neri, dove la rabbia offuschi la ragione, perché con la pancia vuota si ragiona male, e si lo fa soprattutto se chi dovrebbe dare l’esempio pasteggia senza ritegno davanti a noi.

La prima ondata di voto di protesta è stata forse la Lega, e del buco finanziario creato dalla famiglia Bossi e da tesoriere Belsito abbiamo letto tutti. Ora c’è il Movimento Cinque Stelle, ma già c’è chi ne mette in dubbio i meccanismi di trasparenza e legittimità, in particolare sul ruolo non ben codificato di Casaleggio e sugli aspetti commerciali del blog di Beppe Grillo, vero fulcro dell’attività politica del movimento.

La via della rivoluzione può essere agitata da molti gruppi e con molti scopi. Alcune delle manifestazioni annunciate in questi giorni non possono non spaventare chi le guardi con un po’ di attenzione.

Cosa verrà dopo in Italia? Oggi è il giorno mediatico di Matteo Renzi: le primarie e l’alta affluenza sono la dimostrazione che tanti italiani, nonostante tutto, credono ancora che il ruolo della politica resti centrale. Con la speranza, magari, che il sindaco di Firenze non prenda esempio da sua mogliePeccati veniali e pedinamenti morbosi? Andate a spiegarlo agli inglesi… o ai tedeschi.
 
 
 
9/12/2013

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