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La pecora nera

Italia sommersa

La scorsa settimana abbiamo assistito ad una serie di alluvioni e allagamenti che hanno drammaticamente reso l’idea di quale sia la situazione del Nord Italia a proposito di gestione idrica e manutenzione del sottosuolo (fogne, scoli e scarichi)
LA PECORA NERA - La scorsa settimana abbiamo assistito ad una serie di alluvioni e allagamenti che hanno drammaticamente reso l’idea di quale sia la situazione del Nord Italia a proposito di gestione idrica e manutenzione del sottosuolo ( fogne, scoli e scarichi).
L’alessandrino, la Maremma, il parmense ed il Veneto:  ovunque è venuta giù più acqua del normale, abbiamo assistito a drammi, spesso annunciati e altrettanto spesso ignorati.
Ha iniziato Genova, che per l’ennesima volta è stata violentata dalla forza del Bisagno, che quando monta non ha chiaramente sfoghi e quindi straripa e devasta.
Fa rabbia sentire come quella parte di politica che governa la Superba da 40anni abbia il coraggio becero di gridare nuovamente “mai più!”  appena dopo 3 anni dall’ultimo disastro.
Fa adirare fortemente leggere che ci sono stati dirigenti del Comune che hanno ricevuto dei premi di risultato a vario titolo sull’argomento (messa in sicurezza del territorio, controllo cantieri, monitoraggio del territorio, ecc) e spero che il prof. Musso vada fino in fondo alla questione perché forse questo risultato non andava premiato.
Mancano i soldi per lo scolmatore, anzi no i soldi ci sono, ma sono bloccati per colpa del TAR;  si ma è colpa delle imprese perdenti che han fatto ricorso.
Insomma, come al solito la  colpa di nessuno ed emblematico è Burlando, che nonostante la legge gli consenta di assegnare i lavori anche in pendenza di ricorsi amministrativi, mette le mani avanti : ”Io vorrei ricominciare subito, ma se il consorzio perdente facesse ricorso al Consiglio di Stato e lo vincesse, le ditte ingiustamente escluse avrebbero titolo a un risarcimento. Non vorrei essere io personalmente a tirare fuori i quattrini…”
Quindi meglio far allagare la città e mandare in rovina tanti genovesi, non vi pare?
Qui mi fermo perché potrei esser denunciato per offese, diffamazioni e quant’altro.
Puntando l’occhio alle nostre zone  i danni si contano ovunque: Cassano, Gavi, Bosio, Arquata, Serravalle, ValBorbera, Val Spinti…
Novi  penso sia stato l‘esempio peggiore, perché in teoria è lontana dallo Scrivia, ma è andata a bagno peggio di altri paesi.
L’ospedale si è allagato e i pazienti della rianimazione sono stati trasferiti (non ci sono quindi pompe atte a svuotare reparti importanti come la rianimazione?); il sottopasso di via Verdi si è trasformato in piscina a cielo aperto, il museo dei campionissimi è alluvionato.
Insomma un vero caos, colpa sicuramente della bomba d’acqua che pare abbia riversato sul territorio la pioggia di 6 mesi, ma anche colpa di scarsa o nulla manutenzione ordinaria di fogne, scoli e via dicendo.
Oltre alla mancanza di iniziativa dei Sindaci, che dopo Genova e con le previsioni meteo avverse, non hanno pensato di chiudere le scuole almeno lunedì, evitando così scene drammatiche di ragazzi che non potevano tornare a casa e di genitori disperati che non sapevano come andarli a prendere.
Sicuramente ci sono tutta una serie di concause: l’erba alta su colline e montagne, che ha favorito il diluvio dell’acqua verso valle, la continua cementificazione del territorio che non permette l’assorbimento dell’acqua nel terreno, il totale abbandono dei  fossi, spesso pieni di immondizie  ed arbusti che finiscono per intasarli, la piena dello Scrivia che ha impedito il defluire dell’acqua del Cipian ed infine la piombatura di numerosi rii che oggi scorrono nel sottosuolo, spesso dimenticati (come quello “scoperto” sotto piazza della Repubblica mentre si costruiva MoviCentro).
Mi si potrà obiettare che in questo periodo di magra i fondi per fare della manutenzione ordinaria a queste opere non ce ne sono, ma visto quello che è accaduto lunedì, forse è meglio non sottovalutare il problema.
Spero che la richiesta avanzata dagli amici di Avanti Novi venga accolta e si possa discutere di quanto è accaduto e cosa si può fare per monitorare meglio scolmi e fognature.
Anche perché spesso queste opere, essendo poco visibili, sono poco considerate perché in campagna elettorale non funzionano bene.
Ce lo vedete il candidato Sindaco di turno chiedere di esser votato perché pulirà le fogne?
Poi però quando arriva la piena i cittadini mugugnano…
Cittadino che però dovrebbe fare la propria parte: prima di buttare una bottiglietta vuota nel fosso, pensa alla cantina allagata, così fai un favore a te e alle tue palanche.
17/10/2014
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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