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La pecora nera

L'insostenibile leggerezza dell'essere (politicanti)

Diversamente dagli altri anni, quest'anno anche durante le ferie (per chi ovviamente le ha fatte) i media hanno avuto modo di illustrarci tutte le (dis)avventure politico/istituzionali legate alla crisi economica, alla nuova legge elettorale e su come sta andando questa povera e malconcia Italia, divisa sempre più in due tra chi ha i soldi e chi cerca di sopravvivere.
Pecora NeraLo sconforto ci assale quando guardiamo il panorama politico.
In un momento in cui servirebbero serietà, impegno e senso civico, la maggior parte dei politicanti dimostra sempre più la totale assenza di queste virtù e la sconvolgente l'impunità con cui continuano a rimanere aggrappati alle prebende pubbliche, nonostante il periodo nero.
Basta leggere le notizie che spesso passano in sordina sui media per venire a conoscenza di consigli regionali che si aumentano i rimborsi elettorali, di altri in cui si raddoppiano gli stipendi ai dirigenti interni per mettere a tacere i mugugni sulle consulenze esterne, altri ancora che assumono camminatori "porta documenti" nell'era di internet (al posto di proclamare astinenze monacali in caso di vittoria, si potrebbero mettere sul tavolo tagli al personale inutile)
Assistiamo alla strenua difesa dell'esistenza delle province, nonostante oramai siano senza soldi (come dichiarato recentemente dal presidente alessandrino Filippi) e quindi nuovamente la domanda: ma senza fondi che senso ha "riordinarle" al posto di sopprimerle?
Che dire poi dei tanti enti inutili che continuano a vivere nonostante siano anni (la prima legge è del 1956) che si cerca di eliminarli?
 
Tutti carrozzoni che pesano sulle nostre spalle in termini di immobili, personale, dirigenti e consigli d'amministrazione, lasciandoci la divertente avventura di capire a cosa può servire la Cassa conguaglio zucchero o l'Ente nazionale gente dell'aria nel 2012.
Anzi per la Lega avremmo anche dovuto decentralizzare i ministeri, con conseguenti aumenti di costi.
Insomma non ci vuole un genio della Bocconi per capire che non basta aumentare il gettito in entrata per uscire da questo guano, ma serve un'attenta ristrutturazione dello Stato ed un bel taglio su tutte quelle uscite create "ad-hoc" per foraggiare questo o quello.
Invece si preferisce tagliare la sanità, le pensioni, la sicurezza, i trasporti pubblici, la ricerca e la scuola...
Visto da esterno (nel senso di non appartenente ad un partito) sa molto di assalto alla diligenza in attesa del naufragio.
Mi intasco più soldi che posso e fanculo lo Stato.
Del resto se ci fosse stato veramente senso civico all'interno del parlamento, non ci sarebbe voluto l'intervento esterno di Monti...
Avvilente pensare a cosa potrà cambiare dopo il voto del 2013
La più rosea prospettiva è che torni SuperMario, perchè tra pdl e pd non mi pare si vedano grosse novità rispetto ad oggi.
Basta leggere Cicchitto, che sul Mattino ci dice candidamente che servono i listini bloccati altrimenti i big restano fuori dal parlamento, confermandoci l'idea che ai vertici del pdl la preferenza dei cittadini non interessa.
Del resto è così che gestiscono il partito, con finti congressi unitari dove tutto è già stato deciso prima e i militanti si limitano a celebrare decisioni prese da altri.
Diversamente non avrebbero avuto bisogno di richiamare in servizio Berlusconi, ma sarebbero riusciti a trovare un successore.
Forse tra 40/50 anni assisteremo alla candidatura di un leader imbalsamato, perchè ancora non sapranno chi candidare. 
 
Ma il pd non è da meno, visto ne Bersani, ne altri hanno sollevato dubbi in merito alle parole di Cicchitto.
La maggior preoccupazione di Bersani pare quella di arginare il Movimento 5 Stelle, il nuovo commensale alla mangiatoia parlamentare che da molti è visto quale vero concorrente nel gradimento dei voti di sinistra (anche se personalmente penso che ne prenderà pure tanti a destra).
E quindi via a denigrare Grillo, dandogli del fascista e chiamando a supporto pure Benigni.
La guerra tra comici è una cosa veramente triste, anche per un paese che è diventato una barzelletta.
Senza considerare che non basta attaccare Grillo per far cambiare idea alla gente.
Già oggi si osteggia il taglio dei rimborsi elettorali (ritenuto anche a sinistra come necessario per la sopravvivenza dei partiti), non si parla concretamente di taglio dei parlamentari e del loro stipendio, non si bloccano i doppi e tripli incarichi e non si impone agli eletti di fare un solo  lavoro.
Penso ad esempio all'avv.Bongiorno, con tutte le cause che segue quanto tempo riesce a passare in parlamento? 
Come lei chissà quanti altri meno famosi.
 
Insomma per quale motivo domani dovrei votare pd, pdl o simili, visto che già oggi questi partiti non stanno facendo nulla per limitare i danni?
Eppure a noi cittadini hanno chiesto e chiederanno molto!
Sarà la mancanza di una seria offerta politica che farà vincere il Movimento 5 Stelle e notizie come quella che Emilio Fede fondi un partito (ad esempio) non fanno che aumentarne le possibilità.
Non metto in dubbio che anche all'interno dei citati partiti ci siano eletti che la pensano come me, ma l'immagine complessiva è quella di un sistema partitico che non vuole cedere i propri privilegi come una qualsiasi lobby (notai, medici, avvocati, ecc.), facendone pagare le spese a noi cittadini sia in termini di meno servizi, sia con l'aumento dei balzelli.
Siamo un popolo materasso, ma davvero c'è bisogno di arrivare al punto di svegliarlo?
 
31/08/2012
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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