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Opinioni

In casa con Caronte

Al di là del fascino delle cascine e dei luoghi comuni sui roventi condomini anni Settanta in questi giorni è inevitabile trovarsi a riflettere sulle nostre case, ma vi assicuro: qualcosa si può fare. Per fare qualcosa bisogna spendere un po’, ma potrebbe valerne la pena
OPINIONI - Non pecco certamente di originalità dicendo che fa un caldo allucinante e con queste giornate roventi non si sa mai dove stare per sentirsi un po’ meno oppressi e trovare il sollievo di un filo d’aria. E a casa vostra? Come si sta?

Io ho scoperto il fascino della penombra e, a seconda dell’ora, abbasso le tapparelle e chiudo le finestre alla ricerca del giusto equilibrio tra ventilazione e luce.
Credo che in questi giorni, forse alcuni per la prima volta, abbiano scoperto come è orientato il loro appartamento. “Al mattino mi sveglio con una lama di luce che filtra dalle persiane e fa un caldo insopportabile …” La stanza è a est: in inverno è bellissimo svegliarsi accarezzati dalla luce sole, magari in una giornata di quelle limpide e freddissime … in inverno. “In camera mia si sta bene anche in questi giorni, è la più fresca della casa!”… la stanza è a nord e adesso è una gran fortuna.
L’altro giorno sono stata in una cascina, tra campi di girasole e granturco, ed entrando ho avuto la sensazione di aver cambiato stagione. La sala era fresca e l’aria odorava di altri tempi … ho desiderato fermarmi un po’ lì: in un tempo storico e meteorologico che non corrispondeva a quello reale.
Adesso, mentre scrivo con la finestra aperta e un leggero soffio d’aria che mi fa sentire quasi bene, arriva dalla casa accanto il profumo di salsa di pomodoro: il segno dell’estate e delle vacanze quando si è bambini. Ecco cosa compensa l’assenza del condizionatore: il profumo della salsa di pomodoro e il poter sentire il suono delle cicale. Se avessi le finestre chiuse e l’aria condizionata sarei un po’ meno accaldata, è vero, ma ci sono due cose che non potrei fare: lamentarmi del caldo e fantasticare di essere in Provenza.

Ma al di là di questo, al di là del fascino delle cascine e dei luoghi comuni sui roventi condomini anni Settanta in questi giorni è inevitabile trovarsi a riflettere sulle nostre case, ma vi assicuro: qualcosa si può fare.
Per fare qualcosa bisogna spendere un po’, ma potrebbe valerne la pena (anche perché se la nuova glaciazione inizia nel 2030 abbiamo ancora quindici anni davanti a noi). Considerando il fatto che ci sono ancora le detrazioni fiscali la nostra spesa potrebbe essere un buon investimento.
Ma come investire i nostri soldi?
Premesso che molte sono le soluzioni, immaginando di intervenire su edifici esistenti, c’è un intervento sul quale mi sento di darvi uno spunto per riflettere, intervento che ci aiuta sia in estate che in inverno: l’isolamento dell’involucro.

Se si parla di involucro dobbiamo ricordare che se è vero che ogni isolante ci isola dal freddo, non tutti ci isolano dal caldo. Per proteggere le nostre case dal caldo ci vogliono materiali che garantiscano un buon sfasamento dell’onda termica. Cosa vuol dire? In parole povere lo sfasamento è il tempo che impiega l’onda termica (il caldo) per passare dall’esterno all’interno attraverso le pareti. È quindi la differenza di tempo che passa tra il momento in cui abbiamo la massima temperatura all’esterno e quello in cui la abbiamo all’interno. Più tempo impiega il caldo ad attraversare la parete più le nostre case sono protette dal surriscaldamento. Conoscere questo dato ci consente, ad esempio, di realizzare un cappotto che ci serva anche in estate e non solo in inverno. È bene che lo sfasamento sia almeno di 8/12 ore così che nel momento in cui arriva in casa il caldo possiamo aprire le finestre e smaltirlo con la ventilazione.

Vale la pena di pensarci considerato che, in effetti, la sensazione di entrare in casa e non sentirsi in un forno ha un gran potere, oltre che sul corpo, anche sulla mente. E se in casa si sta bene si può accettare anche Caronte.
Silenzio!
Hanno chiuso le verdi persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria,o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono,
vinti dal sonno.
Sembrano estinti
gli uomini,tanto è ora pace
e silenzio... Quand'ecco da tutti
gli alberi un suono s'accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.

Meriggio d'estate - Umberto Saba
25/07/2015
Luisa Lombardi - novionline@novionline.net

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