Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Opinioni

Il Sindaco, una firma inopportuna ed il federalismo

Ho aspettato qualche giorno per ripensare con calma, ma non ho cambiato né cambio idea: l’iniziativa presa dal Sindaco di firmare una petizione della Lega, sicuramente da capirsi, non è tuttavia da approvarsi
OPINIONI - Capisco: per la nostra città, squassata dalla voragine del debito, imputabile alla passata amministrazione, la possibilità di trattenere una percentuale più consistente delle tasse che stanno strozzando gli Alessandrini, costituirebbe una manna assolutamente provvidenziale. E tuttavia l’atteggiamento del primo cittadino ha immediatamente provocato da parte di alcuni media una reazione prevedibile, quanto politicamente ambivalente, per non dire ambigua, al punto che esagerando, si è parlato di “ribaltamento delle alleanze”.

Esagerazione, certo, ma chi espone la propria autorevolezza, finisce per creare degli equivoci.

C’è da sottolineare una questione di metodo ed una di merito. Di metodo: non mi risulta che il Sindaco per una simile iniziativa abbia interpellato almeno la sua giunta e tanto meno la sua maggioranza; se l’ha fatto chiedo scusa. Resta inteso, che per un’iniziativa di questo genere, avrebbe dovuto farlo. E purtroppo l’assenza di un partito di riferimento, nonostante il valoroso comportamento, nonché l’impegno, dei segretari provinciale e cittadino non aiuta.

Di merito: forse si può sperare che un’attenzione della Lega e dei suoi leader al governo della regione possa essere di aiuto a tutti coloro che accennano ad un interesse per i federalismo. Purtroppo il federalismo della Lega costituisce l’esatto opposto di ciò che per federalismo dovrebbero intendere le culture politiche della solidarietà.

Non sono in grado di valutare le componenti di natura tecnica del progetto federale, mi limito ad un giudizio che attiene i presupposti politici.

L’obiettivo della Lega costituisce il precipitato programmatico, benché confuso, dell’ideologia nemica dell’unità della nazione. Si annacqui finché si vuole, il risultato non cambia: mantenere i privilegi dei forti, privilegiare il Nord che viene prima della solidarietà nazionale. Peraltro, la scarsa “virtù” di alcuni enti locali del Sud non aiuta (e lasciamo stare la leggenda della “virtuosa” prassi amministrativa di alcune arre del Nord!). Inoltre il risultato delle autonomie locali ha dato frutti molto problematici. Lo confermano gli scandalosi sprechi di parecchie regioni e talora, purtroppo di molte amministrazioni civiche: siamo, se non sbaglio ad Alessandria!

E tuttavia se si usasse lo strumento del federalismo, per promuovere le responsabilità positive degli enti locali, ne potrebbero conseguire indubbi vantaggi. In linea di principio non potrebbe, né si dovrebbe essere contrari ad un sistema che coniugando i principi di solidarietà e sussidiarietà fosse in grado di promuovere le istituzioni più vicine al cittadino. Nella cultura politica cui noi facciamo riferimento (il popolarismo sturziano), questa prospettiva apre percorsi interessanti di specifiche responsabilità per il cittadino, quando sia posto in grado di controllare da vicino chi lo amministra. E qui una soluzione di serio federalismo sarebbe di aiuto.

Ad alcune condizioni. Primo, che le culture politiche di riferimento ricompattino il progetto di un partito che dia loro carne e realizzazione programmatica; e sinceramente non vedo alternativa al PD. Secondo, che l’uso delle risorse sia disponibile ad una classe politica veramente “virtuosa”. Terzo, che si abbia di mira la partecipazione del cittadino alla determinazione della politica nazionale, attraverso la formazione dei partiti politici per iniziativa della base e grazie alla sintesi di leadership adeguate. Quarto, che i partiti (quando ci fossero), puntino a non emarginare o penalizzare i territori più deboli. Quinto, che l’attenzione ai luoghi di criticità non diventi una scusante per lo sperpero del denaro pubblico; chi ha bisogno sia aiutato, ma con il necessario controllo istituzionale e politico (ma lo strumento fisiologico per questo secondo controllo manca: il partito appunto!).

Non mi illudo di aver elencato la condizioni necessarie, ma l’obiettivo del federalismo che noi vorremmo si pone nel quadro dei valori unificanti della Costituzione; si pone in coerenza con un percorso di solidarietà, non ne costituisce, come vorrebbe la Lega, il suo limite. Per questo, a mio avviso, piena legittimazione a tutti i partiti, Lega compresa, ma nessuna confusione coi suoi programmi. Neppure se l’acqua alla gola finisce per farla da inopportuna maestra. 

[Tratto dal blog appuntialessandrini.wordpress.com]
28/10/2012
Agostino Pietrasanta (Appunti Alessandrini) - redazione@alessandrianews.it

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale
Carnevale al Cristo: le premiazioni
Carnevale al Cristo: le premiazioni
Carnevale al Cristo: la sfilata in corso Acqui
Carnevale al Cristo: la sfilata in corso Acqui
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani