
L’immagine del “cavaliere bianco” riconduce all’arrivo, improvviso, inaspettato e soprattutto provvidenziale – in una situazione compromessa o prossima al disastro – di un soggetto, di un intervento, capace, col suo impeto e con i relativi supporti, di invertire le sorti di una battaglia che vedeva ormai chiaramente delinearsi un vincitore e un perdente, un destino segnato nel bene e nel male. Varianti a piacere.
Logico che di “cavaliere bianco” si sia parlato, in primavera, ad Alessandria, allorché fu sommariamente reso noto che l’IREN SpA – grande gruppo di multiutilities emiliano, ligure e piemontese – era arrivato in città per “comprarsi” l’AMIU dei rifiuti urbani. “Comprarsi” era quanto capiva, afferrava il medio cittadino, anche se l’operazione (tra newco, ATI, e formalità connesse, compresi i ventilati patti parasociali) era più complessa e cadenzata, a cominciare dalla “gara” originaria.
I commenti rilasciati dal Palazzo furono entusiasti e conclusivi: abbiamo fatto un ottimo affare (15 milioni di euro di canoni anticipati per un periodo di otto anni) e comunque lo prevedeva la legge di alleggerimento delle “Partecipate”. Non si seppe di consimili dichiarazioni dell’IREN, ma si suppone che potessero essere di analoga soddisfazione per l‘ampliamento dell’area di attività (e di business) al servizio dei comuni.
Ci furono quasi subito dei malintesi circa l’uso, la destinazione, generale o particolare, che il Comune poteva dare ai gaudiosi 15 milioni, ma non è questo che vogliamo qui rimarcare, bensì l’apparizione di un potente Cavaliere Bianco a sostegno di una Società (l’AMIU) e di un Comune finanziariamente molto mal messi. Prima conclusione: ma che bella fortuna per i nostri audaci amministratori e, perché no?, per il nostro Cavaliere. Quando si dice che il mercato funziona e tutti ci guadagnano!
L’immagine del Bianco Cavaliere IREN è tornata tuttavia a presentarsi, nelle settimane più recenti, in modo decisamente più sfumato, o problematico, viste le notizie, che i giornali riportavano a iosa, circa gli aspetti economico-finanziari ed organizzativi in capo ad IREN, non proprio così entusiasmanti da giustificare, almeno agli occhi del profano, scorrerie e conquiste da Cavaliere Bianco in territorio alessandrino.
Tre titoli tra i tanti: “IREN, l’anno nero: in Borsa perso il 70%” (Secolo XIX, 25.5)- “Troppi debiti, IREN vende i suoi gioielli – Dismissioni per 300 milioni da attuare entro l’anno” (Secolo XIX, 3.6) – “Conti in rosso per tre miliardi – IREN cede la sede di via Bertola” (Repubblica, 20.6). Come la mettiamo con l’incursione alessandrina per acquisire il controllo dell’Azienda rifiuti, navigante anch’essa in acque tempestose? Forse la politica, e non l’economia, ha promosso l’operazione pro-Comune. Forse, sullo sfondo, sono intervenute le “manine e manone” storicamente evocate dal vecchio Bettino Craxi, che di manovre se ne intendeva. Forse.
[Dal blog
appuntialessandrini.wordpress.com]