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La Pecora Nera

Gigi il bluff

Sembrava che dovesse rovesciare il mondo, spodestare i potenti, cambiare le regole del gioco. Invece...

La campagna elettorale era stata impostata tutta sui messaggi forti, tanto che in alcuni casi abbiamo assistito ad accesi battibecchi che sono quasi sfociati in rissa.

Le aspettative, dunque, era molte, ma molti sono rimasti delusi vedendo come è andata a finire.

Tanto che subito dopo le elezioni, tanti concittadini gli hanno affibbiato questo nomignolo: Gigi il bluff 

Anzi per dirla alla napoletana: Giggino 'o bluff

Ed effettivamente l'eroe partenopeo in questi giorni si sta dimostrando un fuoco fatuo, rispetto al "caterpillar" che sembrava durante la campagna elettorale.

A fine maggio, sul Mattino, a Daniela De Crescenzo dichiarava: "Abbiamo studiato un piano in sette mosse per dare scacco ai rifiuti. Lo attueremo appena mi insedierò, senza aspettare l’aiuto e l’intervento di nessuno. In un anno il problema sarà definitivamente superato e risolto. Noi non facciamo promesse impossibili da mantenere, ma illustriamo programmi fattibili e realizzabili".

Su altri quotidiani dichiarava spavaldo:"Napoli pulita in 5 giorni"
 

I cinque giorni sono passati e la monnezza non solo è ancora li, ma c'è l'Unione Europea che minaccia di sanzionarci.

Napoli come Milano, De Magistris come Pisapia, ecco che oggi, ovviamente e come sempre, la colpa è degli altri.

Nel 2008 il procuratore generale che doveva giudicarlo l’ha definito, come magistrato, "inadeguato sul piano professionale e su quello dell’equilibrio", e ha scritto che le sue inchieste sono "infauste" e farcite di "provvedimenti immotivati"

Forse i napoletani lo dovevano capire che anche il programma e gli slogan di Giggino non sarebbero stati da meno.

Ecco dunque apparire le forze oscure che si stanno mettendo di traverso.
 

Questo ha dichiarato all'Unità l'eroe del cambiamento, aggiungendo che il piano è stato sabotato.

E per non far dimenticare il ruolo di condottiero contro il nemico Silvio, Giggino punta il dito anche su Berlusconi, che ha abbandonato Napoli a se stessa, e sulla Lega, rea di essersi messa di traverso sul decreto per consentire i trasferimenti dei rifiuti campani fuori regione.

Della serie: salvo Napoli a spese vostre e me ne prendo il merito, sennò colpa vostra!

Ma non aveva detto che avrebbe lavorato "senza aspettare l'aiuto e l'intervento di nessuno"?

Giggino sa di poter giocare tranquillo, perchè Governo e Regione non possono lasciare Napoli in una situazione simile.

In tutto questo puntare dita sui vari colpevoli, però, De Magistris pare dimenticarne alcuni...

In primis il Sindaco uscente, Iervolino, che ha lasciato in eredità duemila tonnellate di rifiuti per strada.

Poi silenzio anche sulle responsabilità di Bassolino, prima Sindaco di Napoli e poi Presidente della Regione Campania


Leggendo della messa sotto inchiesta per "epidemia colposa" dell'attuale governatore Caldoro, vien da chiedersi come mai non è finito sotto inchiesta anche il suo predecessore.

Misteri dei poteri oscuri...
Ma Giggino sa bene chi sta dietro a questo businnes.

Così dopo aver puntato le dita convenientemente sui suoi avversari, sconsolato dichiara:"La camorra ostacola la nostra rivoluzione ambientale"

Caro Sindaco, abbiamo scoperto l'acqua calda?

Ogni napoletano sa che alla base della questione monnezza c'è un giro di soldi e interessi spaventoso, vuol dire che nella sua tanto sbandierata rivoluzione non aveva considerato questa quisquilia?

Sarà contento Di Pietro, che vede ridimensionato il ruolo del suo antagonista interno, ma in fondo Giggino ha fatto bene il suo mestiere di imbonitore, vendendo ai napoletani la sua irreale ricetta (si è impegnato a portare la quota di differenziata dal 19% al 70% in sei mesi e un secco no agli inceneritori) e ricevendone in cambio i voti.
 

Un masochismo estremo che non capirò mai: non erano bastati Bassolino e Iervolino?

Ecco che oggi De Magistris è stato rinominato affettuosamente "Giggino 'o bluff" dai suoi concittadini, perchè anche loro si sono resi conto che le spara sempre un po' grosse.

Tanta alla fine qualcuno su cui scaricare la colpa lo si trova sempre.

Mi ripeto: se questo è il cambiamento...
1/07/2011
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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