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Opinioni

Frustrati anni di lotte per ottenere giustizia

Casale Monferrato: sull'amianto, la maggioranza del Consiglio Comunale accetta "l'offerta del Diavolo".
La città di Casale Monferrato è di nuovo ferita; ma questa volta non è colpa di inquinamenti, alluvioni, o attacchi esterni. A ferirla, e la cosa fa ancor più male, sono i suoi Amministratori!
 
Il profumo dei soldi, il potere dei soldi, alla fine ha prevalso. Quella che è stata definita “offerta del Diavolo” (18 milioni e 300.000 euro contro il ritiro della costituzione in parte civile da parte del Comune, che si era costituito per affermare un principio, per assecondare la lotta dei cittadini, perché anche all’estero non si muoia più di amianto) è stata accettata, da una maggioranza di consiglieri comunali, contro il parere diffuso e deciso della città.

E così, anche Casale Monferrato, fino a ieri città simbolo e punto di riferimento mondiale nella lotta contro l’amianto, si è trasformata in città ridicola, voltagabbana, città disposta a prostituirsi (come nel film Offerta indecente si è disposti, in cambio di una cifra da capogiro, a concedersi per una notte di sesso): ma qui addirittura la cifra da capogiro non c’è, c’è una misera elemosina.

Diciamo meglio, non è la città , ma la sua attuale Amministrazione con tutti i suoi supporters mascherati da oculati consiglieri e da saggi preoccupati del benessere e del futuro cittadino.

I motivi del cedimento (abbandonando a sé stessi le altre parti civili tra cui i piccoli Comuni, e lasciando l’amaro in bocca ai Comuni che a loro volta avevano rinunciato alla costituzione perché fiduciosi nella determinazione di Casale) possono apparire buoni: in caso di condanna sarà difficile ottenere risarcimenti da una persona residente all’estero, se costui fosse assolto non sarà riconosciuto nulla del danno subìto, con questi fondi si potrà continuare a bonificare, a sostenere la ricerca, e invertire l’immagine negativa con cui viene descritta la Città per rilanciarla turisticamente. Ripeto, per questi buoni propositi l’offerta è largamente insufficiente. E soprattutto non tiene conto della ferita subita dalla città che non si risana con i soldi. E’ di fatto una visione che si adegua al detto “pochi, maledetti, e subito”. Mentre un’Amministrazione all’altezza deve rivendicare, al fianco dei suoi cittadini, giustizia (che non è vendetta), una esemplare condanna, un risarcimento morale proprio per l’immagine della città oltre che per i “martiri” passati, presenti, e futuri.

Adesso bisogna che i cittadini seri e sensibili contribuiscano a che Casale si riprenda la dignità (infangata da una delibera), la palma di leader mondiale. In primis, rifuggendo dalla “seconda tentazione del Diavolo”: tutti saranno tentati (col proposito che almeno il risarcimento che si otterrà venga utilizzato in modo appropriato) di fare a gara nel suggerire come impegnare bene i soldi. Questo va fatto. Ma coerenza vuole che si dichiari subito che quei soldi (quei trenta denari) non chiudono la bocca dei casalesi, che si cercheranno i modi per aggirare e ritrattare quel patto scellerato, perché assunto da una Amministrazione che ha dimostrato di non rappresentare la città, di non esserne degna.

Questo pone un’ultima questione. La decisione assunta dal Consiglio Comunale di Casale Monferrato è formalmente legittima, ma la democrazia sostanziale no! Ormai sappiamo che la forma, in democrazia, è fondamentale ma non sufficiente; altrimenti anche Paesi come la Russia sarebbero da annoverare tra le grandi democrazie costituzionali. Allora se da oggi la Giunta Comunale casalese, forse, non solo non è più legittimata, ma neppure legittima, i cittadini possono considerarla usurpatrice?

(Da Appunti Alessandrini).
17/12/2011

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