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Opinioni

Di gratis non c'è nemmeno l'aria

Non si può ottenere qualcosa in cambio di niente. In economia il concetto è conosciuto come "costo opportunità". Anche se una cosa sembra essere gratuita, c'è sempre un costo, evidente o meno. E se non è a carico di qualche privato, finirà sulle spalle della collettività
BUFOLE – Questa scritta, assieme ad un cannone, appare sulla bandiera della Libera Repubblica della Luna nello splendido libro di Robert A. Heinlein “La Luna è una severa maestra”. TANSTAAFL è l’acronimo di There Ain't No Such Thing As A Free Lunch, ovvero “Non esistono cose come i pasti gratis” (NECCIPG), e rappresenta la filosofia dei lunari.
Nella traduzione italiana del romanzo, tuttavia, esso è indicato come TRANSTAAFL, ed è reso con la frase Non si può mangiare al ristorante e non pagare il conto.

In termini semplici, significa che non si può ottenere qualcosa in cambio di niente. In economia il concetto è conosciuto come "costo opportunità". Anche se una cosa sembra essere gratuita, c'è sempre un costo. È possibile mangiar gratis al bar durante una promozione, ma il padrone del bar si assicurerà di riuscire a recuperare il costo del cibo con altri mezzi, oppure sceglie di affidarsi ad altri benefici (attrarre nuova clientela). Un altro esempio: sebbene sia possibile per una persona ottenere un "pasto gratis" (come quando un'azienda taglia i costi e guadagna competitività inquinando l'aria), qualcun altro finirà per pagare quel "pasto". Anche se non ci fosse un costo individuale o privato, ci sarebbe un costo sociale.

Il pagamento del servizio o oggetto può essere più o meno evidente. Il film trasmesso dalla TV privata lo paghiamo in termini di interruzioni pubblicitarie, mentre la navetta ‘gratuita’ che ci porta all’outlet viene pagata dal consorzio, che si rivale sui negozianti che quindi aumentano i prezzi.
Nel caso del software ‘open source’ il pagamento sembra non esserci. In realtà anche in questo caso c’è un prezzo da pagare, rappresentato dall’impegno che il singolo ci deve mettere e dal rischio che domani quel software non sia più sviluppato. Soprattutto a pagare sono gli sviluppatori, che regalano il loro tempo libero per progetti di varia natura.

Eppure ‘gratis’ è una parola che cattura la nostra attenzione, ed è ampiamente sfruttata, se non abusata, nelle pubblicità. Ricordo un annuncio radiofonico di una casa petrolifera che delle sue stazioni diceva che trovavi l’acqua, il giornale, lo spazio relax, tutto gratis. E trovavi anche la benzina, ma quella, chissà perché, non gratis. Di tanti prodotti non si parla delle loro caratteristiche, ma di quello che ti regalano o puoi vincere se li compri.
Ci sono poi gli sconti pazzi: 60, 70, 80% ed oltre. Se è un negozio affidabile a proporre questi sconti, che sia un negozio fisico o virtuale poco importa, ci sono due possibilità: si tratta di prodotti in fine serie, oppure il prezzo di listino è artificiosamente gonfiato per catturare l’attenzione con LO SCONTO. Valutiamo chi ci propone lo sconto, valutiamo il prezzo e poi decidiamo.

Ci sono poi le famose ‘offerte per un giorno’ che impazzano sui social network. Televisioni, smartphone di ultima generazione, occhiali da sole di marca offerti a pochi euro, magari a favore di una campagna a favore dei bambini. Anche se alcune di queste offerte possono essere veritiere, quelle che ho sentito fino ad oggi si sono rivelate truffe: materiale non rispondente all’annuncio, soldi rubati, o computer infettati visitando la pagina.
Vale sempre il consiglio di usare la testa: se qualcuno ti vuole regalare qualcosa, cosa ci guadagna quella persona? Non ci sono tanti filantropi in giro a buttare denaro, quindi, prima di accettare l’offerta, soprattutto quelle di pagine internet di dubbia origine, pensateci, magari facendo qualche ricerca in rete.
Alla prossima!
8/06/2016
Claudio Casonato - novionline@novionline.net

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