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Opinioni

Dal Quarto Stato al Quinto Stato in 88 capolavori

Il cammino dell’arte verso il capolavoro di Pellizza in uno spettacolare visual show a Palazzo Reale di Milano
OPINIONI - Se Giuseppe Pellizza fosse ancora vivo o, più probabile, i suoi eredi li volessero pretendere, la somma di denaro che spetterebbe loro come “diritti sull’immagine” relativamente al “Quarto Stato” sarebbe davvero di quelle a molte cifre. Riprodotto, manipolato, sbandierato, talvolta vilipeso, quel dipinto che racconta senza enfasi ma con passione, in una prospettiva ineluttabile eppure pacifica il cammino dei lavoratori verso il sole dell’avvenire - cammino ancora in parte da compiere - è forse uno dei pochi - che magari non sapendo a chi attribuirlo - è noto anche ai non addetti ai lavori.

Da quando è stato realizzato, nel 1901, la più fantasmagorica, immaginifica e spettacolare manipolazione che lo riguarda si deve attribuire a Stefano Zuffi sotto la direzione artistica di Yuval Avital di Magà Global Arts. Si chiama “Il Quinto Stato” è c’è ancora tempo per vederla a Milano nel cuore di Palazzo Reale. Si tratta di un’installazione multimediale che apparenta la più celebre opera del più grande artista del secolo scorso del nostro territorio con i capolavori della storia dell’arte ospitati nelle gallerie pubbliche e nei musei milanesi. La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, tra parentesi uno spazio affascinante nel suo solo parziale restauro che reca traccia delle offese della guerra, ospita l’installazione denominata “Il Quinto Stato”. Il titolo non ha riferimenti sociali ma richiama ovviamente “Il Quarto Stato” di Pellizza, appeso nei sui oltre cinque metri di larghezza e tre di altezza, a pochi metri di distanza, all’ingresso del Museo del Novecento, anch’esso in piazza del Duomo nell’edificio cosiddetto Arengario e da pochi anni collocato, non proprio felicemente, in una sala cui si accede salendo ai piani del museo.

Il lavoro di Zuffi propone al visitatore un’esperienza immersiva “che vede avanzare non i lavoratori protagonisti del Quarto Stato, bensì le opere dei musei milanesi. Un’unione virtuale con 88 opere custodite in diversi musei milanesi realizzata come una grande proiezione in cui le persone e i soggetti delle singole opere, supportate da animazioni, rimandi visivi e musica, prendono vita rivelando i loro volti e dettagli inediti”. Ciò che consente è un nuovo modo di fruizione dell’arte che probabilmente può scontentare i puristi, ma che certamente ha il pregio di scatenare curiosità e collegamenti, e coinvolgere in una chiave molto trasversale. L’installazione è accompagnata da una videomappa che illustra la rete dei musei che cresce e si ramifica, attraverso il tempo, sullo sfondo urbano della città di Milano. 

Inaugurato il 2 marzo, in occasione di MuseoCity 2018, “Il Quinto Stato” è visitabile a ingresso gratuito fino a lunedì 2 aprile nei seguenti orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30 (ultimo ingresso sempre un'ora prima della chiusura); sito internet: www.ilquintostato.com.
17/03/2018
Maria Luisa Caffarelli - redazione@alessandrianews.it

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