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Opinioni

Con Mario Monti

"Il giorno tanto temuto è arrivato. Adesso sappiamo cosa ci attende. Si potrebbero fare mille considerazioni tanto sulle singole misure, quanto sulla più complessiva manovra deliberata dal nuovo Governo."
Sappiamo che non è piaciuta quasi a nessuno. E questo, nella eccezionalità della situazione, paradossalmente, un po’ ci rincuora.
Sappiamo che contiene sacrifici durissimi.
Sappiamo che i ceti medi e medio/bassi sono interessati in modo molto pesante.
Ma sappiamo anche che era necessaria.
Perché, come ha scritto via twitter il Ministro Passera, “Comprendo il disagio di molti cittadini di fronte ai sacrifici da affrontare, ma la catastrofe incombe e va evitata, anche se costa”. E – aggiungiamo noi – non è nemmeno certo che ci riusciremo.
Il mantra che scarica le difficoltà del momento presente sulla speculazione internazionale, sui potentati finanziari, sull’Europa e la moneta unica o altri soggetti, più o meno inerenti, oggi come oggi, non serve a nulla e non risolve nessuno dei nostri problemi. Idem l’immaginare scorciatoie catastrofiche quali il fallimento o la secessione (è proprio vero che la madre dei “poveri di spirito“, chiamiamoli così per carità di patria, è sempre gravida).

Questo non significa, ovviamente, che non sussistano problemi di ben più ampio raggio, che andranno affrontati, necessariamente, nelle sedi internazionali, affinché la politica torni a governare l’economia (in ispecie quella finanziaria), anziché viceversa.
Ma adesso necessitava agire. E in fretta. Con cognizione di causa.
La squadra di Governo ce la sta mettendo tutta per trarci d’impaccio dalle ambasce nelle quali – attenzione – non questo esecutivo, ma i governi “politici” precedenti, da molti anni a questa parte (forse una trentina almeno), con alcune lodevoli eccezioni e con la ignominia dell’ultimo in particolare, ci hanno portato.
La conferenza stampa appena dopo la manovra, definita dal Presidente del Consiglio “salva Italia” ci ha ulteriormente convinti. Compresa la commozione del Ministro Fornero per i sacrifici sulle pensioni, che dimostra quanto sia difficile l’opera a cui sono chiamati i componenti dell’esecutivo.
La manovra costituisce un primo, importante tampone per rimetterci in carreggiata, in attesa di provvedimenti ulteriori che vadano a irrobustire la crescita, vero tallone d’Achille di questo Paese. In modo che, grazie alla crescita, si possa tornare a ridistribuire, in un’ottica di giustizia sociale.
In fin dei conti, si tratta di quell’alleanza tra merito e bisogno che tante volte abbiamo avuto modo di promuovere dalle pagine di questa pubblicazione.
Per questo, pur con tutta la comprensione per le critiche, i dissensi e le valutazioni problematiche sul bilanciamento tra i tre elementi del trittico rigore-crescita-equità, su cui a lungo si potrebbe disquisire, noi diciamo: Presidente Monti, vada avanti! 
 
5/12/2011
Redazione Appunti Alessandrini - redazione@alessandrianews.it

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