la pecora nera

Caos ferroviario

Faccio il pendolare da oltre 10 anni, da quando ho trovato il mio primo lavoro come programmatore in quel grande fermento che è Milano. Per i primi anni ho viaggiato sulla tratta Novi Ligure-Pavia-Milano, poi sono passato alla Alessandria-Mortara-Milano, cambiando quindi anche gestore, perché sono passato da Trenitalia a Trenord.
OPINIONI - Faccio il pendolare da oltre 10 anni, da quando ho trovato il mio primo lavoro come programmatore in quel grande fermento che è Milano.
Per i primi anni ho viaggiato sulla tratta Novi Ligure-Pavia-Milano, poi sono passato alla Alessandria-Mortara-Milano, cambiando quindi anche gestore, perché sono passato da Trenitalia a Trenord.
In questi anni i viaggiatori sono sensibilmente aumentati, sia per un risparmio di carburante, di usura auto e di pedaggi autostradali (che in tempi di crisi aiuta), sia per una maggiore sensibilità ambientale, oltre anche per la tranquillità di non dover guidare con la nebbia, con la pioggia o con la neve, di non fare code in barriera o semplicemente nel voler sfruttare il tempo di viaggio per leggere un libro o ascoltare musica.
Insomma in questi 10 anni il Mondo è andato avanti (come si usa dire), mentre il trasporto ferroviario non solo non è rimasto a quello di 10 anni fa, ma è addirittura peggiorato.

Basta vedere su che carrozze viaggiamo ogni giorno: molte sono quelle che già dieci anni fa erano vecchie.
Per non parlare dei continui ritardi dovuti ai guasti sulla linea, ai locomotori o ai passaggi a livello, ovvero guasti dovuto al pessimo stato delle infrastrutture, compensati con un bonus il mese successivo, ma che non servono a molto se uno timbra il cartellino e poi deve recuperare in giornata.
Nonostante questa impietosa fotografia che è sotto gli occhi di tutti, ogni anno ci ritroviamo a dover pagare degli aumenti perché “paghiamo troppo poco rispetto al resto d’Europa”.
Forse il resto d’Europa ha un concetto di servizio pubblico ferroviario più decente.
Un recente articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera conferma la sensazione che molti pendolari hanno da tempo, ovvero che i gestori siano interessati solo alle tratte di maggior guadagno, mentre su quelle secondarie non risolvano i problemi per poterle bollare come “non remunerative” e chiuderle.
Questo spiegherebbe perché l’Italia stia procedendo con l’Alta Velocità “senza se e senza ma”, con progetti di dubbia utilità come il Terzo Valico, quando tutto il resto della rete ferroviaria è allo sfascio.
Un Paese sensato penserebbe prima a usare le risorse per dare un servizio ottimale alle migliaia di pendolari che usano la rete ferroviaria, perché questo avrebbe impatto non solo sulle tasche dei viaggiatori (e quindi dell’economia), ma porterebbe ad una diminuzione dell’inquinamento prodotto dai tanti che oramai usano l’auto perché costretti dai ritardi o stufi dalle vessazioni e conseguentemente si avrebbe una diminuzione del traffico sulle strade e in ingresso nei grandi centri urbani.

Se poi si adottasse una seria politica di incentivo del trasporto pubblico locale, si potrebbe arrivare a pensare di lasciare l’auto in garage anche per andare da casa propria alla prima stazione ferroviaria.
Ovviamente servirebbe soprattutto una classe politica seriamente interessata ai bisogni dei cittadini.
Invece assistiamo puntualmente a disagi e problemi e al mutismo di Sindaci, Presidenti di Provincia o Regione e Deputati vari.
Oltre al mutismo (colpevole?) dei partiti, molti pendolari, stanchi di questi anni di continue vessazioni, hanno iniziato a viaggiare a sbafo, col risultato che i treni sono pieni, ma per i gestori risultano pochi passeggeri.
Personalmente sono due anni che non vedo un capotreno controllare biglietti abbonamenti e mi domando: come fa un azienda il cui business è il trasporto viaggiatori a non verificare se viene pagato il biglietto?
L’obiettivo di Trenord e Trenitalia è quello di chiudere linee come la Alessandra-Mortara-Milano come improduttiva? Il sospetto è forte e il silenzio politico assordante!

19/12/2014
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com