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La pecora nera

Botte da orbi

L’argomento è delicato ed ogni volta che ne parlo trovo nella casella di posta diversi messaggi “coloriti” di chi si schiera senza se e senza ma su un fronte o sull’altro della barricata. Forse il problema sta effettivamente alla radice, ovvero che chi si schiera parte dal presupposto che l’altro è bugiardo, qualsiasi cosa dica

LA PECORA NERA - L’argomento è delicato ed ogni volta che ne parlo trovo nella casella di posta diversi messaggi “coloriti” di chi si schiera senza se e senza ma su un fronte o sull’altro della barricata.
Forse il problema sta effettivamente alla radice, ovvero che chi si schiera parte dal presupposto che l’altro è bugiardo, qualsiasi cosa dica.
Fatto sta che per l’ennesima volta abbiamo assistito a scene di guerriglia urbana con feriti sia tra i manifestanti, sia tra le Forze dell’ordine.
Non ne avrei parlato se non fosse per un’immagine che sta circolando da giorni su facebook e che si è rivelata una bufala, ma che in molti hanno usato per puntare il dito su Polizia e Carabinieri.
Se ve la siete persa, in questa foto si vedono dei poliziotti, senza casco, che camminano in testa al corteo della manifestazione che si è tenuta in Germania nello stesso giorno in cui diverse città italiane venivano messe sottosopra.
In calce campeggia la scritta: ”La polizia tedesca si toglie i caschi e marcia insieme ai manifestanti, sgombrando loro la strada. Non vedrete mai quest'immagine sulla Cnn!
Come scrivevo più sopra, in realtà la foto è una bufala perché in Germania, i poliziotti indossano i caschi solo in caso di necessità.
In questo caso, visto che la manifestazione è stata pacifica fino alla fine, i poliziotti sono rimasti per tutto il tempo a volto scoperto.
Ovviamente non marciavano insieme ai manifestanti, bensì li scortavano lungo il percorso ufficiale e la tanto pacifica polizia tedesca il giorno prima aveva fronteggiato duramente i manifestanti che cercavano di occupare le zone centrali di Francoforte.
Ma tutto questo non è stato detto e l’immagine diffusa sui social network è rimbalzata da un profilo all’altro, alzando i toni contro la nostra Polizia.
Anche il solito Grillo provocatore, per cavalcare l’onda di indignazione, dal suo blog incalza: ”Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? È quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza
Senza curarsi troppo di ciò che scrive (o forse ben conscio, ma incurante delle conseguenze), continua: “Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d'uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo. [..] E' una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta […] Togliti il casco e abbraccia chi protesta.”
Premetto che mi fa ridere chi, per minimizzare Grillo, sfrutta la poesia di Pier Paolo Pasolini, che nel 1968 si schierò invece dalla parte della Polizia dopo gli scontri di Valle Giulia.
Ma caro Beppe, togliersi il casco quando dall’altra parte hai uno con una mazza non è molto igienico e soprattutto perché non chiedi anche al ragazzino armato se sa chi sta attaccando? Padri di famiglia, fratelli, figli, ci sono anche loro in mezzo ai poliziotti bastardi.
Le immagini che abbiamo visto non mostrano solo agenti con la mano pensate…
A Roma, sul Lungotevere vedevi auto con specchietti rotti, segnali stradali e cassonetti in ghisa divelti, la strada piena di bottiglie, sassi e residui di petardi. 
Risultato: 16 feriti tra agenti e carabinieri.
A Torino circa quattrocento ”pacifici” manifestanti si sono introdotti all'interno di un cantiere e si sono armati di pietre e di oggetti contundenti.
A farne le spese due agenti del reparto mobile di Bologna, che sono stati aggrediti e hanno riportato contusioni alla spalla ed al ginocchio.
Penso sia emblematico il caso di Christopher Chiesa, 21 anni di Cuneo, sicuramente non facente parte dei poveri ragazzini manganellati che citi nel tuo post (visto quanto guadagna il padre), che appena rilasciato dalla Procura di Roma, ha scritto su facebook: “Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato. Se vengono lanciati mille sassi, diventa un’azione politica…
Come vedi, caro Grillo, la guerra è quasi scoppiata, ma fino a che punto la brama di accrescere il consenso del tuo movimento può accecare il tuo giudizio per farti parlare solo del “soldato blu” che scaglia manganellate su inermi cittadini?
Davvero l’Italia ha bisogno di trovare l’ennesimo nemico da combattere?
Non ci è bastato l’ultimo ventennio, dove la politica si è appiattita tra pro e contro Silvio, dei cui risultati oggi ne subiamo tutti?
Davvero serve all’Italia “una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta”?
Gandhi, tramite la disobbedienza civile non violenta, ha portato l’India all’indipendenza, noi ancora ci portiamo dietro le divisioni della Guerra e guarda in che guano siamo giunti.
A questo punto, caro Beppe, leggendo i tuoi continui proclami che inneggiano alla violenza, dalla Val di Susa agli scontri in piazza, mi chiedo se davvero ti interessa cambiare veramente le cose o forse anche a te, come ai tanti in Parlamento su cui sputi, interessa solo portare i tuoi dentro al fortino.
Una volta si diceva: “cambiare tutto per non cambiare niente”, Beppe dimostrami che ho torto!

 

23/11/2012
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com

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