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L'opinione

Bassa tensione

Mancano poco più di 20 giorni all’appuntamento elettorale alessandrino e il clima politico-competitivo è di una rilassatezza inedita e sorprendente, soprattutto a confronto con le tornate precedenti e l’ultima in particolare

Il diluvio di sarcasmi che, domestico o esterno, ci ha investito nelle ultime settimane (circa il numero a dir poco smodato di liste elettorali, di aspiranti sindaco e di candidati al consiglierato comunale) ha di fatto spostato l’attesa delle urne sul piano scettico-giocoso, lasciando in ombra altri aspetti ben meno ridanciani per chi conservi un minimo di attenzione alle sorti delle istituzioni democratiche.

Mancano poco più di 20 giorni all’appuntamento elettorale alessandrino e il clima politico-competitivo è di una rilassatezza inedita e sorprendente, soprattutto a confronto con le tornate precedenti e l’ultima in particolare.

Il terreno di scontro, se così si può dire, tra maggioranza uscente e opposizione sfidante si trattiene largamente sul piano dei principi generali e dei buoni sentimenti posti copiosamente al servizio dei cittadini elettori. Latitano grandi problemi concreti e vigorosi spunti polemici locali (il “dissesto comunale” è tutt’ora innescato ma non è ancora deflagrato, si vedrà).
 

Giacché problemi e spunti obiettivamente non mancano, sulla scena attuale e recente, la spiegazione di questo  “traccheggio” deve risiedere da qualche altra parte. Ad esempio nel rapido mutamento del clima politico generale, da un anno a questa parte, con al seguito la diffusa sensazione che il rigido bipolarismo –lanciato e rilanciato quotidianamente dal Cavaliere, e non solo – si sia stemperato in una moltitudine di “componenti” che si giocano ogni giorno, ormai pragmaticamente tollerate, alla borsa dell’opinione pubblica e dei cosiddetti poteri forti, il loro gruzzolo di azioni.

Temuta o auspicata, quantomeno come male minore, incombe sulla politica ad ogni livello territoriale l’ipotesi della “grande coalizione”, fluida e, manco a dirlo, flessibile: avversari oggi, forse amici domani (o viceversa). Meglio, frattanto, non farsi troppo male e, se del caso, ricorrere ai “combattimenti rituali” come etologia animale insegna.
 

Sta di fatto, per tornare alla situazione locale, che cinque anni fa l’opposizione bombardava pesantemente la Giunta Scagni con la “ZTL”, la raccolta porta-a-porta e con la sicurezza dei cittadini (insidia/insolenza degli extracomunitari) mentre oggi nulla di così impegnativo o devastante turba i sonni della Giunta Fabbio dedita tranquillamente all’illustrazione del proprio fare-fatto.

Se così vogliono i tempi, vada: non ci muove nostalgia di battaglia campale. Se si tratta di un recupero bipartisan di buona creanza politica, meglio ancora. Se poi siamo alla convinzione che, dissesto o non dissesto, il ribaltamento è già acquisito (il gatto di Trapattoni è già nel sacco), auguri a tutta la compagnia.

[tratto da Città Futura]

 

10/04/2012

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