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Opinioni

Ballottaggi: impressioni a botta calda

Scrivo queste quattro righe sul risultato dei ballottaggi, senza aver seguito tutti i dibattiti televisivi e senza aver letto approfonditamente i commenti vari
Si tratta di prime impressioni che saranno seguite nei giorni scorsi da analisi più approfondite da parte di altri autori.

Salto a piè pari la questione dell’affluenza (un pelo in più della metà i votanti). Il dato dell’astensione in constante crescita si presta normalmente a commenti retorici sulla disaffezione dei cittadini e sull’anti-politica, commenti che vengono puntualmente riposti nel cassetto fino all’elezione successiva. Mi piacerebbe parlarne in un momento diverso dal post-elezioni, in modo più distaccato.

La destra crolla. La sinistra vince (anche se spesso divisa tra le varie anime), ma a me sembra continui a non convincere. Vince perché nella sua debolezza dovuta in particolare a mancanza di chiarezza su identità, progetto, programma, alleanze e candidato premier è meno debole della destra ed è stata meno esposta non facendo parte del penultimo governo. Spesso il partito maggiore, il PD, non riesce a svolgere un ruolo guida, e si trova a sostenere sindaci non provenienti dalle sue fila. E’ una situazione strana che non durerà a lungo. Quindi, se vuole trasformare un vantaggio tattico temporaneo, in qualcosa di consolidato, sarà bene che la sinistra morda finalmente le questioni che continuano a vederla eterea e sfuggente.

La destra è in rotta. Il dopo Berlusconi si profila come un rompete le righe dall’esito (per quella parte) potenzialmente catastrofico. Il problema è che appare difficile immaginare un dopo Berlusconi, fintantoché il Cavaliere, con la sua ingombrante presenza, continuerà a rimanere tra i piedi dei suoi potenziali successori. Le forze centrifughe potrebbero disintegrarla in un’accozzaglia di correnti e satrapie, le più disparate. Alfano sembra sempre di più un Re Travicello, incapace di gestire in modo autonomo alcunché.

La Lega, dopo le vicende giudiziarie che hanno naturalmente pesato come un macigno sull’esito del voto amministrativo, perde in tutti e 7 i ballottaggi importanti dove era parte in causa. Avrà un futuro? Forse, ma per un movimento nato sulle macerie di Tangentopoli con promesse di pulizia e all’insegna di grandi cambiamenti nell’ordinamento dello stato, oggi che la verginità politica e giudiziaria sono definitivamente compromesse e posto che nessuno degli obiettivi iniziali è stato conseguito, anche un Maroni potrà servire a galleggiare, non a tornare quelli di una volta.

Il centro, malgrado qualche risultato dignitoso, non va da nessuna parte ed il Terzo Polo è stato già liquidato alla spiccia dal suo leader Casini (mettendo in ambasce non indifferenti i poveri Fini e Rutelli). Sarà invece interessante assistere alle performance amministrative dei nuovi sindaci del Movimento 5 Stelle, in primis il Federico Pizzarotti che con il 60% al ballottaggio ha espugnato Parma. Questi risultati, per la formazione ispirata da Grillo, segnano il battesimo del fuoco, il passaggio dall’anti-politica alla stanza dei bottoni. Vedremo se dalla protesta sapranno passare alla proposta costruttiva o se invece, il tutto si risolverà in una grande bolla di sapone. Perché se prevalesse la seconda ipotesi, la rabbia sociale di chi ha dato il voto ai candidati 5 stelle per idiosincrasia verso la politica tradizionale rischierà di travasare in formazioni assai più pericolose. Del resto, con riferimento alle recenti elezioni della Grecia, l’ex-comico, non senza una qualche ragione, ha avvertito: meglio noi dei nazisti.

Last but not least: Alessandria. Qui ha vinto la sinistra ma con un particolare non da poco. Sono andato a rivedermi i voti assoluti presi in città dal sindaco, da quando esiste l’elezione diretta. I risultati sono questi: 30.797 nel 1993 (F.Calvo al ballottaggio); 31.050 nel 1997 (di nuovo F.Calvo al ballottaggio); 27.487 nel 2002 (M.Scagni al ballottaggio); 34.258 nel 2007 (P.Fabbio, già al primo turno).

Bene, il nuovo Primo Cittadino, Rita Rossa, a cui vanno ovviamente gli auspici di buon governo in una situazione difficilissima, ha portato a casa solo 20.360 voti (se i dati saranno confermati). Su un corpo elettorale fatto di 75.361 elettori i quali, guardando i dati dei censimenti, non dovrebbero essersi ridotti così drasticamente nel corso degli ultimi 20 anni.

Mi sembra cioè che si ponga un problema di consenso mica da ridere. Si può vincere anche con un voto in più dell’avversario, a prescindere dal livello di consenso complessivo nell’elettorato.

Ed è pure vero che si può trionfare, come Fabbio cinque anni fa, e poi finire miseramente, passando nell’arco di un lustro dalle stelle alle stalle.

Ma un dato sembra di difficile contestazione. Chi va ad amministrare oggi il Comune di Alessandria, avrà già un compito immane per le condizioni disastrose del bilancio. Se lo fa in un contesto di popolarità non propriamente eccelsa, rischia di trovarsi presto in grande difficoltà. Soprattutto se, come è plausibile prevedere, si porrà il caso di prendere decisioni impopolari per raddrizzare la barca amministrativa che oggi fa acqua da tutte le parti.

Quali strade?

Di primo acchito me ne vengono solo due.

La prima è quella di allargare la base del governo cittadino, pur avendo rinunciato agli apparentamenti. Non sto pensando ad un’operazione di palazzo per portare qualche nuovo alleato in maggioranza a prezzo di assessorati e presidenze. Penso a un progetto di convergenza con prospettive anche per il futuro. Per esempio, tra i 16 candidati sindaco alternativi ai due maggiori, ve ne sono di provenienti dal PD e anche dall’area della sinistra tradizionale. Possibile non si possa recuperare nessuno?

La seconda ipotesi è quella di cercare il consenso direttamente tra la popolazione. Bello da dirsi, complicatissimo da farsi. Con tutte le liste perdenti, a partire dalla destra, che non faranno sconti, ed i grillini che daranno certamente del filo da torcere.

Per andare in mezzo alla gente, in un momento così difficile, servirà coraggio, coesione e, soprattutto, parole chiare. Forse sarà questo il primo, difficile impegno per il nuovo sindaco. 


[Dal blog appuntialessandrini.wordpress.com]
22/05/2012
Marco Ciani (Appunti Alessandrini) - redazione@alessandrianews.it

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