Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Opinioni

Appaltate, appaltate…

Parafrasando la diabolica massima attribuita a Voltaire (centrata sulla calunnia; più recentemente è d’uso riferirsi all’uso improprio del ventilatore), l’accento cade egualmente sul “qualcosa resterà"

OPINIONI - …qualcosa resterà. Parafrasando la diabolica massima attribuita a Voltaire (centrata sulla calunnia; più recentemente è d’uso riferirsi all’uso improprio del ventilatore), l’accento cade egualmente sul “qualcosa resterà”. Resterà certamente, nella storia delle Grandi Opere e nel ricordo dei Grandi Nomi, l’ambizione primigenia di ogni Politico, di ogni Amministratore pubblico di legare il proprio nome ad un visibile caposaldo cementizio. In via del tutto eventuale e marginale resterà un “qualcosa” anche in ambiti più prosaici e ravvicinati, destinato peraltro ad un sollecito oblio di fronte al segnalato servizio reso alla Comunità e al suo Futuro (fine delle maiuscole).

 

Come una regola ferrea, il suggerimento, l’invito volterriano, vale  sia per i tempi di vacche grasse (ovvio!) che, convenientemente rivestito, nei periodi  di ristrettezze della finanza pubblica, facendo leva sul corollario romanesco del “quando ce vò, ce vò”. Si spiega così a sufficienza come, nonostante tutte le traversie economico-finanziarie in tema di opere pubbliche, le sovrastanti attenzioni delle autorità inquirenti e le perplessità  di larghi strati della cittadinanza, il fascino delle Grandi Opere continui a calamitare l’attenzione (e l’azione) dei poteri costituiti, ad ogni livello centrale e periferico. Con uso sapiente e definitivo della retorica sociale: gli appalti, meglio se “appaltoni”, portano lavoro, ahi quanto ce n’è bisogno! I ragazzini polemici  e i corvi inveterati sono dunque pregati di lasciare il passo ai benefattori lungimiranti!

Discussione chiusa? Non proprio. Innanzitutto ogni appalto, e ogni opera retrostante, specie se a carico delle pubbliche finanze, non è mai un “caval donato”, al quale non si può, non si deve guardare in bocca. Anche se ogni  Grande Opera, lontana o vicina, reca in modo più o meno surrettizio, tra i suoi costi di progetto, il controvalore del trattamento/imbonimento della cittadinanza ( per spostarne l’attenzione sugli esiti spettacolari del manufatto agognato, piuttosto che  sugli oneri economico-organizzativi  complessivamente affrontati) occorre tener  desto un minimo di senso critico sul mondo delle cronache e delle multiformi promozioni mediatiche. Tanto per capire le antifone in circolazione.

Quanto al “lavoro” propiziato dai  “grands  travaux”, occorre partire da una considerazione di fondo, e in certo qual modo discriminante. Il nostro Pese ha accumulato negli ultimi decenni una straordinaria necessità inevasa di manutenzione, ordinaria e straordinaria, compresa la famosa “messa in sicurezza”, del proprio patrimonio infrastrutturale, culturale e naturale, spesso con intuibili riflessi negativi sui servizi pubblici ad essi collegati. Il bello è che anche diversi politici, di varia estrazione e discreta acculturazione, indulgono a proclamare che moltissimi problemi andrebbero ben utilmente affrontati “con la cassetta degli attrezzi”, cioè con interventi mirati alle singole esigenze, piuttosto che lanciando pochi e faraonici progetti arieggianti alle vecchie( e nuove) Opere del Regime.

Facile immaginare che l’effetto creatore e moltiplicatore di lavoro, connesso con un gran numero di commesse/appalti , cosiddetti minori (ma fino ad un certo punto), debitamente programmati e finanziati, sarebbe perfino superiore, e alla lunga stabile, di certe grandi opere, destinate a procedere a singhiozzo, di tempi e di costi, come esperienza, anche vicina, largamente insegna. D’onde il  “nuovo lavoro”, sbandierato a giustificazione di ogni azzardo progettuale, dovrebbe strettamente accompagnarsi ad istruttorie serie (non teleguidate), tempestive, complete, e amministrativamente trasparenti sulla congruità dell’opera proposta rispetto al ventaglio delle necessità accampate.

Certo – tanto per non eccedere in santa ingenuità – bisogna ammettere che  è più facile e/o conveniente (lato pubblico e lato privato) “accudire” ad un numero limitato di grandi appalti, specie in un mercato a circolazione ristretta di scafati pretendenti, piuttosto che  gestire, in un regime di federalismo all’italiana, una molteplicità di appalti piccoli e medi, disseminati sul territorio e appetiti da una folla di operatori in accesa concorrenza. Ed è questo che, in alto loco, fa la differenza nell’imboccare l’una o l’altra via, e non la sventolata occupazione addizionale che seguirebbe comunque.

Sono discrete banalità, d’accordo. Che diventano però motori di pubblico sconcerto, e reale disappunto del cittadino, ogniqualvolta si nota che le risorse per le Opere Spettacolari  bene o  male si trovano, e si “aggiornano” di buona grazia, laddove per gli interventi cosiddetti minori – anche a livello minimo  di una riverniciatura urgente della segnaletica stradale – è d’uso allargare le braccia: spiacenti, mancano i fondi, si vedrà.

gop
 
26/03/2015
Redazione Appunti Alessandrini - redazione@alessandrianews.it

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale
Carnevale al Cristo: le premiazioni
Carnevale al Cristo: le premiazioni
Carnevale al Cristo: la sfilata in corso Acqui
Carnevale al Cristo: la sfilata in corso Acqui
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Case vuote, persone senza casa
Case vuote, persone senza casa