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Opinioni

Apologia degli Europei di calcio (12): Con i piedi per terra

Gli ottimisti diranno che l’Italia splatter vista ieri buscarle in modo indecente contro l’Eire è un diabolico diversivo di Antonio “Copperfield” Conte, che ha voluto illudere i prossimi avversari
OPINIONI - Gli ottimisti diranno che l’Italia splatter vista ieri buscarle in modo indecente contro l’Eire è un diabolico diversivo di Antonio “Copperfield” Conte, che ha voluto illudere i prossimi avversari che la bella nazionale vista con il Belgio e la concreta compagine che ha liquidato la Svezia fossero solo un fuoco di paglia. L’obiettivo di questa abile manovra sarebbe quello i convincere la Spagna da qui a lunedì a sgolarsi litri di sangria e prepararsi direttamente ai quarti di finale.
I più cinici vi diranno la pura e semplice verità: se l’undici titolare di Conte ha qualche speranza in ragione della propria capacità di assimilare schemi e movimenti e di correre come dei forsennati, le riserve sono dei semplici pezzi di ricambio che il CT si augura proprio di non dover usare. Se hai una Ferrari con circa 380.000 Km (Buffon) la Tipo con 30.000 Km (Sirigu) la tieni in garage e la usi solo per andare a far la spesa giù in paese. Se le tue alternative all’affidabile Candreva sono un battaglione di esterni che non sono in grado di stoppare un pallone nemmeno se spalmato con la colla a caldo, li esponi al pubblico ludibrio e al linciaggio dei giornalisti sportivi solo per un match ininfluente. La verità è che se Marchisio e Verratti fossero stati sani alcuni dei titolari di ieri sarebbero in spiaggia a leggersi le pagelle delle riserve di Marchisio e Verratti.
Moltissimi, infine, faranno ricorso a cabale e superstizioni per giustificare la scelta di Conte di immolare le proprie seconde file: vincere tutte e tre le partite del girone avrebbe portato una sfiga cosmica con l’inevitabile conseguenza di una sconfitta agli ottavi; analogamente presentarsi al cospetto delle Furie Rosse con zero goal al passivo avrebbe costretto Morata a trafiggerci come un picador. Probabilmente queste sono stupidaggini, anche se noi siamo devoti al padre della patria Benedetto Croce che non era superstizioso perché porta sfortuna. Inoltre abbiamo evitato la Croazia.
Questa è, lo ribadiamo a gironi conclusi, la nostra favorita per la vittoria finale. Non solo perché ha giocatori magnifici che praticano un calcio sontuoso, permettendosi di stracciare proprio la Spagna tenendo a riposo Modric, non Parolo, ovvero il centrocampista che tutte le squadre vorrebbero avere. Se il Real Madrid lo scambierà con l’appariscente ma ancora incostante Pogba sarà la prova definitiva che c’è qualcosa che conta più del merito in questo strano calcio moderno.
La Croazia, anche grazie all’inspiegabile follia di chi ha composto il tabellone di questi Europei, ha la strada spianata verso la finale, dato che nelle altre sette squadre che potrebbe incontrare solo il Galles è sembrata ad oggi una squadra di calcio e le altre un mix di nobili decadenti come il Portogallo, sogni che non dovrebbero andare molto oltre l’alba come l’Islanda e il Belgio e concessioni al vintage come l’Ungheria. Dall’altra parte invece è concentrata l’èlite del calcio, tra cui la Francia (dove è finita l’efficienza della Pubblica Amministrazione francese se non sono nemmeno stati in grado di pilotare un sorteggio favorevole ai padroni di casa?) e dove la vincente di Italia e Spagna se la vedranno salvo imprevisti con la Germania, la vera nazione in preda al panico: sanno che se noi dovessimo sfangarcela troverebbero sulla strada per la finale l’unica squadra che proprio i crucchi non sanno come battere. Ma ora piedi per terra, testa a cuocere e mantelli rossi: c’è un toro da matare.
 
23/06/2016
Simone Farello - sfarez@libero.it

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