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Opinioni

Alessandria metodo Boffo

A fronte dell’attività dell’esecutivo comunale, c’è qualcuno che sfrutta il dramma della cittadinanza per mestar nel torbido del più squallido scandalismo a buon mercato...
Ci pare opportuno e doveroso, in premessa, ribadire la nostra solidarietà al sindaco. Riteniamo ammirevole il suo continuo e pressante intervento, in una situazione drammatica ed al limite del sopportabile, per salvaguardare il diritto alla dignità delle persone, anche col rischio di incorrere, nelle trame dell’illecito penale. Si tratta di una scelta che privilegia i cittadini e la loro centralità, rispetto alla regola fine a se stessa; una centralità molto spesso predicata da chi ne ha fatto strame, a servizio di una finanza creativa che sta buttando nell’abisso la città.

La premessa un po’ encomiastica, ma del tutto motivata, mi serve per osservare che, a fronte dell’attività dell’esecutivo comunale, c’è qualcuno che sfrutta il dramma della cittadinanza per mestar nel torbido del più squallido scandalismo a buon mercato. Se siamo consapevoli della necessità della denuncia, quando vi sia deviazione, siamo anche convinti della colpevole e sciagurata responsabilità di chi travisa ed inventa per fini che non definirei neppure di parte, ma semplicemente inaccettabili.

E’ successo così, poche settimane addietro, che si sia accusato di scorrettezza (e voglio usare termini benevoli) il presidente del Consiglio comunale, per aver fatto assumere la figlia dai servizi di formazione, mentre si licenziavano ventidue dipendenti per le condizioni di grave dissesto in cui versavano le finanze cittadine. Una semplice verifica ha accertato che la persona in parola era stata incaricata di una supplenza, nel rispetto di una rigorosa precedenza di graduatoria, nello scorcio dell’anno passato, e dunque nel corso della giunta Fabbio; venuto a scadenza il periodo di supplenza, il relativo servizio ha avuto regolare interruzione. Inutile aggiungere che il presidente del Consiglio comunale fa parte dell’attuale maggioranza: è cosa ben nota.

Ci domandiamo: a chi serve mestar nel torbido? Magari la parte avversa? Non escludo che si possano dare risposte diverse ed è nel nostro stile rispettarle tutte, ovviamente “iuxta modum”!

Ora però c’è qualcun altro che ha fatto di peggio. Sono in molti a sapere che poche settimane fa il sindaco, il capo di gabinetto, grazie ai buoni uffici del ministro Balduzzi, hanno potuto ragionare della situazione alessandrina con autorevoli membri del governo. Ne sono venute alcune assicurazioni; parte di esse sono state recepite immediatamente come la riscossione di parte dei crediti statali (il fatto che la cifra sia nella disponibilità dei commissari e non faccia cassa immediata, non è certo responsabilità del sindaco, né del ministro alessandrino, ma di chi ha provocato il dissesto) altre non hanno dato gli esiti, forse sperati con eccessivo entusiasmo ed ottimismo. Noi siamo i primi a sottolineare la delusione e speriamo sul serio che si rimedi in tutto o almeno in parte alle indisponibilità ancora una volta dovute ai tecnicismi di turno.

Certo è molto preoccupante la situazione che ne deriva, ma è anche censurabile che sia bastata la dichiarazione allarmata del sindaco sulle conseguenze, perché si siano scatenate le ben mirate accuse di parte contro il ministro Balduzzi, ritenuto la “talpa” della situazione che con “fellonia” avrebbe tradito la città. Nel frattempo il ministro cercava di salvare, probabilmente senza divertirsi molto (credo che non abbia mai frequentato né Arcore né dintorni!), e per metà salvava dai tagli la sanità nazionale; una sanità certamente bistrattata da un esecutivo che, fatti salvi i meriti dei mesi scorsi, viene oggi criticato, anche da noi, per la sua scarsa sensibilità sociale.

Ora, mentre ci auguriamo che il ministro, il sindaco, il capo di gabinetto, i parlamentari alessandrini e (perché no?) anche la voce della piazza contribuiscano a risolvere ciò che non ha ancora avuto soddisfazione, notiamo pure che ancora una volta si colpisce una parte ben precisa, ora sparando nel mucchio, ora scegliendo con criterio “scrupoloso”: il “metodo Boffo” ha fatto scuola ai provinciali.

E speriamo che, nel futuro, la parte colpita non si faccia più male da sola e valuti meglio le “filippiche”, sia pure legittime, contro il governo: lo critichi pure per la sua discutibile condotta in campo sociale, ma, dopo aver ammesso che (forse!) sta salvando baracca, faccia delle proposte alternative. Sempre che ne abbia! 


[Dal blog appuntialessandrini.wordpress.com]
 
14/10/2012
Agostino Pietrasanta (Appunti Alessandrini) - redazione@alessandrianews.it

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