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Opinioni

Alessandria a (falsi) colori

Da oltre 40 anni i satelliti Landsat della Nasa e del servizio geologico degli Stati Uniti acquisiscono immagini della Terra a media risoluzione spaziale. Ecco alcune immagini della città
OPINIONI - Da oltre 40 anni i satelliti Landsat della Nasa e del servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) acquisiscono immagini della Terra a media risoluzione spaziale (30 m). I dati sono scaricabili gratuitamente dal sito earthexplorer.usgs.gov e chiunque può analizzare i dati.
Il satellite riprende immagine a diverse lunghezza d'onda (bande) dal visibile, ovvero quello che percepisce l'occhio umano (rosso, verde e blu) all'infrarosso. Tramite la combinazione delle varie bande si creano immagini a falsi colori che permettono così comprendere diverse caratteristiche del territorio come vegetazione, aree urbane, geologia, incedi
Vediamo un po' due recenti immagini acquisite su Alessandria a dicembre 2014 e giugno 2015.
Prendiamo in esame 5 aree campione facilmente identificabili:
  1. La Cittadella e la zona del Ponte Meier
  2. Un lago di cava situato a nord del Cimitero
  3. Il lago di cava in prossimità di Cascina Clara e Bona (al centro delle polemiche del 3° Valico)
  4. Il centro commerciale Panorama
  5. Una porzione dello stabilimento Solvay
Fig 1: dicembre 2014 – (combinazione di bande: 7 = Rosso; 5 = Verde; 2 = Blu). Landsat 8 - Usgs

Nell'immagine del dicembre 2014 del Landsat-8 possiamo apprezzare il differente colore del lago a nord del cimitero (nero) rispetto a quello di zona di Cascina Clara e Bona (rosso). Quest'ultimo è legato al fatto che la zona era stata soggetta solo poche settimane prima all'esondazione del Bormida e l'acqua del lago era ancora torbida per la carica di sedimenti in sospensione portati dal fiume. Il lago in questione tra l'altro è anche contatto diretto con il fiume tramite due canali creati dalla erosione durante le piene. Anche Tanaro e Bormida si presentano con un tono rosso in questa combinazione di bande segno dei sedimenti ancora abbondanti nelle acque legati alle piogge dei giorni precedenti. La Cittadella è ben riconoscibile fra il verde (fuori controllo?) dei suoi bastioni. Il centro commerciale Panorama e un settore dello stabilimento Solvay (probabilmente un'area bonificata e coperta da un telo o un deposito di materiale) spiccano per la loro luminosità tendente al giallo. Con maggiore difficoltà si possono apprezzare ristagni d'acqua residui dalla inondazione del Bormida di novembre 2014.
 
Fig 2: giugno 2015 – (combinazione di bande: 7 = Rosso; 5 = Verde; 2 = Blu). Landsat 8 - Usgs

Nell'immagine di giugno 2015 si vede come i fiumi e il lago delle cascine Clara e Bona abbiano ripreso il loro "normale" colore di acque poco torbide. Dato il periodo tardo primaverile l'immagine appare molto più luminosa e verde per via della maggiore vegetazione. Nell'alveo del Tanaro è possibile notare il cantiere del ponte Meier. Panorama e il settore della Solvay appaiono sempre molto luminosi. Interessante notare anche la distribuzione delle aree verdi in città: il quartiere Europa e gli Orti appaiono come i più verdi. Il campo dello stadio appare di un verde brillante per via dell'erba ben irrigata.
 
Fig 3: giugno 1975 – Landsat 2- Usgs

In figura 3 una delle prime immagine del Landsat-2 datata 1975, ad una risoluzione più bassa (60 m per pixel), sopra Alessandria. In questa immagini è ancora possibile riconoscere la cittadella mentre i laghi collegati all'attività estrattiva non erano ancora presenti, cosi come il centro commerciale. È interessante notare ad Ovest la linea fucsia corrispondente ai cantieri dell'autostrada A26 allora in costruzione.
 
Figura 4: satellite Ers-Esa aree ancora inondate dal Tanaro (grigio scure) il 9 novembre 1994) – Esa

Infine un'altra immagine significativa ci arriva dal satellite Ers dell'Esa (agenzia spaziale europea) operativo negli anni '90. Il satellite utilizzava un radar per studiare la superficie terrestre. Il satellite emette un impulso di onde (microonde) e ne registra la loro riflessione da parte del suolo. Gli oggetti molto riflettenti (edifici) appaiono in bianco quelli meno (acqua) neri e grigi. Fra le varie applicazioni c'è la possibilità di mappare le arre inondate ed uno dei primi casi di studio per verfiicare le potenzialità del satellite fu l'alluvione del 1994 in Piemonte. Nell'immagine del 9 novembre 1994 è ancora possibile vedere molte zone ancora allegate 3 giorni dopo la piena in zona S. Michele e Osterietta.
28/07/2015

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