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Opinioni

Aboliamo le province

Lo so! Mi ero ripromesso di starmene bravo fino a Settembre, di godermi le ferie nel relax di casa e di non leggere i giornali… Ma è colpa mia se i politicanti fanno di tutto per farmi montare la carogna?
Prima ci si mette il ministro Patroni Griffi che avverte come ancora ci siano in giro troppe auto blu e che alcune amministrazioni pubbliche non solo non hanno tagliato, ma hanno addirittura aumentato la spesa (peccato che non ci dica quali).
Il 44% delle amministrazioni pubbliche è in ritardo nel risanamento…
Strano, vero?
Quando mai le amministrazioni pubbliche sono in ritardo?
Giusto questa sera hanno dato la notizia che una donna si è vista consegnare l’assegno di maternità dopo quasi 18 anni dalla nascita del figlio, vorrai mica pensare che abbiamo un problema di lentezza cronica?
Non bastassero le auto blu, vien fuori l’inchiesta del quotidiano “Libero” sulle nove stanze d’albergo a Orbetello per la scorta dell’amato Presidente della Camera, per una spesa complessiva che si aggirerebbe sugli 80 mila euro.
Tutto nella norma (pare), ma vien da chiedersi se Fini (colui che doveva dimettersi se il cognato era implicato nell’affare Montecarlo, ma è ancora li), in questo periodo di crisi poteva evitare di sprecare 80MILA euro di soldi nostri per il suo sollazzo.
E’ divertente notare che per un politico se la stampa infanga gli avversari è sacrosanto diritto di cronaca, se infanga te, allora è in atto “la macchina del fango”!
Che poi a me tutte le volte che sento sta frase viene in mente un giornalista che guida una betoniera, non so perchè…
Tornando alla carogna sulle mie spalle, non pago di quanto sopra è stata la volta della macroregione del Nord che comprende Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria ed Emilia e su cui Formigoni e Maroni se ne litigano la parternità.
Quasi che in Italia fare un simile organismo non comportasse costi: personale, amministratori, infrastrutture, sedi e quant’altro ruota attorno a questi inutili carrozzoni pubblici che di volta in volta vengono dichiarati NECESSARI dalla casta partitica.
E proprio sui carrozzoni inutili, infine, mi capita sotto gli occhi questo articolo di cui vi riporto un breve estratto:
“Adesso la valvola provvidenziale si chiama «Consiglio delle autonomie locali». Di che cosa si tratta? È l’organismo che in ogni Regione deve proporre non più «l’accorpamento» delle Province che non rispettano alcuni parametri, come era previsto nella prima versione del decreto sulla spending review, ma il loro «riordino», come invece stabilisce il testo emendato dal Senato.
Prendiamo un caso: quello della Toscana, Regione dove in base ai criteri messi a punto dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi per tenere in vita una Provincia, non ne sopravviverebbe nessuna delle attuali. Tranne quella di Firenze, che peraltro dovrebbe essere trasformata in città metropolitana, non ce n’è infatti nemmeno una con almeno 350 mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di superficie. Il Consiglio delle autonomie locali qui è composto da 50 persone. Chi è il presidente? Marco Filippeschi, il sindaco di Pisa. Città capoluogo di una Provincia in predicato per essere dissolta e fusa con quella limitrofa di Livorno, che da secoli sfotte i cugini. La più gentile sfornata dai livornesi: «Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio». Vi immaginate la prima riunione per decidere chi si «riordina» con chi?”

Premetto che a me sta storia delle province fa incazzare, ma possibile che in Italia la soluzione sia sempre aggiungere e mai togliere?
Pensate che si parla di soppressione delle province sin dall’assemblea costituente, perchè la nascita delle Regioni doveva sancire la loro fine.
Silvio Berlusconi lo fece inserire nel programma per la campagna elettorale del 2008 ed anche Walter Veltroni, allora segretario del PD, disse che l’abolizione delle province era una priorità del PD, ma quando nel luglio del 2011 si trattò di votare sull’abolizione, il PdL votò contro e il PD si astenne.
Secondo l’Istituto Bruno Leoni, il taglio delle province produrrebbe un risparmio di ben 2 MILIARDI di euro, mica bruscolini.
Con tutte le raccolte di firme che si fanno, non si può farne una per chiederne l’abolizione come hanno fatto in Sardegna?
Eppure neanche Grillo s’azzarda ad organizzarne una…
Il debito pubblico è alle stelle, le entrate da tempo non coprono le uscite, ma a noi servono le province e migliaia di piccoli comuni il cui bilancio è interamente assorbito dal costo del personale (guai a parlare di accorpamenti anche qui).
Eresia a dire che le comunità montane e quelle collinari non servono a una fava ed ora ci serve pure una MacroRegione per coordinarci al Nord…
A questi politicanti che con il loro comportamento irresponsabile stanno favorendo la voragine che ci sta rendendo la vita sempre più povera (ovviamente a Settembre aspettatevi rincari su tutte le merci per l’aumento del carburante di Agosto) voglio dire una cosa: se davvero avete ancora una coscienza (ne dubito) rendetevi conto di quanto ci costa tutta questa mangiatoia.
Se non si tagliano le uscite, noi che capitali all’estero non ne abbiamo, siamo destinati a soccombere!
Davvero vi serve una guerra civile per farvelo capire? 

[Dal blog ilrovesciodellamedaglia.wordpresss.com]
14/08/2012
Ermanno Cecconetto - redazione@alessandrianews.it

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