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Opinioni

AAA coerenza cercasi…

Leggendo gli ultimi comunicati dei vari amministratori locali verrebbe veramente da mettere un bell’annuncio su tutti i quotidiani per chiedere se qualche politico nostrano con carica elettiva è ancora dotato di buon senso o per lo meno di un minimo di coerenza rispetto al Terzo valico
Nel leggere tutte le dichiarazioni di “necessità” dell’opera, traspare abbastanza bene che nessun amministratore locale, provinciale o regionale abbia valutato bene l’impatto che migliaia di operai avranno sul territorio.
Lo dimostra la lettera (o meglio la supplica) che hanno scritto i sindaci di Voltaggio, Fraconalto e Carrosio ai presidenti Monti e Cota, dove chiedono garanzie sulla salute dei cittadini e meno tasse, suggerendo poi che gli operai destinati alla loro valle siano fatti alloggiare nelle case sfitte e negli alberghi dei paesi dietro pagamento di un affitto.
Quindi va bene distruggere le falde acquifere ed avere l’amianto nei polmoni per decenni, però almeno che ci guadagniamo due palanche, che cavolo!
Problema delle falde che interessa tutto il territorio, a cominciare da Arquata, che rischia di perdere le fonti di Sottovalle, Rigoroso e Borlasca, passando per Serravalle e Novi Ligure.
Pazienza, i cittadini si laveranno con le palanche degli affi tti, mentre per gli orti sarà meglio non coltivarli, dato tutto il polverone amiantifero che si alzerà nelle zone interessate.
Oppure la prenderanno dallo Scrivia, tanto mica è un fiume inquinato…
E mentre Muliere chiede alla Regione di inserire il Terzo valico nelle opere strategiche, a Novi il sindaco scrive a Passera per chiedere chiarimenti se si parte o no.
Il tutto condito dal Pd novese che vuole affrontare un’analisi approfondita sul progetto, coinvolgendo iscritti, simpatizzanti, amministratori locali e nazionali.
“Consapevoli delle ricadute che l’opera avrà sulla città – dichiara Cecilia Bergaglio – sia nell’immediato futuro che nel lungo periodo, il circolo di Novi si impegna affinché ci possa essere, tra la popolazione novese, il più alto grado di informazione e trasparenza su tutti gli aspetti concernenti la realizzazione della stessa”.
Mi sembra un tentativo maldestro per colmare il vuoto lasciato in questi anni tra la gente e la politica su un tema tanto delicato, quanto invasivo nella vita di tutti i giorni dei prossimi decenni.
Tutto il territorio verrà sconvolto, se ne parla da anni e solo quando sembra si parta il Pd vuole garantire massima informazione ai cittadini?
Ma non è un pochino tardi?
A cavalcare la tigre ci prova la sinistra novese, che ha cercato di impegnare l’amministrazione novese contro il progetto con una mozione, ma durante l’ultimo consiglio comunale non se n’è discusso, forse perché Robbiano sa che su un tema così delicato, in caso di votazione, rischia di andare sotto, ora che non può contare sulla “fedeltà” di almeno 3 consiglieri.
Ma l’amministrazione novese sta rischiando anche una pesante figuraccia verso i propri elettori, perché nessuno dice ai novesi che la propria città dovrebbe ospitare uno dei campi base che conterrà gli alloggi di molti addetti con le relative famiglie.
L’impatto sulla città sarà notevole, perché aumentando di botto la popolazione residente ci saranno maggiori disagi per la circolazione ed una maggiore richiesta di servizi, non solo socio-assistenziali, ma anche di trasporti, amministrativi, ludici, ecc.
Peccato che Novi, in cambio di questa pacifica invasione, ha ottenuto solo un rotondone ed una “tangenzialina”, non era il caso di pensare meglio a cosa chiedere?
Per chiudere (per ora) il discorso, un amico mi ha detto che non possiamo deludere l’Europa, ma ciò che alcuni sembrano non capire sono un paio di aspetti, ovvero che il porto di Genova non sta collassando, ma anzi sta morendo, e soprattutto che non ci sono i soldi per finanziare completamente l’opera.
Il rischio concreto è di veder partire il primo lotto, con conseguente sbancamento di mezzo monte, sparizione delle falde acquifere e disfacimento della viabilità minore (ve l’immaginate il viavai di camion nelle stradine delle nostre zone come le ridurrà?) per poi piantare tutto lì perché mancano i soldi.
Fossi un amministratore locale o regionale non chiederei tanto chiarimenti su quando parte il progetto, ma piuttosto vorrei sapere se si stanno cercando i restanti X miliardi di euro per terminare l’opera.
Ma sembra che a loro interessi di più sapere se avranno le opere compensative…
 
6/04/2012
Ermanno Cecconetto - redazione@alessandrianews.it

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