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Opinioni

A cosa serve una Ztl in centro?

Soprattutto renderlo più vivibile e a farne luogo di incontro. Come spesso accade il problema non si analizza dal punto di vista razionale ma si agisce sull'onda dell'emozione e dell'emergenza che a sua volta crea dibattiti più politici che non tecnici
OPINIONI - Le recenti cronache dello scorso mese mostrano i vari provvedimento di chiusura al centro del traffico in occasione degli alti livelli di inquadramento e da qui vari dibattiti sulle Ztl.  Come spesso accade il problema non si analizza dal punto di vista razionale ma si agisce sull'onda dell'emozione e dell'emergenza che a sua volta crea dibattiti più politici che non tecnici e che rischiano di essere sempre più di 'pubblicità' man mano che le elezioni si avvicinano.

Di fatto si è visto come i blocchi del traffico estemporanei non determinano un significativo calo degli inquinanti (in Alessandria il picco si è raggiunto il secondo giorni di blocco il 30/12), questo per varie ragioni:
- gli orari dei blocchi non coprono le ore di punta di arrivo dei pendolari da fuori città o dalla periferia;
- la zone attorno al blocco rischiano un aumento del traffico se non c'è una pianificazione;
- il peso delle emissioni dei trasporti tende a ridursi rispetto ad altre fonti come il riscaldamento che invece aumentano.

È proprio su quest'ultimo punto che si hanno dati interessanti: negli ultimi anni le emissioni di Pm10 e Pm2.5 grazie ai vari standard Euro 4, 5, 6... sono in costante diminuzione. Allo stesso tempo però negli ultimi 10 anni c'è stato un boom del riscaldamento a biomasse cioè di stufe pellet o i anche i vecchi camini a legna che per quanto possano sembrare "naturali" sono fonte di forte inquinamento più del gasolio e molto di più che il metano. Questo ha fatto in modo che le concentrazioni di Pm10 e Pm,2.5 non variassero significativamente nella Pianura Padana.
Occorre anche poi sapere che ogni inquinante ha un colpevole preciso e diverso in molti casi il è riscaldamento a biomasse, i trasporti invece sono la fonte principale del monossido di azoto e che il tipo di motore (diesel o benzina fa una certa differenza), mentre le industrie di altri tipi inquinanti.

Il problema è complesso e servono risposte su diversi fronti a partire anche dal riscaldamento. Occorre anche ricordare che tuttavia l'aria delle nostre città è migliorata parecchio rispetto a 30 anni fa o più (pm10 fino a 300 ppm!) quando anche il problema era anche meno sentito.

Appare chiaro che la Ztl nel centro città non serve molto per ridurre l'inquinamento, se non puntualmente e temporaneamente nel centro stesso e solo per alcuni tipi inquinanti.

Qui si viene al secondo punto a cosa servono soprattutto le ZTL e zone pedonali in una zona centrale di una città? Lo scopo principale è quello di rendere più vivibile il centro e renderlo più animato da persone che girando a piedi o in bici possano interagire di più e apprezzare meglio i vari angoli della città; meno rischi per pedoni e ciclisti, incentivare il turismo ed il commercio (che non è in crisi per le restrizione del traffico, ma per tutta una seri di altri motivi): se si può girare meglio a piedi (magari con un mercato coperto) molti locali possono farsi notare di più, ridurre le concentrazioni di picco degli inquinanti puntualmente.

La forma della Ztl dovrebbe essere la più compatta possibile (circolare), come l'area C di Milano fare una Ztl a pezzetti o con dei varchi rischierebbe di aumentare il traffico e la caoticità.

Entrando per un attimo nello specifico di Alessandria (visto già i molti interventi in merito) e riprendendo una vecchia proposta la prospettiva per ridurre il traffico nel centro è quella quindi di una chiusura totale di piazza Libertà ai non residenti. Ovviamente tutto questo necessita di varie azioni progettazioni: ad esempio il parcheggio di via Parma potrebbe essere un valido sostituto a quello di piazza Libertà per le casse Atm. Sarebbe interessante rendere pedonali anche via Milano (anche per collegarla alla isolata via Dossena) e via Dante oltre alla vie già esistenti.

Infine il terzo punto. La riduzione dell'uso dell'auto in generale quella che può davvero influire sull'inquinamento a scala di tutta la città (o di tutta la pianura) invece dipende da molti provvedimenti che vanno da livello individuale (noi stessi dobbiamo migliorarci) allo fino a scelte “globali” (automezzi sempre più efficienti,..).

Le scelte che possono essere fatte a livello locale alla fine poi sono sempre le stesse: mezzi pubblici integrati (autobus, treni, corriere) che portano ad un minimo uso dell'auto, incentivare l'uso della bicicletta, ovvero piste ciclabili che siano interconnesse e facili all'uso (e che non vadano a finire in un campo come qualche buontempone ci segnala su google maps ), orari di apertura di scuole e uffici fatti modo da non creare picchi di traffico.

Esempi: Il Modello Pontevedra (Galizia, Spagna), i modelli di Rennes e Nantes in Francia.

É però evidente che difficilmente in tempi brevi si possa realizzare questa serie di obiettivi visti gli scarsi finanziamenti del nostro paese al Tpl, la scarsa coordinazione e capacita di progettazione , le aziende di trasporto pubblico all'orlo del collasso e infine anche una poca propensione al cambiamento degli alessandrini.

Nantes


Emissione da combustione legna


Un'ipotesi di vie chiuse al traffico nel centro: 2.6 km di strade pedonali, 15 km di strada in zona ZTL a fronte di un reticolo urbano di circa 170 km
28/01/2016

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