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Opinioni

A chi giova, a chi conviene?

Ricordate la ricorrente citazione dalla “Medea” di Seneca? “…cui prodest scelus, is fecit”? Il riferimento potrebbe sembrare dotto, ma la traduzione è facilissima ed il significato assai trasparente anche per un giudizio sul comportamento dei leader (si fa per dire) della politica nazionale. “…Colui al quale il crimine porta vantaggio, egli l’ha compiuto”
In fondo il concetto espresso da Medea costituisce la base per una corretta investigazione molto adatta al nostro caso.

Constatiamo che mentre rimaniamo sull’orlo del baratro e siamo permanentemente a rischio, le parti della politica si trastullano in una melina che serve ad evitare qualunque decisione. E basta porre mente a chi serve evitare le decisioni per capire in capo a chi stanno le responsabilità.

Prendiamo ad esempio la riforma elettorale. Tutti dicono che va fatta, ma i vantaggi delle varie parti non collimano e ciascuno la vuole servita secondo il proprio particolarissimo gusto e sullo specifico i “buongustai” sono parecchi. E così ci teniamo il “porcellum”, alla faccia della democrazia e del suo corretto funzionamento.

Prendiamo lo scandalo dei finanziamenti ai partiti. Sono proprio i loro responsabili (tanto per dire) che dovrebbero provvedere e pensate che una maggioranza di personaggi attaccato solo e soltanto al proprio tornaconto di parte ed al proprio vantaggio particolare non sia in grado di considerare che conviene giocar di melina, senza neanche un briciolo di sana vergogna?

Prendiamo la questione della corruzione.La Cortedei conti ha precisato che da essa deriva una dissoluzione non proprio irrilevante delle pubbliche finanze; e questo anche se dovessimo prescindere dalla questione morale. Anche su questo sono tutti del parere che bisogna concludere con l’intervento legislativo; ma non mi chiederete certo a chi giova bloccare tutto, magari con l’imprudente (?) apporto delle varie controparti politiche.

Sono tutti del parere che parecchie istituzioni nazionali e locali (e non parlo solo della soppressione di Province, su cui la nostra pubblicazione è già intervenuta tempo addietro) vadano ridimensionate, ma a chi potrebbe giovare se già adesso si fatica a trovare presidenze e prebende varie e sufficienti per tutti i clienti?

A chi giovano certi comportamenti? Giovano a politici che guardano al loro particolare e non fanno un caso al mondo al problema dell’interesse generale: questo sarebbe competenza di chi concepisce il senso dello Stato: lo statista appunto, non al “cliente” del gioco di parte.

Ed allora le responsabilità sono facilmente individuabili.
[Dal blog appuntialessandrini.wordpress.com
21/05/2012
Agostino Pietrasanta (Appunti Alessandrini) - redazione@alessandrianews.it

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