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Novi Ligure

Novi, la lunga rincorsa verso le elezioni comunali 2019

Il centrodestra e i grillini pronti a contendersi il governo della città. Gallo (M5s) è prudente. Perocchio (Lega): "Un nostro candidato sindaco? I numeri parlano da soli". Sisti (Forza Italia): "Il percorso tracciato con la coalizione non cambia". Baiardo (FdI): "Lavoriamo per il 2019". Morando (Pd): "Tracciare una nuova rotta"
NOVI LIGURE – Le elezioni politiche di domenica consegnano alle cronache una Novi in cui il centrosinistra finisce in minoranza. È presto per dire se il risultato di oggi influirà sul voto del prossimo anno, quando i novesi saranno chiamati alle urne per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Ma è innegabile che il 30,5 per cento raggiunto dai grillini – che si confermano primo partito in città come alle Politiche del 2013 – rappresenta un trampolino di lancio per entrare da vincitori in municipio. Fabrizio Gallo, capogruppo e punto di riferimento del Movimento 5 Stelle in città, mette le mani avanti: «Le elezioni amministrative hanno dinamiche differenti». Lo si è visto anche nel 2014, quando i Cinque Stelle non ce l’hanno fatta al ballottaggio contro Muliere. Ma allora il Pd di Renzi era nel periodo del suo massimo splendore, con il 42,8 per cento preso alle Europee. Oggi l’aria che si respira è molto diversa.

L’altra forza politica con cui bisogna fare i conti è la coalizione di centrodestra. Con il 39,4 per cento ottenuto soprattutto grazie all’exploit della Lega, i rappresentanti locali di Salvini, Berlusconi e Meloni hanno messo un’ipoteca su Palazzo Pallavicini. Se Forza Italia ha deluso (ha ottenuto solo il 12,8 per cento dei consensi, mentre nel 2013 come Pdl aveva raggiunto il 17,9), il Carroccio ha stupito tutti con un 22,7 per cento incredibile se confrontato al misero 3,4 per cento di cinque anni fa.

Il segretario della Lega Giacomo Perocchio non fa mistero della propria soddisfazione: «È un risultato storico, in città siamo il secondo partito davanti al Pd e siamo anche forza trainante del centrodestra con quasi il doppio dei voti di Forza Italia. Da oggi si lavora per far cambiare colore a Novi». Sarà la Lega a esprimere il candidato sindaco del centrodestra? «I numeri parlano da soli. Ma si vedrà più avanti», taglia Perocchio.
Andrea Sisti, coordinatore novese di Forza Italia, pone invece l’accento sul buon risultato ottenuto dalla coalizione e sulle Comunali 2019 avverte gli alleati: «Questi risultati non condizionano il percorso che abbiamo individuato mesi fa in vista delle elezioni del prossimo anno, con l’ampliamento del nostro perimetro a esperienze esterne e alla società civile. Il riferimento rimane il modello Liguria».
Soddisfatto a metà Enzo Baiardo, di Fratelli d’Italia: «Il risultato della coalizione ci fa ben sperare in vista delle prossime amministrative. Dovremo evitare di commettere gli errori fatti in passato ma siamo sulla strada giusta. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, a Novi siamo cresciuti di circa un punto e mezzo rispetto al 2013 [dall’1,9 al 3,3 per cento; ndr] ma siamo ancora un punto sotto la media nazionale».

Tocca a Matteo Morando, coordinatore cittadino del Partito Democratico, commentare la sconfitta di domenica. «Dovremo tracciare una nuova rotta, ma continueremo le nostre battaglie al fianco dei dipendenti della grande distribuzione e delle fabbriche come Ilva e Kme, nonostante non abbia portato grossi frutti».
A livello locale, «dovremo portare all’attenzione del cittadino l’ottimo operato della nostra amministrazione e i buoni risultati fin qui ottenuti (conti in ordine senza intaccare i servizi), nonostante le restrizioni di budget imposte a livello nazionale – dice Morando – Perché parte della sconfitta dipende dall’aver fatto, noi per primi, opposizione a molte delle nostre stesse riforme (riforma costituzionale, buona scuola, jobs act), perdendo in credibilità».

Passando a un’analisi del voto, Morando spiega che «leggendo i risultati delle urne, non pare che a Novi l’elettorato abbia reclamato più “sinistra”. Rispetto al 2013, il Pd perde 1.874 voti alla Camera. Di essi, solo 555 sono andati a Liberi e Uguali. Considerato che il M5s ha perso 473 voti alla Camera, il flusso di voti mancanti va ricercato in parte dei oltre 2.749 voti in più portati a casa dalla Lega».

A proposito di Liberi e Uguali, a Novi il partito di Pietro Grasso fa il 4 per cento, poco sopra la media nazionale del 3,4. In provincia di Alessandria i voti sono stati comunque sufficienti a far eleggere l’ovadese Federico Fornaro alla Camera. Nonostante il successo personale, il risultato di LeU «è insufficiente e bisogna avere l’onestà intellettuale di capire dove e perché si è sbagliato», dice il neo deputato.

Da notare, infine, che il risultato migliore, in città, il Movimento 5 Stelle l’ha ottenuto al seggio 16 (37,8 per cento), dove votano gli abitanti del Basso Pieve, i più interessati dai lavori di costruzione del Terzo Valico ferroviario. Lo stesso vale per la Lega (25,7 per cento). Mentre il Pd, lì, ha il punto di caduta più evidente: appena il 12,1 per cento.
7/03/2018

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