Cronaca

Terzo Valico e parco Capanne, l'Ue chiede la valutazione d'impatto

La realizzazione del Terzo Valico dei Giovi potrebbe avere un impatto significativo sul Parco naturale Capanne di Marcarolo. Lo afferma la Commissione Europea in risposta a un'interrogazione che la parlamentare del Movimento 5 stelle Tiziana Beghin aveva presentato a giugno.
CRONACA -  La realizzazione del Terzo  Valico dei Giovi potrebbe avere un impatto significativo sul Parco naturale Capanne di Marcarolo. Lo afferma la Commissione Europea, che richiede che venga fatta una valutazione di impatto ambientale, in risposta a un'interrogazione che la parlamentare del Movimento 5 stelle Tiziana Beghin aveva presentato a giugno.

Andiamo con ordine: su segnalazione dell'associazione Afa (Amici delle ferrovie e dell'ambiente) e di alcuni attivisti e cittadini, a giugno la parlamentare aveva inviato alla Commissione Europea  un'interrogazione "riguardo il Terzo Valico - sottolinea Beghin - e il suo effetto sul parco naturale "Capanne di Marcarolo", che è un sito d'interesse comunitario (Sic) per via della presenza di habitat protetti. Con questa interrogazione ho fatto notare l'assenza di un vero studio d'impatto conforme alla normativa europea che analizzasse le conseguenze di un'opera di tale portata su un ambiente così delicato".

La risposta della Commissione cita due diverse direttive comunitarie, la 92 del 2011 e la 43 del 1992, normative che riguardano la valutazione dell'impatto ambientale (Via) e la conservazione degli habitat. "La direttiva Via stabilisce che la valutazione di impatto ambientale debba essere condotta solo in determinate circostanze, che in questo caso sussistevano", specifica la Commissione Europea. "Secondo quanto stabilito dall'articolo 6, paragrafo 3, della direttiva Habitat - prosegue la commissione - qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative sui siti Natura 2000 potrà essere autorizzato solo nel caso in cui un'adeguata valutazione del suo impatto sortisca risultati positivi, salvo nelle circostante descritte dall'articolo 6, paragrafo 4. La Commissione è al corrente del fatto che il progetto potrebbe avere un'incidenza significativa sulla rete Natura 2000, pertanto si ritiene necessaria un'opportuna valutazione secondo quanto sancito dall'articolo 6, paragrafo 3. È compito delle autorità nazionali assicurare la corretta applicazione della direttiva e predisporre la valutazione".

"In caso vi sia prova di un'attuazione inadeguata di quanto previsto dall'articolo 6 della direttiva Habitat sulla tutela dei siti Natura 2000, la Commissione provvederà a contattare le autorità italiane per verificare che la legislazione dell'Ue venga applicata correttamente", si legge infine nella risposta arrivata da Bruxelles.
 
2/09/2015
Redazione - novionline@novionline.net