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Gavi

Niente stipendio, niente lavoro: la protesta al cantiere del metanodotto

I lavoratori impegnati nel rifacimento del metanodotto in val Lemme si sono fermati per protesta: "non riceviamo stipendio da tre mesi". Per l'azienda il ritardo è di soli sedici giorni. Mercoledì l'incontro
GAVI - Si sono fermati per un'intera mattina, ieri, i lavoratori addetti al rifacimento del metanodotto in Val Lemme. Circa 200 operai di tre diverse aziende, fornitrici si Snam,  l'agenzia Life In, Nuova Ghizzoni e Sicilsaldo. Il mancato pagamento degli stipendi è alla base della protesta spontanea. 
"E' una situazione complessa – spiegano Alberto Pastorello e Antonello dell'Omo di Fim Uil – poiché le ditte impegnate nel cantiere sono tre. La maggioranza, circa un centinaio, sono alle dipendenze di una agenzia di somminsitrazione lavoro (ex agenzie interinali, ndr), mentre una settantina sono dipendenti di Nuova Ghizzoni e Sicilsaldo. Mentre l'agenzia ha sempre garantito i compensi, seppure con qualche giorno di ritardo, da parte delle altre ditte l'ultimo accredito risale al mese di agosto". Ieri, venerdì, il cantiere si è fermato.
Già dalla mattinata, i lavoratori dell'agenzia hanno ricevuto la notifica del bonifico la mattina stessa. "Per gli altri, è stato fissato un incontro mercoledì prossimo alla presenza del titolare. Vedremo come proseguirà la trattativa, ma non possiamo escludere che la protesta vada avanti", dice Pastorello. 
Il livello di tensione resta comunque alto. "Molti di noi – dicono gli operai al presidio – hanno preso locali in affitto in zona. Noi il canone lo abbiamo pagato ugualmente, anticipando di tasca nostra. Ma tre mesi di ritardo sono troppi".  Altri si sono arrangiati come può, arrivando addirittura a dormire in auto.
Nuova Ghizzoni ha sede operativa nel parmense e quella amministrativa a Matera; Sicilsando ha sede a Gela. Solo una parte degli addetti al cantiere della Val Lemme sono della provincia di Alessandria, la maggior parte arriva da fuori sede e, per questo, costretta a trovare sistemazione in zona.
"Non abbiamo ancora chiari quali siano i motivi per cui le aziende non corrispondono gli stipendi – dice ancora Pastorello – Al momento ci è stato imposibile prendere contatti diretti con la proprietà. Il capocantiere ha assicurato, tuttavia, che mecoledì sarà presente sul cantiere di Gavi il diretto responsabile. Ci auguriamo in quella sede di avere le informazioni sulle motivazioni del ritardato pagamento e sulle prospettive per il futuro". La durata dei lavori è, infatti, ipotizzata per i prossimi tre anni. Snam, il committente, non registra, al momento, ritardo nel cronoprogramma delle opera ma si dice "vigile" nel controllo costante dei propri fornitori.
L'azienda Nuova Ghizzoni -Sicilsaldo comunicano invece che la protesta sarebbe nata per volontà dei dipendenti dell'agenzia interinale "i quali hanno registrato ritardi nei pagamenti di un solo giorno". E aggiungono: "un simile evento in diversi anni di collaborazione non si era mai registrato". Per quanto riguarda, invece, i ritardi per dipendenti diretti, "le lentezze si sono verificate a causa del differimento di un previsto incasso e, comunque, entro la prossima settimana la situazione verrà regolarizzata". Sempre secondo l'azienda il ritardo sarebbe, ad ogni buon conto, "di soli sedici giorni rispetto a quanto previsto". Ad oggi "al netto della mensilità di agosto, non esistono pendenze nei confronti dei lavoratori".

17/10/2015

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