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Novi Ligure

Ilva, a Novi dopo l'intesa occhi puntati su investimenti e pagamenti all'indotto

Dopo l'accordo tra Arcelor Mittal e sindacati pare scontato l'esito positivo del referendum tra i lavoratori di Ilva. Per lo stabilimento di Novi Ligure ora si tratta di capire quali investimenti saranno fatti. Gli autotrasportatori intanto aspettano il pagamento delle commesse
NOVI LIGURE – La parola passa ai lavoratori, ma il responso pare scontato: terminerà domani negli stabilimenti Ilva il referendum sull’accordo siglato dai sindacati con Arcelor Mittal dopo il vertice della settimana scorsa, durato 26 ore. L’esito, dicevamo, sarà con ogni probabilità un plebiscito per il Sì. L’intesa prevede il transito immediato di 10.700 dipendenti alla nuova società con il mantenimento dei livelli salariali e le tutele pre Jobs Act, compresa quindi l’applicazione dell’articolo 18; 100 mila euro di incentivi per chi volontariamente lascia il lavoro (si calcola che potrebbero essere 2.500-2.800 persone); reintegro degli addetti in esubero che non avessero accettato l'esodo incentivato entro il 2023, quando saranno terminate le bonifiche ambientali.

Per Cgil, Cisl e Uil si tratta di un successo. E anche il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere si dice soddisfatto degli ultimi sviluppi: «L’auspicio dell’amministrazione e del consiglio comunale era che si arrivasse in fretta alla chiusura della trattativa con Arcelor Mittal. Ciò è accaduto, quindi salutiamo con favore questa soluzione, favorita anche dall’atteggiamento responsabile e coerente tenuto dalle organizzazioni sindacali che hanno da sempre sostenuto la necessità di coniugare la produzione dell’acciaio con il rispetto dell’ambiente e del territorio».

«Avevamo già giudicato positivo il piano di risanamento ambientale e la bonifica del sito di Taranto e anche la conclusione raggiunta sui livelli occupazionali ci pare soddisfacente. Per il nostro Paese – sottolinea Muliere – sarebbe stata una sciagura uscire dalla produzione dell’acciaio. Ora l’Ilva deve tornare a produrre a pieno regime e mi auguro che i futuri investimenti possano fare aumentare la produzione secondo la potenzialità degli impianti, attualmente sottoutilizzati».

«Per quanto riguarda Novi – aggiunge il sindaco – aspettiamo di conoscere con precisione gli investimenti previsti dal punto di vista industriale e ambientale. Anche rispetto all’indotto, in particolare l’autotrasporto, dobbiamo capire bene quali saranno i tempi per regolare i pagamenti ancora in sospeso. Questo è un aspetto molto importante, da cui dipende la sopravvivenza stessa di diverse aziende. Infine – sottolinea con forza il sindaco Muliere – chiediamo che, alla luce degli ultimi sviluppi, il ministro Di Maio convochi un nuovo tavolo con gli enti locali. Credo sia necessario affrontare al più presto una discussione e un approfondimento puntuale delle varie tematiche in base alle peculiarità di tutte le singole realtà che compongono il gruppo siderurgico».
12/09/2018

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