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Gavazzana

Fusione con Cassano, al referendum Gavazzana dice No

Nel borgo di Gavazzana quasi l'80 per cento dei votanti ha respinto l'ipotesi della fusione con Cassano Spinola. Dove, al contrario, la maggioranza di chi è andato alle urne ha detto Sì. Ma il referendum aveva bisogno della maggioranza in entrambi i Comuni. Il sindaco di Gavazzana Claudio Sasso ha annunciato le proprie dimissioni
GAVAZZANA – È stato bocciato dagli elettori il referendum consultivo per la fusione tra i Comuni di Cassano Spinola e Gavazzana, che si è svolto ieri, domenica 6 novembre.
A dire No sono stati gli abitanti del borgo di Gavazzana: abbastanza alta l’affluenza (115 votanti su 157 aventi diritto), ma in gran parte gli elettori hanno votato per mantenere l’autonomia comunali. Solo in 24 hanno scelto il Sì, gli altri 91 hanno optato per il No. Il sindaco di Gavazzana, Claudio Sasso [foto a lato], ha già annunciato che si dimetterà immediatamente dopo la prossima riunione del consiglio comunale, convocata per prendere atto del risultato del referendum.

A Cassano Spinola, al contrario, netta vittoria dei Sì, che sono stati 391 contro gli appena 59 No [nella foto sotto il sindaco Mauro Traverso]. Qui l’affluenza è stata scarsa: solo 453 votanti su 1.457 aventi diritto. Il referendum per la fusione tra i due Comuni, per essere valido, necessitava però della maggioranza di Sì sia a Cassano che a Gavazzana. Dunque la proposta è stata bocciata.

"Sono amareggiato, perché non siamo riusciti a spiegare la grande opportunità sociale ed economica che avevano davanti Gavazzana e Cassano – ha commentato Sasso all’indomani del voto – Rimane un grande valore, quello dell’identità e della autonomia. È stato, comunque, un bell’esempio di democrazia diretta. Credo sia stata la vittoria del cuore sulla ragione; e giacché, come diceva Pascal, il cuore conosce ragioni, che la ragione non conosce, è giusto che sia così".

Il primo cittadino di Gavazzana ha annunciato che riunirà al più presto il consiglio comunale per fare rispettare la sovranità popolare – "penso che questo consiglio abbia ancora un solo ultimo atto da compiere: la revoca dell’istanza di fusione presentata alla giunta regionale dell’istanza di fusione" – e ha confermato l’intenzione di rimettere il proprio mandato da sindaco: "Da parte mia, sono certe le dimissioni che saranno rassegnate subito dopo l’assemblea consiliare".
7/11/2016

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