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Cronaca

Chiuse il bar per protesta, ora chiede un confronto con l'amministrazione

A febbraio le serrande del bar Spariglio, a Cassano, si erano abbassate per protesta. La “battaglia” del titolare per chiedere più sicurezza lungo la strada provinciale, che attraversa il paese, continua
CRONACA – A febbraio aveva deciso di chiudere il bar Spariglio, a Cassano, per pretestare contro l'istituzione di un senso unico, lungo via Arzani. Ma, soprattutto, per chiedere più sicurezza lungo la strada provinciale 35 dei Giovi, che attraversa il paese di Cassano. Ha riaperto però la tabaccheria “perchè essendo un monopolio di Stato, dopo un mese di chiusura avrebbero tolto la licenza”. I problemi, tuttavia, non sono stati risolti, spiega il titolare Enrico Cosso.

Della vicenda della chiusura per protesta ne avevano già parlato i giornali locali. Ora Cosso ripercorre gli ultimi mesi: “il Comune aveva emesso una ordinanza con cui si istituiva il senso unico in via Arzani, nella direzione che va dalla provinciale all'interno del paese. Sono state anche disegnate delle strisce pedonali che a mio avviso rappresentano un pericolo”. Ogni auto che dalla provinciale deve percorrere la via rischia infatti di trovarsi di fronte, all'improvviso, un pedone e, a quel punto, sarebbe costretta a fermarsi in mezzo alla strada. Oltre al bar tabaccheria, lungo la 35 dei Giovi, ci sono inoltre altri esercizi commerciali, una farmacia e un distributore di benzina. Il vero problema, irrisolto, secondo Cosso è l'alta velocità con cui le auto percorrono la provinciale. Lungo quella strada, “ho perso mio nonno nel 1961, in un indicente, e ho rischiato di perdere anche mio figlio, che ha avuto in incidente nel 2015, di cui sta ancora soffrendo le conseguenze”. La sua “battaglia per la sicurezza”, quindi, è portata avanti, a suo dire, a ragion veduta. Ora chiede all'amministrazione un incontro, per poter parlare e discutere “anche insieme ai cittadini”, della problematica.

“Il bar, a questo punto, non lo riapro. Oltre tutto, ci lavoravano sette persone, della famiglia e non. Avevamo anche fornitori del paese, dall'edicola al fiorista”. Però la questione sta a cuore e vorrebbe che fosse risolta, a prescindere dalla prosecuzione dell'attività commerciale, che era fiorente. La sua idea è quella di affiggere nelle vetrine della sua attività una vignetta, stampata in grandi dimensioni, che spieghi i motivi della sua protesta, in attesa di un incontro con l'amministrazione.
19/04/2019

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