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Intercultura

"Afs effect": quando un'esperienza all'estero ti cambia la vita

Scopriamo questo fenomeno comune fra chi ha avuto l'occasione di studiare per un periodo lontano dal proprio paese: un processo di reazione a catena potenzialmente infinito che nasce dall'incontro di persone e culture e le connette profondamente
ALESSANDRIA - Noi volontari lo chiamiamo "AFS effect", ovvero un processo di reazione a catena potenzialmente infinito che nasce dall'incontro  di persone e culture e le connette profondamente.

Fondamentalmente è l'evoluzione  del classico "peace and love", ma il concetto è quello: amore nelle sue varie accezioni. Quando Mariana è scesa dal pullman che arrivava da Roma per incontrare la sua famiglia ospitante, ho assistito a una scena inaspettata che ricorderò sempre: Mariana e la sua mamma ospitante, Michela, si sono abbracciate con le lacrime agli occhi e non si erano mai viste prima.

Mariana è una ragazza portoghese, di Lisbona, di cui sono stata assistente nell'anno 205-2016, durante il suo anno in Italia. Il ruolo di assistente non è semplice, se sorgono problemi in famiglia,  l'assistente è il primo a intervenire e mediare, ma anche se non vi sono problemi seri, vi è un filo sottile, facilmente oltrepassabile, tra l'essere volontario-assistente e l'essere amico. Essere assistente però non significa solo "abbaiare" in caso si debbano dire dei "no" o risolvere problemi, ma anche condividere momenti insieme, stringere un legame. Con Mariana é stato naturale come lo scorrere dell'acqua, anzi, più come uno tsunami: Mariana fin da subito si è rivelata una persona positiva, energica, solare e molto propositiva. Insomma, non era da spronare, ma a volte da frenare! Nell'arco di un anno, ha intrapreso un crescendo magnifico, in famiglia e nella comunità. E tra noi due ha iniziato a crearsi un bellissimo rapporto di amicizia che è sfociato nella mia visita a Lisbona questo febbraio. È stato un po' strano all'inizio, da un lato, ormai rivestivo solo i panni di amica, dall'altro la situazione si era capovolta: ora lei mi parlava del popolo portoghese, dei luoghi, del cibo, e mi introduceva nella sua vita, presentandomi gli amici e la famiglia di cui mi raccontava quando era in Italia.

In conclusione, sono stata molto fortunata ad essere sua assistente, ho avuto il privilegio di conoscere una piccola grande donna. Bello l'AFS effect, no?
2/04/2017
Valeria Pareto - Intercultura - redazione@alessandrianews.it

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