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Cabella Ligure

Escursione narrata alla scoperta dell'Appennino piemontese

Una passeggiata sociale d'alta valle lungo la via Saia, il percorso che collega San Fermo al Monte Saia per arrivare a Dovanelli, con diramazioni verso Dova Superiore, Dova Inferiore e Agneto. L'appuntamento per scoprire non solo la val Borbera, ma anche le persone che hanno scelto di continuare a vivere o trasferirsi in questi luoghi caratteristici, partirà da Dova Inferiore
CABELLA LIGURE - Una passeggiata sociale d'alta valle lungo la via Saia, il percorso che collega San Fermo al Monte Saia per arrivare a Dovanelli, con diramazioni verso Dova Superiore, Dova Inferiore e Agneto.

I sentieri 257 e 258, inaugurati a maggio dello scorso anno, sono stati frutto del lavoro della pro loco di Cabella Ligure e della commissione sentieri del Cai di Novi Ligure, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali di Cabella, Carrega e del Consorzio di Dova Inferiore. Nel 2016 erano stati organizzati anche pranzi di raccolta fondi per la stampa della segnaletica Cai e dei pannelli didattici da installare sul percorso e il contributo dei privati non era certo mancato.

L'appuntamento per scoprire non solo la val Borbera, ma anche le persone che hanno scelto di continuare a vivere o trasferirsi in questi luoghi caratteristici, è per domenica 8 aprile, con ritrovo alle ore 9.00 a Dova Inferiore. La durata della passeggiata sarà di 3 ore e mezza all'incirca e il percorso di tipo escursionistico (si consigliano scarpe da trekking e indumenti comodi da montagna). L'iniziativa si concluderà con una “bicchierata” offerta dal circolo Cattiva Strada - organizzatore della camminata insieme all'associazione ForestIeri - e dal pranzo all'agriturismo Maggiociondolo di Dova Superiore. Menu pranzo 15 euro; prenotazione obbligatoria: cell. 333 3512974.

"La passeggiata si configurerà come un'escursione narrata alla scoperta di una delle zone più incontaminate dell'Appennino piemontese: l'alta Val Borbera. Accompagnati da Gianni Chiesa, esperto di architettura locale, Irene Zembo, geologa neoresidente, e dalle letture in musica de “I Carrettieri”, scopriremo insieme angoli suggestivi delle Terre del Giarolo e le persone che ancora abitano questi territori montani".
5/04/2018
Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info

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