Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Lettera al direttore

Usb: "Atm... quante menzogne!"

E' l'Usb a rispondere a quanto uscito in questi giorni sulla ex Atm, oggi Amag Mobilità e su tutto il percorso portato avanti per arrivare fino ad oggi da Comune e sindacati
 LETTERE AL DIRETTORE - Dai giornali apprendiamo che il salvataggio, ovvero il fallimento della locale azienda di trasporto pubblico locale, non fu una scelta politica d'accordo con i sindacati concertativi ma, ahinoi , una dolorosa necessità imposta dalla Amag per " salvare" ATM.
Quante balle dicono lor signori!
Il Comune, Amag decide di abbassare il costo del lavoro in Atm e per questo, in armonia con i sindacati di cui esso stesso è espressione fissa i paletti, si rifanno i conti mille volte ed infine, dicono, arriva l'amara verità…il fallimento diventa realtà.... oplà il gioco è fatto....si vende ed il personale si trova privatizzato e con trecento euro in meno in saccoccia.

Come USB, ieri come oggi, abbiamo da sempre sostenuto la necessità che una giunta che firma accordi con i sindacati amici per far perdere vertenze ai lavoratori poco prima della sentenza,..prima andava a casa, meglio era...ora che finalmente non possono più fare danni, ci risparmino  almeno inutili ( e false ) dietrologie.
Il problema ha radici antiche e rappresenta uno specchio della realtà italiana, come sindacato USB ,quando il livello dei debiti del comune verso la controllata ATM aveva raggiunto il livello di venti milioni di Euro abbiamo organizzato molti scioperi ed elezioni RSU, tutti avversati dalla compagine confederale intenta unicamente a concordare compiacente con la controparte per mantenere un ruolo egemone, ma perdente per i lavoratori.
Arrivando il cambio di giunta, il dissesto, strumentale , ha garantito il presunto risanamento con cinque anni di tasse al massimo e servizi al minimo, pagato, si badi bene , dai cittadini, i quali non si sono fatti ingannare dalla propaganda martellante dei soliti pifferai per i quali vale il detto che una balla ripetuta ab infinitum diventa una sublime verità, ed hanno detto basta.

Ora si continua con la solita manfrina dei posti salvati. I problemi ci sono, ci sono sempre stati ma la cura rimane inadeguata. Il fatto che circa duecento persone firmino le dimissioni in bianco, soprattutto garantendo di non fare causa per eventuali irregolarità giuridiche la dice lunga sul tipo di interazione tra sindacati e azienda. Per cui i dipendenti stanno sperimentando sulla propria pelle quanto sono stati bravi i confederali a difenderli, questo è il problema, finche' non si decideranno a recidere il cordone ombelicale da cotali “salvatori”, cambiando sindacato, i problemi rimarranno tali, sarà sempre possibile difendere i lavoratori alla Don Abbondio...
27/07/2017
Giovanni Maccarino - Usb Alessandria - redazione@alessandrianews.it

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


Centauri 2018: primo gruppo
Centauri 2018: primo gruppo
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Mense: presidio sotto palazzo Rosso di lavoratori e sindacati
Mense: presidio sotto palazzo Rosso di lavoratori e sindacati
Inaugurato il progetto Lara: gli amici a 4 zampe entrano in Ospedale
Inaugurato il progetto Lara: gli amici a 4 zampe entrano in Ospedale
Uno sguardo al futuro: undici artisti indagano sul nostro domani
Uno sguardo al futuro: undici artisti indagano sul nostro domani
Inaugurato il nuovo Centro Giovani ai Giardini Pittaluga
Inaugurato il nuovo Centro Giovani ai Giardini Pittaluga
Operazione Black and White dei Carabinieri contro il capolarato
Operazione Black and White dei Carabinieri contro il capolarato
Festival prevenzione e innovazione in oncologia ad Alessandria
Festival prevenzione e innovazione in oncologia ad Alessandria
La visita di Brumotti all'ospedale infantile Cesare Arrigo
La visita di Brumotti all'ospedale infantile Cesare Arrigo
Lo spettacolo in carcere, ispirato a 900 di Baricco
Lo spettacolo in carcere, ispirato a 900 di Baricco