È stata chiamata la Rosarno della provincia di Alessandria; 40 immigrati tra donne e uomini, ridotti a fare i braccianti in agricoltura in condizioni non accettabili in un paese civile e non certo accettabili in una Italia Repubblica fondata sul lavoro, con buona pace del ministro Fornero.
Il sindacato Cgil è intervenuto per rappresentare questi lavoratori ed ha costruito attorno al caso un’ampia solidarietà. Le forze di sinistra hanno sostenuto e continueranno a farlo, la lotta di questi braccianti. Ora le istituzioni hanno preso atto della gravità della situazione e si aprono le strade ad una soluzione del caso che ci auguriamo sia la più rapida possibile.
Ma è la presa di coscienza di tutte le forze politiche e delle forze sane del mondo dell’agricoltura che deve portare al totale rifiuto di queste moderne forme di brutale sfruttamento che però tanto ricordano ciò che succedeva nelle nostre campagne fino a mezzo secolo fa.
Non deve cadere, quindi, l’ oblio su questa vicenda anche se essa avrà uno sbocco positivo, ma si deve aprire un dibattito forte perché certi fenomeni non possano più avverarsi in un paese che si vuole civile e moderno.
Civiltà e modernità per noi della Casa della Sinistra fa rima con i diritti del lavoro e dei lavoratori.