“Si può conciliare una nuova partecipata con la spending review e lo sconto del patto di stabilità?”: a porre questa domanda è anche Mario Bocchio, Dirigente Provinciale del PdL, in appoggio alla recente interpellanza presentata dal Capogruppo del PdL in Consiglio Comunale, Piercarlo Fabbio.
“E’ doveroso caratterizzare il dibattito, domani in Consiglio Comunale - precisa Bocchio - perché gli interrogativi sono veramente tanti davanti ad un provvedimento, su un problema scottante come quello degli educatori delle scuole comunali per l'infanzia, che non convince per niente. Da troppo tempo, la Sinistra equivoca e, di fatto, illude i precari e i dipendenti a tempo indeterminato. Vogliamo ascoltare le giustificazioni e le argomentazioni del Sindaco, ma le questioni che come PdL poniamo non sono certamente retoriche. E le carte vanno scoperte una volta per tutte, con assoluta chiarezza e senza giochi giochetti di prestigio”.
“I dubbi diventano forti e fondati proprio davanti alla volontà di questa Amministrazione di creare una nuova partecipata (sì, avete capito bene, una nuova partecipata con gli incarichi dirigenziali già assegnati ‘a tavolino’, come quello di direttore) controllata interamente dal Comune, che assuma i lavoratori a tempo determinato e che, nell'occuparsi interamente della materia, assorba anche i tempi indeterminati già regolarmente in forza al Comune, che si vedrebbero costretti, pur in presenza di clausola di rientro, a mutare il loro status contrattuale in peggio - fa notare Bocchio, riprendendo anche le osservazioni di Fabbio - Ma una nuova partecipata non va a violare quanto previsto dalle vigenti norme di legge in materia di sanzioni per il non rispetto del patto di stabilità per l'anno 2010? Inoltre il Governo ha emanato precise disposizioni che sopprimono tutte le partecipate che abbiano un fatturato superiore al 90% con l'ente locale che le controlla, quindi è più che concreta la possibilità che ci si possa trovare davanti al paradosso di un’azienda costituita e poi immediatamente sciolta. Ecco, pertanto, il perfido ‘giochino’ di illudere i lavoratori con situazioni impraticabili”.
“Mi ha poi tremendamente colpito la denominazione prescelta, ‘Costruire Insieme’, in sintonia con i più bei, cari e roboanti slogan della Sinistra, alla perenne ricerca di condivisione delle scelte con il popolino, ma solo sulla carta, però - conclude Bocchio - Tanto per cominciare, e ha fatto bene l’amico Emanuele Locci ad averlo denunciato, il metodo usato dalla Rossa per affrontare la vicenda è stato quello di negare la più assoluta trasparenza in Consiglio, penalizzando pertanto il ruolo della Minoranza. E poi, guarda caso, la stessa denominazione è anche in sintonia con il più bel culto della personalità: stiamo per vedere nascere una partecipata che si identifica nettamente con lo slogan elettorale dell’allora candidato Sindaco poi eletto. I lavoratori sono però una cosa tremendamente più seria!”.