Sei in: AlessandriaNews / Interviste / Locci: “vogliamo un nuovo centro destra: no al ritorno di Berlusconi” - 5/12/2012
Interviste

Locci: “vogliamo un nuovo centro destra: no al ritorno di Berlusconi”

Sostenitore delle primarie del Pdl, e della candidatura di Giorgia Meloni, il consigliere comunale alessandrino chiede un cambiamento radicale di classe dirigente, a livello nazionale e locale. E analizza in maniera critica la situazione di Palazzo Rosso e delle partecipate
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INTERVISTE - Non perde il suo aplomb e il suo stile compassato e riflessivo, Emanuele Locci. Ma il consigliere comunale alessandrino del Pdl, di ritorno dal summit romano con Giorgia Meloni, non ha esitazioni: non solo le primarie del Partito delle Libertà si devono tenere, ma “noi non potremo in alcun modo far parte di una coalizione che riproponga Silvio Berlusconi come candidato premier”. Insomma, Locci chiede un centro destra unito, ma completamente nuovo, e non un tuffo nel passato che pure, a fronte della candidatura di Bersani come leader del centro sinistra, potrebbe essere una tentazione. Ma con lui, naturalmente, parliamo anche del nostro territorio, tra emergenze e necessità di progettazione.


Consigliere Locci, il Pdl continua ad essere “tra color che son sospesi”. Le primarie si faranno o no?
Io credo che le primarie si devono fare, se non altro perchè questo è stato deciso dal partito ormai nel mese di giugno e dopo averle annunciate sarebbe una presa in giro verso i cittadini e verso chi si è mobilitato fino adesso nell'illusione di poter partecipare ad una scelta. In questo momento di incapacità della politica di rappresentare le persone e di scollegamento dai territori la celebrazione di elezioni primarie nel Pdl servirebbe prima di tutto a ricostruire un legame tra partito e comunità, dando al popolo di centrodestra la possibilità di scegliere chi è in grado di meglio rappresentare le proprie idee.

Però l’incertezza continua…
Questo tira e molla è sicuramente una (ennesima) brutta figura della classe dirigente Pdl, che dimostra di essere spaventata dal confronto. Resto convinto che anche i parlamentari e non solo il premier andrebbero scelti con le preferenze ai cittadini o, quanto meno, attraverso elezioni primarie nei singoli collegi. Se non si celebreranno queste primarie il 16 dicembre noi che abbiamo costituito i comitati per Giorgia Meloni organizzeremo una grande manifestazione a Roma per esplicitare il nostro disgusto a questa classe dirigente. E in ogni caso chiediamo che si tengano comunque, in un momento successivo. Nell'ipotesi invece di una ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi ed un conseguente "spacchettamento" del partito credo che non potremo in alcun modo far parte di una coalizione che riproponga Berlusconi stesso come candidato premier, né far parte di alcun partito che nasconda la propria incapacità di affrontare il futuro trincerandosi dietro scelte nostalgiche o di testimonianza identitaria, come eventuali rifondazioni di Forza Italia o di Alleanza Nazionale.

Quindi volete un partito unico, e tutto nuovo?
Crediamo nel partito unico del centrodestra, purché ripulito dai farabutti che lo infestano e rinnovato attraverso una selezione della classe dirigente fondata su merito e consenso. Se questa prospettiva del Pdl dovesse tramontare in seguito ad una divisione forzata credo che la scelta migliore sarebbe un coraggioso tentativo di costruire una nuova casa che parli a tutto il popolo italiano e non la ricerca di ospitalità in un qualsiasi partito-fazione gestito da chi ha già dato tanto (troppo?), nel bene e nel male, nel corso degli ultimi 18 anni.

E a Palazzo Rosso che succede Locci? In questi mesi lei ha fatto opposizione dura, qualcuno dice anche troppo pignola…
Credo di avere fatto solo con serietà il mio dovere di consigliere di opposizione, chiedendo chiarezza e trasparenza, come nel caso di Costruire Insieme, ma non solo. Vede, il fatto è che accedere alle informazioni, anche per un consigliere, sta diventando sempre più complicato, e questo mi preoccupa. Prendiamo il bilancio, ad esempio: quando ce lo consegneranno? Il giorno prima di votarlo? E’ evidente che questo significa non poterlo esaminare attentamente, e votare a favore o contro solo per appartenenza di schieramento. Il contrario della trasparenza, e dell’approfondimento.

Però in questi mesi il sindaco Rossa ha dovuto gestire una situazione di forte emergenza. Che poteva fare di diverso?
Intanto talvolta si è avuta la netta sensazione che l’emergenza sia stata, se non creata ad arte, quanto meno esagerata e amplificata, per poi mostrare che all’ultimo momento la maggioranza e il sindaco sanno trovare sempre la soluzione. Un giochino che può funzionare una volta, magari due, poi però la città capisce, e i dipendenti dell’ente anche. Mi sembra che sul fronte del contenimento delle spese, in realtà, ad oggi si sia fatto ben poco. Spostare i costi verso un’azienda speciale come Costruire Insieme, ad esempio, non significa eliminarli. Senza contare che io continuo a pensare che la nuova azienda sia illegale, e credo che lo sappia bene anche l’amministrazione. Ma appunto ci vuole trasparenza, non si possono illudere le persone, prima promettendo loro posti di lavoro in campagna elettorale in cambio del voto, e poi, nella fase successiva, far fare ai dipendenti del Comune un salto nel buio verso una realtà la cui legittimità è tutta da verificare. Ma sa quanti sms ho ricevuto da maestre che mi dicevano “grazie”, ci stai tutelando”?

Ma lei cosa avrebbe fatto Locci? Il rischio non era eliminare i servizi educativi?
Assolutamente no: intanto una parte dei lavoratori del settore sono dipendenti diretti del Comune. A queste professionalità, validissime, avrei affiancato la gestione del servizio affidata a cooperative qualificate e specializzate, come fanno a Torino, o in Emilia. E guardi che comunque io mi sarei anche seduto ad un tavolo per discutere di tutto, con il sindaco, l’assessore Puleio e quant’altri. Ma la disponibilità al confronto è pari a zero: non ci sentono.

I dipendenti di Palazzo Rosso sono troppi, o no?
Credo siano soprattutto male utilizzati, ed è un peccato perché esistono professionalità di qualità. Ma scusi: come si fa, di questi tempi e con i conti dell’ente in queste condizioni, a pensare di affidare il servizio dell’avvocatura all’esterno, quando hai in organico chi potrebbe occuparsene? Vedremo oltretutto a chi sarà affidata la consulenza, ma è il principio che è sbagliato. Lo stesso vale per i servizi informatici: chi se ne occuperà? E’ vero che anche qui si ricorrerà a fornitori esterni, anziché utilizzare il personale Aspal? Attendo risposte, ma trovo muri di silenzio! Lo stesso sul fronte dei servizi culturali: mi pare che l’assessore Barberis sia favorevole a mantenerli all’interno dell’ente, e io concordo, ma che all’interno della maggioranza ci siano forti spinte di altro tipo.

Intanto giovedì il consiglio discuterà del piano di vendita di quote azionarie nelle diverse partecipate, presentato in commissione Bilancio dall’assessore Bianchi. Che ne pensa?
Sono molto perplesso, specialmente per quanto riguarda quelle aziende che generano utili (Amag in primis, ma anche Aral e Farmal). Inoltre credo che prima serva una strategia complessiva dell'ente, poi un piano industriale per le aziende e poi, solo in seguito, si può valutare eventuali alienazioni. Mi chiedo io, dopo il sacrificio fatto da Amag per riacquisire la quota del 20% di Alegas follemente ceduta (regalata) in passato ora si pensa di alienare la gestione gas e mantenere la gestione acqua (che se nel Comune di Alessandria è in pari, per i comuni soci è puro servizio di beneficenza a spese della comunità alessandrina). La riflessione in Amag dovrebbe essere legata semmai ad una maggiore responsabilizzazione dei soci anche sotto il profilo economico, affinché ognuno riceva i servizi che può pagare, perchè oggi bisogna capire che il comune capoluogo non può più pagare per tutti.

E la vicenda Amiu come finirà?
Sul fronte Amiu, mi chiedo che senso abbia avuto annullare un anno fa la gara che affidava il servizio ad una nuova partnership con Iren, garantendo sia un introito sicuro al Comune che lo stipendio ai lavoratori. Oggi ci troviamo con un enorme punto interrogativo, e certamente, se anche tornassimo a parlarne con Iren (come magari accadrà), dubito che potremo trovare un accordo alle stesse condizioni di fine 2011. Gli alessandrini, e i dipendenti Amiu, che ne pensano di tutto questo?

Consigliere Locci, lei si è battuto a lungo per far prevalere una logica di maggior partecipazione della cittadinanza, in termini di proposte, confronto, decisioni. Con l’emergenza, è una battaglia che va in soffitta, o in naftalina?
Assolutamente no, è un percorso su sui non mollo, e rispetto al quale dialogo con tutti, senza steccati. Io sono per una democrazia di tipo deliberativo, ho un’idea della partecipazione dal basso che è assolutamente radicale, e già in passato ho trovato diversi punti di convergenza con l’attuale assessore Barberis, che al di là degli schieramenti diversi spero possa continuare, e dare frutti. Così come sono spesso d’accordo con i consiglieri del movimento 5 Stelle, e non ho nessuna difficoltà a confrontarmi con loro, e a cercare di fare fronte comune su certi temi, come la commissione d’indagine sulle partecipate. Che deve andare a fondo, e fare chiarezza su tutti i fronti: solo se ripartiamo da onestà e trasparenza possiamo dare ad Alessandria una nuova prospettiva, di cui la città ha davvero bisogno.


 
5/12/2012


 
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