
In una notte serena è bellissimo poterci allontanare dalle luci abbaglianti della città e osservare il cielo nella sua maestosa serenità. Osservando con regolarità, ci accorgeremo che le stelle, raggruppate in fantastiche figure di uomini e animali, i pianeti e la Luna delineano cicli cosmici che fin dall’antichità hanno permesso di dare una scansione esatta alle varie attività umane. L’apparente calma celeste è talvolta interrotta da
improvvisi scie luminose le quali, per analogia visiva, vengono chiamate “stelle cadenti” la cui durata varia da una frazione di secondo fino a parecchi secondi. Non è questa ovviamente la reale terminologia astronomica e soprattutto la loro natura non è stellare, bensì è da ricercare nella famiglia di
corpi celesti che orbitano intorno al Sole. Con un po’ di fortuna, in una notte possiamo osservare più
meteore, questo è il vero nome dato alle scie luminose, ma è curioso che anche un fenomeno che sembra avere un carattere assolutamente casuale e sporadico possieda una sorta di regolarità. Accade infatti che in certi periodi dell’anno il numero di meteore aumenti e, ancora più sorprendente, che diano l’impressione di provenire dalla stessa zona di cielo. In questo caso si parla di
sciame meteorico o addirittura di
pioggia meteorica. Appartengono a questa categoria di fenomeni celesti le “
lacrime di San Lorenzo”, note anche a chi non si interessa di astronomia, citate nel famoso
10 Agosto di Giovanni Pascoli. Lasciando da parte riferimenti storici e letterari, qual è l’origine di questo evento noto con il termine di
Perseidi, e perché avviene sempre nella prima metà di agosto?

Lo spazio interplanetario non è vuoto, bensì costituito da una enorme quantità di materia con dimensioni variabili da granelli microscopici di polvere fino a blocchi rocciosi grandi alcuni metri. Tale materiale, a cui si dà il nome generico di
meteoroidi, orbita anch’esso intorno al Sole in quanto soggetto alla sua forza attrattiva. Quando un meteoroide incontra l’atmosfera terrestre, mediamente alla velocità di parecchie decine di chilometri al secondo, il riscaldamento causato dall’attrito con le molecole lo vaporizza e scalda l’aria circostante, generando la
scia luminosa che osserviamo. Se il meteoroide ha dimensioni sufficienti per sopravvivere a questa fase, allora il residuo colpisce la superficie terrestre e si classifica come
meteorite. Quasi tutti gli
sciami meteorici sono invece associati all’orbita di
comete attive e questo spiega la loro ciclicità. Nel passaggio attraverso il sistema solare interno, dove il vento solare è più intenso, il nucleo cometario rilascia nello spazio grandi quantità di polveri le quali vanno a formare una specie di nuvola che si distribuisce lungo l’orbita della cometa. Si produce quindi un aumento del numero di meteore quando la Terra attraversa uno di questi ammassi di detriti. Inoltre, si ha l’impressione che provengano dalla stessa area celeste per effetto della direzione del moto terrestre, la stessa impressione che abbiamo quando guidiamo l’automobile durante una nevicata. Il nome dello sciame deriva dalla costellazione nella quale si trova il radiante, l’area celeste dalla quale sembrano provenire. Nel caso delle lacrime di San Lorenzo è situato nella
costellazione del Perseo, che in estate sorge all'orizzonte nord-est dopo la mezzanotte, ed è quindi la seconda parte della notte il periodo migliore per osservarle. Fu un astronomo italiano,
Giovanni Virginio Schiaparelli, che scoprì nel 1866 il legame tra sciami meteorici e comete e, in particolare, tra le Perseidi di agosto e la
cometa Swift-Tuttle, a seguito del passaggio al perielio della stessa cometa nel 1862. Un caso a parte è costituito dalle
Geminidi, che si osservano in dicembre e sono legate a
Fetonte, asteroide che incrocia l’orbita terrestre. Uno sciame che in passato ha offerto spettacoli notevoli, tanto da meritare l’appellativo di piogge meteoriche, è quello delle
Leonidi novembrine, come testimoniano le due immagini seguenti: una incisione relativa all’evento del 1833 e una fotografia della “tempesta” del 1966.

Come ogni anno, in occasione delle meteore di agosto e per ammirare le altre meraviglie del cielo estivo, il
Gruppo Astrofili Galileo organizza la
Serata Perseidi presso il
Parco Astronomico di Pecetto di Valenza. L’invito, rivolto a tutti gli amanti del cielo, è per domenica 12 agosto a partire dalle 22.