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Alessandria

Fraschetta: Osservatorio ambientale finanziato dalla Solvay. Possibile?

La commissione Ambiente di Palazzo Rosso torna ad occuparsi della nuova costituzione di un Osservatorio ambientale per Spinetta Marengo e per i comuni limitrofi della Fraschetta. Cammalleri (M5S) propone: "perché non chiedere a Solvay di sovvenzionare questo strumento?". Intanto si fanno ipotesi sui primi possibili "step"
 ALESSANDRIA - L'Osservatorio ambientale per affrontare le problematiche della Fraschetta “s'ha da fare”? Come sempre passare dalla parole ai fatti non è così immediato. E così la commissione Ambiente di Palazzo Rosso è tornata a riunirsi per cercare di decidere quali debbano essere i prossimi “step”, come li ha definiti l'assessore Claudio Lombardi.
Le prime difficoltà si incontrano nella definizione di Osservatorio: che cosa è? Cosa cosa vuole fare? E da chi deve essere composto? Queste sono le tante domande “retoriche” che arrivano da più parti tra i banchi della commissione. Anche perché ora a mettere “fretta” non c'è solo più la mozione che era stata presentata dal gruppo consiliare dei 5 Stelle, ma anche il documento, “atto d'indirizzo” messo ora in campo dall'amministrazione comunale e sottoscritto dalla maggioranza.
Per il consigliere Francesco Di Salvo l'Osservatorio è un'entità “istituzionale”, è un contenitore che in quanto tale ha dei costi. E porta ad esempio l'Osservatorio dell'Università. “Noi un documento di lavoro già lo abbiamo su cui lavorare”: Di Salvo propone di farlo diventare un atto in mano al Consiglio comunale. Idea condivisa anche da Ciro Fiorentino (FdS) che propone di integrare l'atto di indirizzo dell'amministrazione con alcuni passaggi proposti dal Movimento 5 Stelle, così da farlo diventare davvero un documento di tutte le forze politiche, “del Consiglio comunale”. E chiede anche che venga inserito un riferimento esplicito all'Osservatorio, mancante nel documento dell'amministrazione.

Ovviamente una delle principali problematiche è sempre quella economica: come finanziarlo? “Solo rispondendo a queste domande, potremo iniziare a partire” aggiunge Fiorentino. “Perché non proporre alla stessa Solvay di finanziare l'Osservatorio? Visto che la loro politica è quella di volersi fare accettare dalla città...” ha proposto Andrea Cammalleri dei 5 Stelle. Secondo la loro visione, infatti, l'Osservatorio dovrebbe iniziare a mettere le basi per poter lavorare: “promuovere un tavolo di concertazione con tutti i comuni dell'area, quelli limitrofi alla sola Spinetta Marengo, coinvolgendo anche Provincia, Regione, Arpa e associazioni ambientali – ha spiegato Domenico Di Filippo – Poi si dovrebbe creare una assemblea costituente dell'Osservatorio e infine uno Statuto”. Una volta stabilite queste priorità, “si può iniziare ad attivare la parte operativa”. E al centro di tutto c'è ovviamente la “partecipazione” con la popolazione di Spinetta e non solo. “I piani di emergenza devono iniziare ad essere presentati, spiegati, fatti conoscere alla popolazione e nelle scuole” ha incalzato Cammalleri. Queste sono le cose che più preoccupano, come cittadino: “cosa fare se domani cade un area su quella fabbrica chimica?”.

Un piano di emergenza a dire il vero c'è. Ma è anche datato. “E' di una decina di anni fa ed è gestito dalla Prefettura” ha spiegato l'assessore Lombardi. “Ma stiamo lavorando per aggiornarlo”. Così come sul fronte “informazione”: l'ultima campagna informativa preventiva è del 2005. “Ci stiamo organizzando per fare entro il prossimo ottobre una campagna informativa aggiornata e dettagliata”ha assicurato l'assessore. Che tra i primi passi da mettere in campo propone “una centralina dell'acqua fuori dallo stabilimento, gestita da un controllore (e non come oggi che la centralina è gestita da un controllore, la Solvay, che è anche il controllato) come l'Arpa”. La commissione è così arrivata alla decisione di una seconda convocazione, dove saranno invitati quelli che potrebbero diventare i “protagonisti” di questo Osservatorio ambientale, alla maniera “grillina”. Ovvero senza costi di retribuzione per i soggetti operanti, che dovrebbero essere tecnici dell'Asl, dell'Arpa che mettono a disposizione le loro analisi, le loro ricerche oltre a tutto il lavoro e il materiale raccolto nel tempo dalle associazione ambientaliste e dalla popolazione della zona. Un osservatorio “che decida le attività e le azioni da intraprendere, per poi dare ad altri, all'Università ad esempio il compito di analisi tecnica e statistica” ha precisato Lombardi. Cioè l'osservatorio proposto dai 5 Stelle non ha “la ricerca” già al suo interno. E questo la porta ad essere a costo zero.

Trasparenza e partecipazione sono i due ingredienti indispensabili: e su questo sembrano sempre essere tutti d'accordo. Così se da un lato Lombardi conferma la disponibilità e la maggiore attenzione dell'azienda Solvay, dopo il caso dell'incidente di qualche giorno fa, anche l'azienda stessa legge positivamente questa “corretta comunicazione fra le Istituzioni locali e l’Azienda a tutela di tutta la comunità e a garanzia di quel patrimonio umano e tecnico rappresentato dai lavoratori del polo chimico, la cui professionalità, come collaboratori di una realtà economica del territorio, deve essere sempre tutelata perché investe la persona anche nella sua dimensione sociale”. E nella nota stampa si legge anche l'impegno dell'azienda “a ribadire inoltre che l’attività dello stabilimento è gestita con priorità assoluta alla sicurezza, per garantire la salute delle persone, della collettività e l’ambiente circostante. Sugli impianti sono predisposte moderne tecnologie che segnalano ogni tipo di eventuale anomalia di funzionamento e allertano gli operatori per intervenire ed evitare rischi sia all'interno che all’esterno del polo chimico”. E nonostante il maggiore rigore e la maggiore trasparenza, “resta massima la nostra allerta” ha concluso l'assessore Lombardi, consapevole di dover già fare i conti con la “trascuratezza” del passato su questa area, di tutte le amministrazioni che negli anni si sono susseguite. Si riuscirà ad agire, davvero?
29/04/2014

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