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Editoriale

L’uguaglianza è motore di sviluppo

Siamo tutti stati esclusi ed emarginati nella vita. Serve un contesto che traspiri la voglia di valorizzare le diversità. Un disabile, una donna, un transgender ma anche un timido, un giovane o un anziano, sono troppo spesso esposti ad episodi discriminatori…
EDITORIALE - Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la salute di una comunità si misura attraverso la sua capacità di prendersi cura degli ultimi e dei “diversi”. La ragione è sempre questa: siamo tutti stati esclusi ed emarginati nella vita. Tutti conosciamo la sensazione di sentirci sbagliati rispetto ad un contesto. Tutti sappiamo che non è bello e che non aiuta a vivere sereni nessun ambito della vita. Anche i “fenomeni”, quelli che si sentono invulnerabili, hanno provato quella sensazione di inadeguatezza e di quanto ci si impegni per non farla accadere di nuovo. Ora, si immagini cosa può significare non avere la possibilità (e nemmeno volerla) di cambiare per evitare quelle situazioni. Quando la diversità è parte della nostra natura e non un semplice comportamento estemporaneo, c’è bisogno, per vivere bene e contribuire pienamente alla vita della nostra comunità, di un contesto accogliente e maturo. Un contesto non solo tollerante ma che traspiri la voglia di valorizzarle quelle diversità. Un disabile, una donna, un transgender ma anche un timido, un giovane o un anziano, sono troppo spesso esposti ad episodi discriminatori, pur di gravità diversa. Abbattere le barriere di genere, di sesso, religione, nazionalità, emotività dovrebbe essere politica prioritaria in mano alle amministrazioni locali. Sviluppo economico, cultura, azioni nel sociale, interventi urbanistici, servizi al cittadino, recupero di spazi, devono essere funzionali alla riduzione di disuguaglianze e discriminazioni. Perché, per costruire comunità floride, è indispensabile che i cittadini siano in pace con le loro condizioni.

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10/04/2017
Alessio Del Sarto - direttore@alessandrianews.it

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