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Lavoro

Verso lo sciopero nei cantieri del Terzo Valico

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori nei cantieri del Terzo Valico dei Giovi. Si va verso lo sciopero. Tra le motivazioni: le condizioni di sicurezza e l'ambiente di lavoro. I segretari: "Abbiamo chiesto un incontro con il commissario, che ha incontrato tutti, tranne chi rappresenta i lavoratori"
LAVORO - Sono in stato di agitazione i lavoratori nei cantieri del Terzo Valico della provincia, proclamato dai segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Tiziana Del Bello, Pier Luigi Lupo e Massimo Cogliandro.
Lunedì le maestranze si riuniranno in assemblea per "decidere le azioni di lotta" e non è escluso uno sciopero. 

Le ragioni di questa nuova iniziativa, "sono tante e sono gravi", sottolineano i tre sindacalisti.  

La sicurezza e una delle principali note dolenti, ed è il tema su cui maggiormente puntano il dito i sindacalisti.
"Spesso orari di lavoro sono disumani, approfittando che in tanti hanno ancora il contratto a termine. 
Ed in galleria troppe volte vengono fatte lavorazioni non nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti sulla sicurezza – infatti, continuano Del Bello, Lupo e Cogliandro – sono già state fatte le segnalazioni del caso allo Spresal".

Grosse preoccupazioni anche rispetto all’ambiente di lavoro: ancora oggi il cantiere di Arquata Scrivia, per esempio, "è sprovvisto di acqua potabile e spogliatoi per i lavoratori, invece, nel campo base di Pian dei Grilli, quando piove, viene giù dai rubinetti acqua di colore nero".

Per quanto riguarda il salario, "la contrattazione di cantiere va avanti in modo estenuante da oltre 6 mesi senza nessun significativo risultato a vantaggio dei lavoratori".

I segretari aggiungono: “ Siamo profondamente dispiaciuti, le nostre Federazioni sin da subito si son schierate a favore dell’Opera, ci saremmo aspettati  ricadute positive per il territorio e la creazione di posti di lavoro ( Così come era stato promesso). Proprio per questo fa male constatare, non solo che non c’è nulla di tutto questo, ma addirittura i lavori vengono anche fatti male, e tutto questo è veramente intollerabile".

Si lamenta l'assenza della Regione e la mancanza di un punto di riferimento. 
Per quanto riguarda il nuovo commissario Straordinario, "già noi in passato avevamo espresso perplessità di fronte ad una scelta non espressione dei Territori interessati dal passaggio dell’Opera.
Speravamo di essere smentiti dai fatti, invece anche su questo, è triste constatare che purtroppo avevamo ragione. Infatti, la dottoressa Iolanda Romano, a tutt’oggi nonostante le richieste di incontro fatte già da diversi mesi, non si è ancora resa disponibile al confronto con le Parti Sociali. Ad oggi la dottoressa Romano ha parlato con tutti tranne con chi rappresenta i lavoratori, evidentemente non va di più di moda".
30/04/2016

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