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Alessandria

Più differenziata e meno rifiuti in discarica nel nuovo contratto di servizio

Il Consorzio di Bacino ha affidato la gestione del servizio di raccolta rifiuti ad Amag Ambiente per una durata di 7 anni. "Svolta e innovazione" secondo l'assessore Lombardi nella strada da percorrere per due obiettivi chiari: minor conferimento in discarica e maggiore riciclo e differenziata al 70% nel 2020 grazie al ritorno al porta a porta. "Un contratto di servizio come gli altri. Manca una visione d'insieme" per la minoranza
 ALESSANDRIA - La gestione del servizio di raccolta rifiuti urbani e assimilati agli urbani e dei servizi relativi alla tutela dell’igiene pubblica nel comune di Alessandria (e anche in altri comuni quali , Altavilla, Bergamasco, Casal Cermelli, Castelnuovo B.da, Cuccaro, Frugarolo, Gamalero, Lu M.to, Oviglio, Pietra Marazzi, Quargnento, Quattordio, Solero, Sezzadio, Castelspina, Bosco Marengo, Montecastello, Borgoratto, Conzano, Felizzano, Frascaro, Carentino, Fubine e Masio) è stata affidata dal Consorzio di Bacino “in house providing” direttamente ad Amag Ambiente: un nuovo contratto di servizio di 7 anni che va dal dicembre 2014 al dicembre 2021. Un contratto di servizio dove il Consorzio di Bacino (visto che non sono ancora operativi gli Ato, gli ambiti territoriali allargati) mantiene le funzioni di governo, ma che come è stato definito è rappresentato da un organismo “tricefalo”: il Consorzio appunto, il Comune di Alessandria (che è il maggiore rappresentante nel Consorzio di Bacino) e Amag Ambiente che prende in carico il servizio di raccolta rifiuti.

“Un contratto di servizio che apre una nuova fase, che permette ad Amag Ambiente e all’amministrazione comunale alessandrina di riprendere un cammino virtuoso nella raccolta, che punti alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento e alla crescita della differenziata”. Insomma un contratto di servizio di “svolta” come l’ha definito l’assessore all’Ambiente Claudio Lombardi in commissione consiliare (prima dell’approdo in Consiglio comunale della delibera di giunta). Tanti gli aspetti innovativi sottolineati anche dal dirigente tecnico del provvedimento, l’ingegner Giampiero Cerruti che ha descritto un contratto di servizio “pronto”, ma non “blindato” e oggetto di eventuali e possibili modifiche.

Un contratto di servizio che percorre una strada ben precisa per il raggiungimento di due obiettivi: la riduzione del conferimento dei rifiuti in discarica e la lettura quindi del rifiuto come “risorsa” che in quanto tale va valorizzata in un processo di riciclo e l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata nel 2020 (oggi la percentuale è del 45%, ma di pessima qualità che non trova corrispondenza tra la percentuale di raccolta e quella di riciclo). La prima azione che si mette in campo è quella del ritorno al porta a porta, alla raccolta domiciliare di organico e indifferenziato anche nei sobborghi e nelle zone industriali, fino ad arrivare alla determinazione dei metodi di raccolta che portino alla cosiddetta “tariffa puntuale” (ad esempio con i sacchetti con microchip). Una differenziazione di qualità che permetterebbe di portare meno materiale in discarica e vendere i materiali (come plastica, carta…) ottenendo dei ricavi: questi sarebbero i proventi di Amag Ambiente previsti al 10% in questo anno e via via a crescere al 15% e poi al 25% negli ultimi anni. Nel nuovo contratto si perdono alcuni servizi: derattizzazione, pulizia caditoie, verde pubblico, servizio ghiaccio. “Alcuni erano già stati internalizzati e per altri si sta valutando un'altra forma contrattuale di affidamento del servizio, che non rientra in questo”.

“Un contratto di servizio che non cambia molto rispetto a prima. Un contratto come gli altri” è il commento che arriva da più fronti della minoranza, tanto dal Movimento 5 Stelle quanto dal Pdl con i consiglieri Emanuele Locci e Maurizio Sciaudone. “La speranza era che si potesse con l’affidamento del servizio ad Amag Ambiente andare ad incidere sulla gestione di tutta la filiera dei rifiuti – è intervenuto il consigliere Domenico Di Filippo – Così sembra un’operazione inutile, con solo spreco di risorse”. Risorse che nel complessivo di tutta la filiera ammontano a 19 milioni, 12 dei quali per la raccolta (e oggi in capo ad Amag Ambiente) e 4-5 milioni per lo smaltimento. “Dietro ai numeri, agli obiettivi ci sono anche azioni concrete. La commissione d’indagine qualche proposta l’aveva fatta…”. Se quindi per i 5 stelle “non c’è nulla di innovativo”, la proposta controcorrente è arrivata dal consigliere Sciaudone: “la scelta di rimettere l’organico in casa, con la raccolta domiciliare non renderà felici gli alessandrini. Perché non si è messa la plastica porta a porta e l’organico fuori, su strada? Così si ricomincerà con gli stessi problemi: topi e sporcizia”. Ma la risposta arriva dal presidente Renzo Penna: “noi non scopriamo nulla di nuovo. Anzi semmai siamo in ritardo. In tutta Italia il porta a porta si fa su indifferenziato e organico. E non il contrario”.

Dubbi sulla scelta dell’affidamento in “house providing” arrivano dal presidente Raica del Gruppo Misto. Ma questa forma di affidamento trova tutti i presupposti legislativi a favore ed era “la migliore soluzione possibile” conferma Lombardi. Che non ci sta a sentirsi dire che non è un contratto di svolta. “Tutte le azioni sono studiate e pensate per arrivare ad una tariffa e una raccolta puntuale”. Una visione nitida sembra essere quella dell’assessore, mentre “non c’è visione organica” per il consigliere Emanuele Locci. Quale è il vero obiettivo? Si chiede. “Non c’è traccia di diminuzione di conferimento in discarica nel piano industriale di Aral…che resta ancora nel limbo della multiutility” ovvero se finirà per entrare nella grande casa Amag e quando. Sotto un aspetto meno politico e più tecnico, Locci sottolinea come “se si fosse voluto agire davvero in discontinuità con il passato si sarebbe dovuto dare più spazio ai cittadini, con un confronto su questo progetto. Magari qualche buona proposta arrivava”. Per non parlare poi della discrezionalità lasciata ad Amag Ambiente di poter appaltare all’esterno il servizio: “il nuovo contratto di servizio andava maggiormente vincolato”.

Il nuovo contratto non convince e il risultato è che il parere della commissione “salta”, proprio come il numero legale. Infatti Locci, Buzzi Langhi e Di Filippo decidono di non partecipare al voto: restano i voti a favore dei membri di maggioranza e quello contrario del presidente della Bilancio, Giovanni Barosini. Ma il numero della commissione congiunta non viene raggiunto per uno. Tra gli assenti più vistosi c’è il gruppo dei Moderati. Si tornerà quindi in commissione giovedì 31 marzo, il giorno prima del Consiglio comunale.
30/03/2016

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