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Provincia

“I precari sono spacciati, me è solo solo la punta dell'iceberg”

Incontro ieri mattina tra i parlamentari del territorio e i precari della Provincia. “Quel che abbiamo capito è che ormai siamo spacciati ma questa è solo la punta dell'iceberg”, dicono al termine dell'incontro
PROVINCIA - Scetticismo e tanta delusione da parte dei lavoratori precari della Provincia alcuni dei quali sono già senza incarico (e senza stipendio) e i restanti lo saranno entro la fine dell'anno. Ieri in provincia una delegazione di parlamentari ha incontrato i delegati sindacali e il presidente Paolo Filippi.
Secondo i partecipati, al di là dell'invito formale, i parlamentari Mario Lovelli (Pd), Franco Stradella (ex Pdl), Rosanna Boldi (Lega) e Tino Rossi (Lega) hanno dimostrato un “sostanziale disinteresse”. C'è chi sarebbe "partito dopo quindici minuti", chi è arrivato a "5 minuti dalla fine", chi “ha continuato a rispondere alle telefonate”, chi invece avrebbe dimostrato “interesse” come L'onorevole Boldi “che è stata sicuramente la più attenta, concreta e disponibile, esponendo chiaramente la linea che il suo gruppo seguirà (la non abolizione delle Province).”

“Fondamentalmente quello che è emerso, o per lo meno, per come l'abbiamo intesa – scriveranno dopo l'incontro sul profilo Facebook i dipendenti a scadenza - è che i precari ormai sono spacciati, sono solo la punta dell'iceberg, il problema vero è che l'intero personale della Provincia deve iniziare a preoccuparsi perchè all'orizzonte si profilano alternative che vanno dal disastro alla catastrofe”.

I parlamentari hanno incontrato anche le Rsu dei dipendenti in organico. "Scopo di questa iniziativa organizzata di concerto con la giunta provinciale e la Delegazione trattante di parte pubblica, è quella di sensibilizzare deputati e senatori ad attivarsi prontamente affinché il processo di riordino delle Province combinato con la quasi totale riduzione dei trasferimenti statali e regionali, non determini una situazione che a breve termine potrebbe assumere connotazioni socio-economiche molto critiche", spiegano.
"Al fine di scongiurare questa inaccettabile prospettiva, invitiamo tutte le Rsu piemontesi ad organizzare, nel più breve termine possibile, iniziative analoghe volte ad esercitare una pressione costante ed omogenea sui parlamentari del proprio territorio di appartenenza".

 
27/11/2012

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