Alessandria

Pietro Bianchi: "gruppo Amag in attivo, ma ecco gli sprechi dell'era Repetto"

Il presidente Bianchi garantisce sul piano di risanamento in atto nelle partecipate del gruppo ma apre il "vaso di Pandora" del recente passato targato Lorenzo Repetto: centinaia di migliaia di euro elargiti ogni anno per consulenze e sponsorizzazioni tanto fantasiose quanto improbabili e dannose per la cittą
ALESSANDRIA - "La nota positiva è quella che Amag e le sue controllate (Alegas e Ream) chiudono i propri bilanci in attivo, a esclusione di Alenergy, che chiude a zero utili ma che rappresenta un caso a parte, da spiegare". Si apre così la conferenza stampa nella quale il presidente Pietro Bianchi illustra lo stato di salute del gruppo e le prime operazioni volte al risanamento di quello che un tempo veniva considerato "il forziere" del comune di Alessandria, e che oggi invece pare avere bisogno di consistenti azioni di rilancio per poter uscire dalla stretta imposta dalle banche. 

"Nell'ultimo cda abbiamo deliberato una riorganizzazione delle deleghe manageriali e soprattutto la revoca di una quantità impressionante di consulenze attivate dalla precedente gestione, che da un lato ha assunto molto personale in maniera spesso ingiustificata, e dall'altro non lo faceva lavorare appaltando a improbabili e costosissimi servizi esterni una serie di funzioni che oggi torneremo a gestire in prima persona". Per il 2012 il fatturato di Amag è stato di circa 34 milioni, quello di Alegas 96, quello di Ream 3, mentre Alenergy si è fermata a zero: "perché ci siamo resi conto che il turboespansore tanto decantato dall'Europa e sbandierato come grande risultato dal presidente Repetto è in realtà un progetto obsoleto, basato su un business plan che non è in grado di reggersi in piedi e che difficilmente porterà l'opera a ripagarsi nel tempo. Dovremo trovare soluzioni per valorizzarla, ma non sarà facile".

Le vere note dolenti Pietro Bianchi le fornisce però soprattutto sul fronte recupero crediti, che pare la precedente amministrazione non abbia mai preso molto in considerazione, nonostante avesse affidato il servizio a condizioni onerose a una società esterna, la Co.pro Service di Brescia. "L'indebitamento complessivo del gruppo - ha spiegato il presidente - è di circa 60 milioni di euro, dei quali 30 riguardano rapporti con i fornitori, ma abbiamo anche una cifra più o meno equivalmente di crediti verso clienti (senza contare i 10 milioni di euro insinuati nel dissesto alessandrino, difficilmente recuperabili, e altri 8 milioni ancora dovuti dalla Regione). "La sfida sarà ora ottenere il pagamento di quanto ci spetta. Sono ottimista perché il gruppo ha dei valori da mettere in campo, anche nei confronti delle banche, ma la rotta va invertita rapidamente: da un lato cercheremo di aiutare chi si trova realmente in difficoltà a pagare le bollette, specie gli utenti privati e le famiglie, dilazionando gli importi da renderci, dall'altro saremo impietosi con tutte quelle realtà che finora hanno goduto della possibilità di ignorare quanto ci dovevano, tranquilli che nessuno li avrebbe disturbati". 

I veri fuochi d'artificio sono però arrivati nella seconda parte della conferenza stampa, quando il primo cittadino Rita Rossa e il presidente Bianchi hanno elencato alcune delle "scoperte" emerse dall'analisi delle rendicontazioni dell'era di gestione affidata dalla precedente amministrazione a Lorenzo Repetto. E' così emersa una costellazione di consulenze e sponsorizzazioni "sterminata e difficilmente giustificabile, sulla quale dovrà fare chiarazze la magistratura. Noi ci auguriamo si tratti semplicemente di inettitudine nella gestione, ma è facile fare ipotesi più gravi sulle ragioni che hanno portato a determinate scelte". 

Impossibile riportare tutte le cifre, ma ecco di seguito alcune delle principali: 

- 350 mila euro circa di compenso annuo per il presidente Repetto, al quale andavano aggiunti diversi rimborsi ottenuti durante l'anno (a fronte dei 58 mila euro lordi di compenso ora percepiti in totale fra presidente e amministratore delegato)
- dal 12 maggio 2008 la sottoscrizione di un contratto di consulenza con uno studio di geometri novese al costo di 8000 euro la mese a fondo perduto per dei non meglio precisati "accatastamenti" che poi sono risultati (con controlli finora a campione) in buona parte mai realizzati. Come per le altre posizioni dubbie la decisione del nuovo cda Amag è quella di intraprendere azioni di responsabilità di fronte al tribunale nei confronti dei protagonisti delle vicende. 
- 24 mila euro per un contratto con a un giornalista
- 5000 euro al mese a fondo perduto più tutte le spese fatturate mensilmente per uno studio che si occupava di depurazione
- 2000 euro al mese a uno ingegnere novese che si occupava di sicurezza per consulenze non ben precisate
- 153 mila euro annui per uno studio di avvocati milanese, sito in piazza Velasca, più altri 150 mila euro garantiti lo scorso anno. A questi vanno aggiunti ulteriori 180 euro all'ora se lo studio avesse lavorato più di 850 ore all'anno, senza però precisare con quale tipo di rendicontazione vericare il tutto, e includendo consulenze telefoniche e di altro tipo per raggiungere il monte ore complessivo
- consulenti commerciali che si occupavano in realtà di squadre di calcio o risultati poi candidati alle elezioni, con non meglio precisati compiti nell'azienda, e in grado di guadagnare anche 30 mila euro all'anno
- 36 mila euro elargiti a una società di ingegneria per la gestione della clientela e del marketing più fino a 1750 euro al giorno per ogni giorno effettivamente lavorato (più ulteriori 24 mila euro all'anno in quanto esperti di compravendita di gas ed energia elettrica e altri 500 euro al giorno per ogni giornata effettivamente lavorata)
- spese per sponsorizzazioni e promozione che sono aumentate a dismisura: dai 54 mila euro del 2007 (per pubblicità e spese grafiche), agli oltre 400-500 mila euro raggiunti in anni successivi, fra finanziamenti a squadra di calcio e basket, colazioni di lavoro da quasi 1000 euro, l'operazione riguardante le rose piantate in città (e comprendente numerosi viaggi di diverse delegazioni in Moldavia), fino al finanziamento di una cucina per ristorazione. Il tutto concentrato in particolar modo nei territori dell'ovadese e dell'acquese. 

"Se almeno una parte di quei fondi fossero serviti per riparare le strade cittadine - ha concluso il primo cittadino - ora non ci troveremmo nella situazione drammatica in cui ci troviamo anche su quel fronte". 
18/04/2013
Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it