
Non è rimasto senza risposte il
presidio dei lavoratori dell’Amiu di venerdì 20 luglio sotto Palazzo Rosso. Nessuna certezza sul fronte stipendi, ma
qualche chiarimento, sull’attuale situazione e sull’
iter che bisognerà intraprendere per mettere fine a questa situazione di instabilità, – che si presenta ogni 27 del mese –
è arrivato dal sindaco Rita Rossa e dall’assessore Pietro Bianchi.
Il primo cittadino ha avuto un lungo dialogo con i lavoratori presenti e con i rappresentanti dei sindacati, proprio sotto le mura del Comune, in strada, dove i dipendenti dell’azienda di raccolta rifiuti, insieme ai lavoratori delle cooperative “Lavoro Liberazione”, “Compani &” e “Marcondiro” presidiavano, con cartelli e megafono. “Vogliamo solo sapere se avete una ricetta nuova rispetto la precedente amministrazione o se è cambiato solo il dottore, ma il risultato è lo stesso”, domandano i lavoratori.
Ad oggi coloro che sono rimasti a casa sono gli 11 della cooperativa che gestiva il servizio Spazzacity, 7 lavoratori interinali e altri 4 delle cooperative che prestavano servizio interno all’azienda, ovvero movimento cassonetti e lavaggio: 22 in totale. Qualche spiraglio di luce si potrebbe aprire per coloro che si occupavano dello Spazzacity: “Abbiamo chiesto che siano ripresi. Stiamo cercando di procedere in questa direzione”, ha affermato il sindaco.

La
principale preoccupazione restano gli stipendi e l’incertezza da parte degli stessi sindacati che i soldi vengano versati ai lavoratori il 27 di luglio, tra poco più di una settimana. “Sindaco ci aveva assicurato che la questione stipendi sarebbe stata gestita e che ogni mese noi li avremmo ricevuti i soldi del nostro lavoro”, sentenzia un lavoratore Amiu, di fronte al primo cittadino e all’assessore. “E’ vero – risponde
Rita Rossa – e stiamo facendo di tutto per sanare questa situazione. Ma
il vero problema per l’Amiu è il credito con la banca Barclays”. Ha aggiunto: “Io
se volete ora convoco una Giunta e faccio una delibera, ma voi il 27 non avreste comunque i vostri soldi, perché andrebbero direttamente nelle casse della banca londinese!”. L’assessore Bianchi era stato duro con il cda dell’Amiu su questa questione: “siete dei pagliacci per l’accordo fatto con la Barclays”, ma ora purtroppo la questione è spinosa. “Sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico – ha asserito il sindaco – Avevamo chiesto alla banca la risoluzione del contratto, con un piano di rientro. Ma non hanno risposto positivamente. E così ogni trasferimento di denaro da parte del Comune finisce in automatico nelle loro tasche”. Questo a causa del
credito che la banca londinese vanta verso Amiu, per avergli anticipato 9 milioni. La domanda che tutti si pongono, sindaco in testa, è “che fine hanno fatto questi 9 milioni siglati con accordo ad ottobre 2010?”. Boh. Sta di fatto che non ci sono e che hanno innescato una bomba contro l’azienda stessa. E ora a pagare sono i lavoratori. “Noi lavoriamo, continuiamo a lavorare, nonostante tutto” replicano i lavoratori. “E di questo vi ringrazio”, ha risposto il primo cittadino.
Per delle risposte concrete ed effettive
bisognerà aspettare lunedì 23 luglio, giorno previsto per il tavolo tecnico tra amministrazione, prefetto (
Romilda Tafuri)
e sindacati (sia Amiu che Atm). Si tratta infatti del tavolo previsto come procedura di raffreddamento per lo stato di agitazione proclamato da lavoratori e sindacati delle due aziende, rifiuti e trasporto pubblico. “E’ ora di bussare in aiuto ad altre porte” ha commentato il sindaco, riferendosi alla figura del prefetto. Infatti oltre al fatto che la formula della
“delibera straordinaria” adottata nel mese scorso, per il rotto della cuffia, deve comunque essere concordata anche con il prefetto, “è una
procedura che non si potrebbe fare. E infatti
la Corte dei Conti ci ha già bacchettato”, ha chiarito Rita Rossa. Quindi niente delibera straordinaria, almeno per il momento. E lunedì il nuovo prefetto Tafuri si troverà a dover gestire già due belle grane.
Speriamo che dal tavolo esca una soluzione. Speriamo per i lavoratori, che pagano sempre per colpe non loro. E speriamo per le aziende, Amiu e Atm, che come ha più volte ribadito Rita Rossa, “rischiano il
fallimento”.