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Provincia

Patronati a rischio, “è un problema sociale”

Al via la campagna #cimettolafaccia per salvare i patronati dalla chiusura. Ventotto uffici in Provincia che offrono pratiche gratuite a pensionati, immigrati, disoccupati...
PROVINCIA – Ad un anno di distanza è nuovamente allarme per la sopravvivenza dei patronati. Si tratta di 28 uffici in provincia di Alessandria che offrono servizi gratuiti e che, con i tagli, rischiano di diventare servizi a pagamento.
In un anno sono state garantire 520 ore di apertura al pubblico per 92 diverse tipologie di pratiche che abbracciano tutto l’arco della vita, dalla nascita alla pensione.

Nel 2014 sono state patrocinate 67487 istanze di tutela nei confronti di Inps-Inail-Inpdap riguardanti sostegno al reddito, immigrazione, socio-assistenziale, previdenza, danni da lavoro.

Delle 67487 pratiche inoltrate solo il 20% sono comprese nel finanziamento Ministeriale mentre il restante 80% non vi è recupero economico pur mantenendo la gratuità del servizio per il patronato. “Di fatto – spiegano i referenti alessandrini di Acli, Inas,Inca e Ital – la rete dei patronati ha portato un risparmio annuo a favore della pubblica amministrazione di circa 665 milioni, la riduzione del personale Inps e delle sedi è stata possibile perché i patronati hanno svolto un ruolo di supplenza sul territorio e di intermediazione tra cittadini ed istituto”.

Il rischio di una chiusura degli sportelli deriva dalla legge di stabilità che prevede una decurtazione del fondo per l’esercizio finanziario dello Stato dell’anno 2016 di 28 milioni (la legge di stabilità 2015 aveva già tagliato il fondo per 35 milioni ed un abbattimento dell’aliquota di prelevamento dallo 0,207% allo 0,193- Tale fondo viene alimentato dai versamenti di 21 milioni di lavoratori e offre servizi a 51 milioni di cittadini.

“L’importanza e la rilevanza dell’attività dei Patronati è provata oggettivamente dalla percentuale nazionale delle domande di prestazioni previdenziali, sociali ed assistenziali istruite e trasmesse dai Patronati pari al 82,12% di tutte le domande presentate all’Inps mentre solo il 17,88% vengono inoltrate con il Pin dai cittadini”. Lo scorso anno furono raccolte 1 milione ed 800 mila firme per chiedere il mantenimento dei servizi che rischiano di diventare a pagamento.

I patronati hanno lanciato il questi giorni un pubblico appello ed una campagna dal titolo #iocimettolafaccia, che sarà lanciata sui social media.
A livello locale è stato chiesto un incontro al Prefetto affinchè si faccia portavoce presso il Governo delle richieste. Mercoledì 2 è fissato l'incontro preceduto da una manifestazione davanti a palazzo Ghilini.
28/11/2015

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