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Acqui Terme

Ospedale acquese: la battaglia continua

La battaglia delle amministrazione comunali di Acqui Terme e dintorni per mantanere aperto il 'Dea' del nosocomio termale continua, anche alla luce degli eccellenti risultati ottenuti dalla struttura in termini di servizi erogati
La Regione Piemonte ha avviato da alcuni mesi un’importante e difficile opera di riorganizzazione del sistema sanitario e dell’assistenza regionale e, in questo quadro, per quanto riguarda l’Ospedale di Acqui Terme “Mons. Giovanni Galliano”, gli atti finora adottati dalla Giunta regionale vanno nel senso di un chiaro declassamento della struttura, con la conseguente fondata preoccupazione circa il ridimensionamento e depotenziamento dei suoi servizi.
Al riguardo non è passata certo inosservata la preoccupazione e mobilitazione da parte delle popolazioni di un bacino d’utenza di rilevante estensione e problematicità territoriale ed anagrafica, culminata con la raccolta e la consegna al Presidente Roberto Cota di oltre 12.000 firme di cittadini in calce ad una petizione di iniziativa popolare. Iniziativa popolare che non è stata, inoltre, lasciata sola vista la ferma e responsabile presa di posizione istituzionale da parte di tutti i Comuni dell’area tradizionalmente afferente l’ospedale termale. Dopo tutto questo 'baccano', anche a livello mediatico ha destato ancora più scalpore la preoccupante assenza di una risposta di pari livello istituzionale e formalmente articolata da parte della Giunta regionale.
Infatti, nonostante le ripetute assicurazioni verbali formulate da qualificati rappresentanti di Giunta e Consiglio Regionale, l’attuale bozza del Piano Sanitario Regionale conferma il declassamento del nosocomio acquese in preoccupante linearità con tutti gli atti formali adottati in precedenza dalla Giunta. In tutto questo stride il concetto che la struttura, l’insieme dei servizi attualmente esistente e il suo grado di efficienza di detto ospedale corrispondono, nell’attuale bozza di Piano Sanitario Regionale, alle caratteristiche attribuite al cosiddetto ospedale cardine.
Visto che le conferme e le promesse provenienti da Torino sono rimaste su di un piano esclusivamente verbale, possiede ancora più risalto il fatto che, nella riunione del Comitato dei Sindaci del Distretto Socio-Sanitario di Acqui Terme del 17 novembre, il Commissario dell’ASL AL ha preannunciato un significativo pareggio di bilancio per l’esercizio in corso, che conferma dunque il positivo lavoro di contenimento della spesa corrente così come la piena efficienza ed efficacia dell’attuale assetto della struttura acquese e dell’intero assetto territoriale della rete ospedaliera provinciale.
Con tutte queste premesse è più che naturale, quindi, che la Giunta Comunale, d’intesa con tutti i Comuni del Distretto di Acqui Terme, congiuntamente chieda che, nella sua versione definitiva, il Piano Sanitario Regionale:

1. riconosca le peculiarità territoriali e anagrafiche del bacino di utenza gravitante sull’ospedale di Acqui Terme “Mons. Giovanni Galliano”;

2. a fronte del verificato livello di efficienza/efficacia dei servizi erogati, preveda per l’ospedale di Acqui Terme “Mons. Giovanni Galliano”, il pieno mantenimento del ruolo sino ad ora svolto;

3. contempli quindi per tale struttura il riconoscimento di ospedale cardine, con il conseguente mantenimento quali-quantitativo di tutti i servizi ad esso connessi.

26/11/2011

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